Il Giornale da qualche giorno è completamente slegato dalla realtà e fa controinformazione delirante rimestando negli archivi per cercare di fare del killeraggio giornalistico, e quindi distrarre, confondere, gettare un’ombra su chi si permette d’essere critico e moralizzatore. Una concreta analogia con le accuse Marino-Il Foglio e la storia dei rimborsi ISMETT, che a fine Luglio fece fare un sobbalzo a tutti i sostenitori del Senatore.
Questo tipo di comunicazione giornalistica è del tutto asservita alla politica e quindi ha uno scopo, che è poi un tutt’uno con la linea della parte di cui si fa sostenitore, è cioè diffamare l’avversario, colui che critica, per tappargli la bocca o – molto più semplicemente – screditarlo.
Il bastone di Feltri, poi, è a libro paga. Figurarsi. Stasera al tg1 gli spalloni del presidente del Consiglio erano tutti quanti impegnati a biasimare il Feltri, reo di intromissione nella vita privata – nella privacy – del direttore dell’Avvenire, ed è un guaio questo poiché secondo loro la privacy è sacra e non si tocca, e chi la tocca si sporca. Quindi, l’ascoltatore medio impara che la privacy del premier (si fa per dire, è pur sempre un primus inter pares) è stata brutalmente violata e ora serve una legge, perché se è accaduto a lui può accadere a tutti. Obiettivo primario: vietare quasiasi notizia relativa ai reati di chiccessia, nonostante la pubblicità degli atti relativi ai procedimenti, fino a sentenza passata in giudicato. Secondo: includere nel tema la questione intercettazioni e dare una bella scossa all’iter parlamentare del DDL Alfano, divenuto improrogabile.
La querela alle domande di La Repubblica è l’ennesima tappa del tentativo di ridurre a zero ogni interferenza, che è però caduta nella farsa giuridica: Mr b, per denunciare delle domande, deve proprio essere alle strette. Deve aver proprio timore dell’Ottobre Rosso che si annuncia da più parti. Ha fretta di chiudere la partita. E adotta la pratica leghista del cattivismo e del randello.
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L’APPELLO DEI TRE GIURISTI PER LA LIBERTA’ DI STAMPA – La Repubblica.it
- L’attacco a “Repubblica”, di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera “retoriche”, perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.
Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di “cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee”, come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.Franco Cordero – Stefano Rodotà – Gustavo Zagrebelsky
- Il paese dei manganelli – analisi | l’AnteFatto | Il Cannocchiale blog
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Leggo sulla prima pagina del Giornale che Feltri attacca Dino Boffo direttore di Avvenire, pubblicando una sentenza con l’unico scopo di sputtanarlo: omosessuale e molestatore della moglie del suo amante.
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Meraviglioso il dispositivo giustificatorio, approntato dall’anziano (per testa, non per età) neo direttore di via Negri. Siccome Avvenire ha attaccato il Cavaliere, noi adesso lo massacriamo, così impara.
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E’ così fragile questa pallida foglia di fico da moralizzatore-inzaccheratore-castigatore, che pare un brutto scherzo. Invece è tutto vero.
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cattivismo mannaro del nuovo corso “feltrusconiano” (come lo definisce Dagospia), con licenza di uccidere tutti i nemici del capo, a partire da quei pretacci bolscevichi (i prelati di Ratzinger!) e dei loro giornali che si permettono di difendere gli extracomunitari
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C’è qualcosa di surreale, negli articoli del giornale in questi giorni: le telescriventi di De Benedetti del 1991, la sentenza di Boffo per un fatto del 2002… Non è l’Almanacco del giorno dopo, insomma, ma un fenomeno nuovo, il primo quotidiano del secolo prima
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Come molti sanno, nelle redazioni di questi giornali e delle testate vicine al centrodestra, circola da mesi un mandato particolare che nessuno, per fortuna, ha ancora voluto (o potuto) portare a termine: quello di colpire Ezio Mauro e la sua attuale compagna.
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Sarebbe la vendetta finale di Papi, quella che fa il paio con la denuncia presentata dal Cavaliere contro le domande (avete letto bene, “le domande”, del quotidiano di piazza Indipendenza).
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molti colleghi – anche molti che sono solidamente su posizioni di centrodestra – non condividano una virgola della campagna occhio-per-occhio di Feltri, perché la considerano aliena ai principi del giornalismo (anche di quello schierato) e sostanzialmente truce
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gli obiettivi originari erano almeno quattro: la Chiesa, l’Opposizione, l’editore progressista e il direttore di piazza Indipendenza
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Se nei prossimi giorni non troverete questo articolo sulla moglie di Ezio Mauro sulle pagine del Giornale, dovrete fare un po’ di conto, e capire che se non c’è è per un solo motivo: perché qualcuno si è rifiutato di scriverlo. Sarebbe molto bello, dopotutto, se l’anziano (di testa, non di anagrafe) cavallerizzo di via Negri, questa, e altre polpette al cianuro, fosse costretto a cucinarsele da solo.
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zamparini
agosto 28, 2009
Rocco e i suoi fratelli. L’omofobia della Chiesa Cattolica e il ritorno alla caccia alle streghe
http://zamparini.wordpress.com/2009/08/28/rocco-e-i-suoi-fratelli-lomofobia-della-chiesa-cattolica-e-il-ritorno-alla-caccia-alle-streghe/
ciao,
gabriele