Lodo Alfano, interpretazioni a parte.

Pubblicato il ottobre 5, 2009 di

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Il cliam sui giornali e sul web è di quelli confusi. L’Unità abbozza una teoria strana, secondo cui la rinuncia di Fini al Lodo Alfano è una implicita conferma del fatto che la legge non verrà cassata dalla Consulta.
Non me ne capacito. Tanto più che, come è spiegato da Travaglio sul suo blog, Fini ha rinunciato al Lodo già da tempo ma si è venuto a sapere solo in questi giorni grazie al gionale di Padellaro e soci, che ha scritto un articolo sulla vicenda. La querela Woodcock-Fini giaceva in un cassetto della procura romana auto-sospesasi in virtù del Lodo, nonostante la rinuncia del Fini stesso. Quindi non si comprende come questo fatto possa incidere nella decisione della Corte, al quale dovrebbe decidere solo sulla base della legittimità costituzionale.
Trovo invece corrette e centrali le osservazioni di Travaglio, secondo cui:
1. la giustificazione data dall’Avvocatura dello Stato che la bocciatura del Lodo provocherebbe una empasse istituzionale dovuta alle eventuali dimissioni del presidente del Consiglio è infondata poiché già nel 2004 la bocciatura del precedente Lodo non ha impedito a Mr b di essere allo stesso tempo premier e imputato;
2. la bocciatura del Lodo interessa anche il Quirinale che ha supinamente firmato sostenendo la tesi secondo cui non serve una legge costituzionale per derogare dall’art. 3 della Costituzione;
3. il Lodo serve solo a Mr b essendo lui il solo a avere processi in corso – ormai chiusasi la vicenda querela di Fini – e si tratta di procedimenti per corruzione di giudici o altri reati di entità superiore alla mera querela per diffamazione.
Tre aspetti che smontano la ricostruzione dell’Avvocatura e che dovrebbero mettere i giudici della Corte sulla strada della interpretazione letterale della costituzionalità del provvedimento, lasciando le eventuali ripercussioni politiche al sistema politico stesso.

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    • circolano, sui giornali, varie indiscrezioni sugli orientamenti che starebbero dividendo la Corte Costituzionale
    • c’è chi dice che ci sono cinque giudici pro, cinque giudici contro e cinque incerti, insomma fanno il Toto – Lodo in Parlamento in queste ore
    • Abbiamo già parlato della vergogna dell’avvocatura dello Stato, che è andata a sostenere non la legittimità costituzionale del Lodo, ma la necessità politica del Lodo in quanto, se il Lodo non fosse confermato e saltasse, Berlusconi tornerebbe imputato e conseguentemente dovrebbe dimettersi, crollerebbe il governo, sarebbe un cataclisma
    • alla Corte dovrebbero discutere la costituzionalità o meno del Lodo, gli effetti sono poi affare della politica, degli elettori, del Parlamento, del governo, del capo dello Stato
    • Lì devono stabilire se il Lodo è o meno costituzionale, se la legge è uguale per tutti, oppure per tutti tranne quattro
    • l’altro giorno Rutelli ha dichiarato che, se il Lodo dovesse decadere, allora ci sarebbe spazio per un governo istituzionale
    • è anche un grande regalo a Berlusconi, perché è proprio quello che sta cercando di fare Berlusconi, spaventare la Corte dicendo “ se voi bocciate il Lodo vi assumete la responsabilità di un crollo del governo e di un cataclisma politico in un clima di incertezza”
    • l’opposizione è quella roba lì, non è in grado di produrre una maggioranza alternativa e conseguentemente spaventare la Corte è l’unica strategia possibile da parte di chi ha fatto questo Lodo e sa benissimo di aver violato la Costituzione
    • stiamo parlando di roba seria, stiamo parlando di corruzione di un testimone per taroccare dei processi, stiamo parlando di corruzione di giudici
    • il processo Sme è finito come sapete – stiamo parlando di falsi in bilancio, frodi fiscali, appropriazioni indebite, tentata istigazione alla corruzione di Senatori
    • l’azione penale, la attiva il Pubblico Ministero con la sua richiesta di rinvio a giudizio e, in quel momento, l’indagato diventa imputato, conseguentemente è buona norma che, in quella fase, chi svolge cariche pubbliche o funzioni pubbliche, si faccia da parte
    • la Costituzione prevede un surplus di doveri, per chi svolge incarichi pubblici (articolo 54
    • chi ricopre cariche pubbliche non è un cittadino comune e deve anche esercitarle con disciplina e onore
    • incompatibile con una richiesta di invio a giudizio o con un rinvio a giudizio per reati gravi
    • Non dimentichiamo che nel 92 Scalfaro, ben altro Presidente della Repubblica, quando si parlava di un avviso di garanzia a Craxi, che però non l’aveva ancora ricevuto, nel maggio del 92 Scalfaro non diede l’incarico a Craxi, nonostante che i partiti della maggioranza, appena confermata dalle elezioni dell’aprile 92, gli avessero confermato una sia pur risicata maggioranza al partito
    • E’ già tutto avvenuto, Berlusconi è già diventato Presidente del Consiglio da imputato, è imputato praticamente da 15 anni e quindi non si capisce quale sarebbe la novità se tornasse a essere imputato dopo l’eventuale bocciatura della legge Alfano
    • il Lodo Maccanico /Schifani, lo scudo durò sei mesi: dall’estate del 2003 al gennaio del 2004, la Corte glielo bocciò, lo ritrascinò in Tribunale e lui continuò a fare il Presidente del Consiglio e l’imputato
    • abbiamo anche il precedente specifico; Berlusconi, se torna imputato, non si dimette
    • a avere interesse che la Corte Costituzionale confermi il Lodo, non sono soltanto Berlusconi e la sua ristretta cerchia, ma è anche il Quirinale
    • molti giuristi, addirittura 100 costituzionalisti, compresi quattro o cinque ex Presidenti della Corte Costituzionale, avevano detto, in un famoso appello, che il Lodo era incostituzionale in forma palese, ictu oculi, al primo sguardo, incompatibile con l’articolo 3 della Costituzione e quindi c’erano tutti gli elementi affinché il capo dello Stato lo respingesse al mittente con un messaggio motivato alle Camere, come prevede la Costituzione
    • Il capo dello Stato non volle respingerlo, non respinge mai nulla, ha firmato tutto in questo anno e mezzo
    • tanto è inutile respingere le leggi costituzionali, perché tanto Berlusconi le ripresenta uguali.
    • C’è un potere della Costituzione che consente, anzi impone al capo dello Stato, nel caso in cui la legge sia manifestamente incostituzionale, di rimandarla indietro, ma lui ci fa sapere che non le rimanda indietro perché tanto gliele ripresenterebbero uguali
    • almeno farebbe sapere che lui non c’entra, almeno farebbe sapere che lui ha provato a difendere la legalità e la Costituzione
    • quel Lodo non è fatto per le quattro alte cariche dello Stato, ma per una, la più bassa
    • Perché le altre tre non hanno processi, o meglio ne aveva uno Fini: ne aveva uno perché? Perché il Pubblico Ministero di Potenza, che adesso è in trasferimento a Napoli, Harry John Woodcock , l’aveva querelato per delle dichiarazioni sgangherate che Fini aveva fatto a Porta a Porta
    • Woodcock aveva messo sotto inchiesta la moglie di Fini, il segretario di Fini e il factotum di Fini: ricorderete lo scandalo del portavoce Sottile, che usava l’auto blu per scarrozzare le soubrette alla Farnesina e poi è stato condannato per peculato in primo grado
    • la storia del segretario di Fini, Proietti, che era stato beccato al telefono mentre parlava di cliniche, di quote di cliniche etc. con la moglie di Fini, l’inchiesta poi passò a Roma, non se ne è mai più saputo niente
    • l’inchiesta che aveva fatto infuriare Fini, il quale però, a mente fredda, doveva aver capito che l’inchiesta era buona, perché infatti ha mandato via il suo portavoce Sottile e poi si è separato da sua moglie, diciamo implicitamente ammettendo che forse Woodcock non aveva tutti i torti
    • i magistrati di Roma avevano congelato – diciamo – in un cassetto, in freezer – i freezer della Procura di Roma sono sempre stati molto capienti! – il processo per diffamazione a Fini, che era stato, nel frattempo, rinviato a giudizio per aver diffamato Woodcock
    • Fini aveva detto che non si sarebbe avvalso del Lodo Alfano, che è rinunciabile, e non gli fanno il processo lo stesso?
    • abbiamo contattato l’Avvocatessa Giulia Bongiorno, che assiste Fini in questo frangente e le abbiamo chiesto “confermate di voler essere processati?” e lei ha detto “ certo!” e hanno chiesto proprio alla Procura di Roma di sbloccare questo maledetto processo
    • si è saputo ufficialmente che Fini chiedeva di essere processato, ossia di essere spogliato dello scudo spaziale del Lodo, Woodcock ha fatto un bel gesto e ha detto “ va bene, mi dichiaro soddisfatto, finalmente abbiamo un esponente delle istituzioni che compie un gesto istituzionale
    • Mettiamoci una pietra sopra, ritiro la querela a Fini”, dato che la dichiarazione è procedibile soltanto a querela della parte lesa, se la parte lesa ritira la querela il processo evapora
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    • Una sentenza che è lo spartiacque della legislatura. Ununico tavolo da cui dipendono tante partite: la durata del governo, la tenuta del Pdl, la nascita di nuove formazioni politiche al centro, un’eventuale diaspora nel Pd. Così la Consulta si ritrova ad essere, suo malgrado, non solo garante e giudice delle leggi ma anche arbitro degli equilibri politici.
    • Giudicare il Lodo – lo scudo giudiziario che blocca i processi, ma non le indagini, per le quattro più alte cariche dello Stato – solo interrogando i codici o anche il contesto in cui gli stessi codici vanno applicati.
    • c’è una sostanziale parità, che la Corte è spaccata e che la differenza la faranno due, al massimo tre giudici tra cui il presidente Francesco Amirante (il cui voto, in caso di parità, vale doppio) ancora incerti sul da farsi.
    • È preferibile, anche, non dilungarsi troppo sulle cene tra giudici e premier e ministri (a maggio a casa Manzella); sul figlio del giudice promosso ai vertici di un importante ente pubblico; sulla lunga stretta di mano tra il premier e il presidente Amirante durante i funerali dei sei parà uccisi a Kabul.
    • Restiamo ai fatti
    • la rinuncia del presidente della Camera Gianfranco Fini al Lodo
    • la memoria difensiva dell’Avvocatura di Stato
    • le ragioni che nel luglio 2008 hanno fatto dire al presidente della Repubblica sì al Lodo Alfano
    • Il presidente Napolitano osservò allora, in due diversi comunicati, che la Corte già con la sentenza n.24 del 2004 (quella che bocciò l’analogo Lodo Schifani) «sancì che la norma di sospensione dei processi per le alte cariche dello stato non dovesse essere adottata con legge costituzionale»
    • Napoletano, firmando il Lodo Alfano, ricordò anche che la Corte, sempre nel 2004, «giudicò un interesse apprezzabile la tutela del bene costituito dalla assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche »
    • poter gove

      rnare serenamente è un interesse primario e un processo può anche aspettare

    • lo stesso principio spiegato nelle ventuno pagine della memoria difensiva dell’Avvocatura di Stato che, in caso di stop al Lodo, prevede danni seri all’esercizio delle funzioni provocati dalle dimissioni del premier
    • Alla Corte, quindi, è stato prospettato una sorta di ricatto politico
    • già in passato, nel 2004, la Consulta si era espressa dicendo che nonserviva una legge costituzionale
    • è di grande “aiuto” la scelta di Fini di rinunciare allo scudo: in qualche modo è la prova che il Lodo non è incostituzionale. Si tratta di un messaggio forte per la Corte. Che può far spostare i più indecisi verso il sì e la conferma

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Pubblicato in: politica e giustizia