5 dicembre: No Berlusconi Day, riprendiamoci la politica. Appello di Ignazio Marino.

Posted on dicembre 4, 2009 di


Da quando esiste, il Governo Berlusconi non ha fatto altro che tentare di smantellare i pincipi di unità, di solidarietà, di uguaglianza che sono alla base della convivenza di un paese democratico. Non e’ una sorpresa se dico che attraversiamo una vera emergenza nazionale in cui sono messi in discussione capisaldi come la supremazia della Costituzione, l’uguaglianza dei cittadini di fronte ala legge, la laicità dello Stato, basti pensare alle crociate della destra contro la RU486 e contro il testamento biologico, per impedire la libertà di scegliere.

Di fronte a questa situazione non è solo giusto protestare, è un dovere!

E’ invece sbagliato sminuire la portata della protesta e non ascoltare un popolo che non vuole accettare l’indifferenza, che possiede la grandisssima forza dettata dalla spontaneità e dalla convinzione nelle idee.

Come sapete io ho aderito fin dall’inizio al No B Day perché sono molto preoccupato per la democrazia e per il mio Paese. Noi in piazza ci saremo perché vogliamo sentirci liberi di dire No a Berlsusconi e Si all’alternativa.

Per percorrere assieme il corteo di domani verso piazza San Giovanni, l’appuntamento è alle 13.30 davanti alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli in Piazza Esedra a Roma. Io ci sono!

    • Non dovrà, del resto neppure potrebbe, essere segnata da uno o più partiti: classicamente intesi. E’ e rimarrà una mobilitazione nata dalla rete e , soprattutto, in rete. Dobbiamo abituarci ai movimenti ‘freddi’ dell’età digitale, che intervengono, modificandola nel profondo, nella più classica (e prevedibile) dialettica politica del Novecento.
    • Tutto questo non significa affatto cedere il passo alle smanie dell’antipolitica o, peggio, fare da polo dialettico passivo dell’autoritarismo populista impresso alla vicenda italiana dal Presidente del consiglio. Anzi. Vuol dire interagire positivamente con le contraddizioni dei conflitti sociali e culturali, che rischiano ormai di non trovare forme e modalità adeguate di rappresentanza.
    • Un appello rivolgiamo al Pd, perché sia ancora più esplicita l’apertura – già avvenuta peraltro- alla manifestazione. Un appello rivolgiamo, pure, agli organizzatori affinché passino –secondo la lezione di Gramsci- dallo ‘spirito di scissione’ all’’egemonia’. La battaglia contro le destre è troppo seria e drammatica per risolversi in qualche protagonismo solitario o in un’altra polemica in seno alle stesse opposizioni. Se ne tenga conto.
    • Si tratta di un’occasione davvero significativa, da non sottovalutare, né da far risucchiare dal dibattito angusto e improduttivo tra ‘partiti e movimenti’, tra riformismo di governo e uso della piazza. Quanto è accaduto e sta accadendo dovrebbe aprirci la mente. Tutti, con umiltà, siamo chiamati dall’etica della buona politica a fare un salto di qualità, contribuendo ad aprire una stagione nuova, in grado di rimettere al centro la crisi italiana, segnata dalla stessa crisi mondiale, ma con il surplus del conflitto di interessi, dell’occupazione di pressoché tutti gli spazi della comunicazione, con la ennesima legge-vergogna sulle prescrizioni brevi, la tutela rude degli inquisiti che stanno al governo.
    • Il bello di questa manifestazione intensamente popolare e civile in tutti i sensi è che sia proprio piena di giovani in maniera un po’ diversa da quello che successe qualche anno fa con i girotondi dove l’età media era più alta…” A esaltare il carattere di una manifestazione nata dall’impegno e dalla voglia di sperare dei ragazzi che saranno domani in piazza per il No Bday è Roberto Vecchioni

    • Parla di speranza Vecchioni, quella speranza che ha magistralmente interpretato e invocato in uno dei suoi brani di successo. Quel “Sogna ragazzo sogna” sembra essere la colonna sonora perfetta
    • Un brano che potrebbe diventare il leit motiv della manifestazione e al temo stesso un appello: “ Un inno di speranza ma anche di lotta, di positività, non si deve soltanto sperare ma bisogna fare… la canterò anche domani perchè accompagni, sia una specie di colonna sonora: i ragazzi non devono dimenticare che hanno una forza straordinaria e che c’è gente che li sa ascoltare.
    • La giornata di domani rappresenta un punto di partenza e un buon inizio per la costruzione di un percorso di riappropriazione della politica.

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