A-H1N1: negli USA, dose unica anche per i bambini? La sperimentazione non ha dati sufficienti.

Posted on ottobre 31, 2009 di


In Italia si pensa di vaccinare gli atleti delle prossime Olimpiadi Invernali. O piuttosto i calciatori. Non sia mai che si perda qualche medaglia, o si debba rinviare qualche partita del campionato per l’influenza A.

Negli USA, invece l’OMS raccomanda di vaccinare il prima possibile i bambini. Anche con una sola dose. Non ci sono dati sufficienti per affermare che una sola dose possa bastare, dicono all’OMS, ma la prima bisogna estenderla il più possibile. Il governo USA pensa a vaccinazioni per i carcerati. Ma l’emergenza dell’ultima settimana è per i minori di dieci anni. I morti sono saliti a 114, con un picco negli ultimi sette giorni. E oggi è pure Halloween.

Da noi i morti sono undici. Ci si affretta a dire che “avevano patologie pregresse”. Oggi è stata divulgata la notizia che è morta la prima bambina. Aveva undici anni. Era ricoverata da quattro giorni con febbre molto elevata. Prima all’ospedale di Scafati, poi al “Santobono”. Solo quando è stata trasferita, le è stato fatto il tampone per l’A-H1N1. Ci si chiede se è più vittima dell’influenza o della malasanità. Degli undici casi di morte per A-H1N1, sei si sono verificati in ospedali di Napoli. Una percentuale considerevole, direi.

L’articolo che segue è stato pubblicato dal The Washington Post ed è stato tradotto da me.

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    • Una dose di vaccino potrebbe essere sufficiente a proteggere sia gli adulti che i bambini di età superiore ai sei mesi contro la pandemia di influenza suina, così ha concluso un gruppo internazionale di esperti.
      Gli esperti, convocati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità per esaminare i dati globali sui vari vaccini in fase di collaudo e utilizzati per arginare la pandemia, ha raccomandato che i paesi che hanno dato ai bambini una priorità alta per il vaccino dovrebbero considerare di dare una dose a quanti più bambini possibile, prima di somministrare la seconda.I funzionari della sanità degli Stati Uniti hanno consigliato due dosi per i bambini di età inferiore ai 10 anni, sulla base dei primi risultati degli studi che indicano che una dose non era sufficiente a produrre una risposta abbastanza forte del sistema immunitario nel proteggere quel gruppo di età.

      Il Gruppo Consultivo Strategico dell’OMS ha riconosciuto che i dati su quella fascia di età sono “limitati e sono necessari altri studi.” Ha detto, ogni paese deve decidere qual è la strategia più appropriata per la sua popolazione. Somministrando due dosi è più sicuro, dicono gli esperti.

      “Diverse Autorità di Controllo hanno preso decisioni diverse,” ha detto Marie-Paule Kieny, direttore dell’Iniziativa di Ricerca per il Vaccino dell’OMS, in un briefing Venerdì per i giornalisti, a conclusione dei due giorni di incontro del gruppo consultivo a Ginevra.

      “Ma per il momento per i paesi che vogliono fare una campagna vaccinale a ampio raggio nei bambini,… Il numero di dosi di vaccino può non essere sufficiente a fornire due dosi a tutti questi bambini”, ha detto Kieny.

      Il National Institutes of Health si aspetta ulteriori risultati già la settimana prossima dai test sul vaccino che coinvolgono i bambini, che dovrebbero contribuire a chiarire se una dose di richiamo è necessaria oppure no, ha detto Thomas Frieden, direttore dei Centri federali per il controllo delle malattie e la prevenzione. “Se i dati mostrano una differenza, si rivedrà la nostra raccomandazione”, ha detto.
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      La raccomandazione è arrivata quando il numero di bambini americani che sono morti per il virus H1N1 è aumentato a 114 – un salto di 19 morti rispetto alla settimana precedente. A differenza della tipica influenza stagionale, che tende a colpire più duramente le persone anziane, il virus H1N1 ha ampiamente risparmiato gli anziani, ma più comunemente colpito bambini e giovani adulti, tra cui alcuni che sono altrimenti sani.

      Il CDC ha anche annunciato Venerdì dei piani per rilasciare i restanti 234.000 confezioni di liquido Tamiflu della Confederazione Nazionale Strategica delle Scorte per contribuire ad alleviare le carenze in loco dei farmaci antivirali.
      La forma liquida della medicina, più comunemente utilizzata dai bambini, che possono avere difficoltà a deglutire le capsule, è stato difficile trovarla in alcuni luoghi a causa di un aumento della domanda e una decisione da parte del fabbricante di concentrarsi sulla produzione dei farmaci in forma di capsule. I Farmacisti possono utilizzare le capsule per farne la versione liquida per i singoli clienti. Il CDC rilasciato 300.000 confezioni del farmaco il 1 ° ottobre per cercare di evitare carenze.

      La giuria ha anche concluso che ogni vaccino, che è stato approvato dagli organismi di regolamentazione governativi in tutto il mondo, appare sicuro, anche per le donne in gravidanza. Compresi i vaccini con una sostanza nota come coadiuvante, che aumenta l’efficacia del vaccino, permettendo di creare maggiori scorte disponibili per essere poi suddivise in più dosi.

      Nonostante un programma di emergenza per produrre il vaccino, negli Stati Uniti e altrove, la domanda finora ha superato la fornitura in molti paesi. Gli Stati Uniti non ha ancora approvato un vaccino, che contiene un adiuvante.

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    • Novant’anni fa, negli ultimi giorni di un ottobre come questo, in piena escalation del numero dei morti di Spagnola, il prefetto di Milano proibì il suono delle campane a morto.
    • Deprimeva lo «spirito pubblico» – dicevano le circolari – quel lugubre rintocco che risuonava di continuo, ossessivamente, durante le frettolose cerimonie degli addii, in chiese e cimiteri senza gente, per decisione delle autorità sanitarie. Provocava ansia. Diffondeva paura e angoscia. Alimentava una psicosi collettiva che contaminava le menti, e facilitava l’attacco ai corpi degli uomini.
    • nessun possibile e fondato accostamento a quella del 1918, che fu capace di raddoppiare le vittime della sanguinosa guerra appena conclusa
    • c’è, ora, un altro genere di campana a morto, capace di risvegliare un’emotività che innesca incertezza e ansia: la notizia strillata di «un altro morto di influenza», che dà visibilità a ogni singola vittima, nei titoli di apertura dei telegiornali, nelle prime pagine dei giornali, e persino nelle trasmissioni pomeridiane di gossip e chiacchiere in libertà
    • Una campana di ben diversa potenza sonora e diffusiva, che amplifica e moltiplica i numeri, massimizza il contenuto ansiogeno, e fa passare in secondo piano – pur non sottacendolo – il fatto che in tutti, ma proprio tutti gli undici (undici!) morti era presente una multipatologia che l’influenza ha solo contribuito ad aggravare.
    • Un evento che nella classica influenza stagionale si verifica, malauguratamente, migliaia di volte, senza che giornali e telegiornali si occupino di quelle morti che non fanno notizia, nascoste nelle tavole della mortalità «ordinaria»
    • basta mettere in fila numeri, dati e fatti, che danno credito alle voci autorevoli di chi afferma, sulla base delle conoscenze scientifiche, che la minaccia del nuovo ceppo del virus influenzale H1N1 è destinata a restare una bomba inesplosa: il tasso di mortalità – che non potrà comunque essere calcolato fino a quando non si sarà superato il picco epidemico – è, al momento – sembrerebbe – più basso di quello della normale influenza stagionale (anche se occorrerebbe conoscere con precisione il numero dei colpiti).
    • pur in grado di trasmettersi abbastanza efficacemente da persona a persona, sembra sostanzialmente incapace di causare una malattia severa
    • quello che preoccupa davvero è la confusione che regna sotto il cielo delle vaccinazioni: le dosi di vaccino stanno arrivando alle Regioni, ma in quantità limitate
    • E solo in pochissime realtà si è, di fatto, messa in moto la farraginosa macchina organizzativa per realizzare la prima campagna di vaccinazione di massa contro l’influenza
    • ha un solo precedente, negli Stati Uniti: una débâcle, in verità. Nel 1976, in seguito ad una piccola epidemia di «suina» a Fort Dix, base militare nel New Jersey, furono avviate le vaccinazioni che raggiunsero 40 milioni circa di americani e nelle quali fu impegnata una montagna di dollari: 137 milioni.
    • La malattia non si diffuse, ma tra i vaccinati si registrarono numerosi casi della cosiddetta sindrome di Guillain-Barré (una neuropatia acuta che si manifesta con paralisi progressiva agli arti)
    • la campagna fu interrotta e le autorità sanitarie dovettero fare i conti con un’ondata di sfiducia e di sospetto
    • Il fantasma di quella sindrome ricompare oggi ed è uno dei fattori all’origine della diffusa ritrosia a vaccinarsi anche da parte dei medici
    • l’influenza è un serio problema sanitario nei Paesi industrializzati, dove occupa uno dei primi posti come causa di morte per malattie infettive
    • Senza parlare dei costi diretti e indiretti dell’ospedalizzazione e delle assenze dal lavoro
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    • Una bambina di 11 anni è morta ieri pomeriggio all’ospedale «Santobono» di Napoli. La notizia è stata comunicata solo oggi da fonti dell’assessorato alla Sanità della Regione Campania. Era ricoverata da alcuni giorni ed era risultata affetta dall’influenza A. Dal mese di settembre è la sesta vittima a Napoli, la dodicesima in Italia ed è la prima vittima fra i bambini.
    • La ragazzina, residente a Pompei, era stata ricoverata nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi nell’ospedale di Scafati, con sintomi di febbre elevata. Visto l’aggravarsi delle sue condizioni è stata trasferita ieri nell’ospedale pediatrico Santobono, con una diagnosi di sindrome cardiorespiratoria acuta di probabile origine cardiaca. Il tampone praticato al momento del ricovero al Santobono, i cui risultati si sono avuti oggi, è risultato positivo all’H1N1. Sono in corso ulteriori accertamenti per stabilire con esattezza le cause della morte.

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