Sì delle Commissioni della Camera al Decreto Romani. Accolte alcune richieste di modifica.

Posted on febbraio 4, 2010 di


Nessun problema per le Commissioni Cultura e Trasporti della Camera: lo schema di decreto legislativo sulle televisioni presentato dal viceministro Paolo Romani può essere presentato al Governo, con alcune modifiche. Ieri il viceministro era comparso in Commissione per comunicare la disponibilità del Governo a effettuare alcune modifiche al provvedimento, eccetto che sugli affollamenti pubblicitari. Sono 31 le condizioni e le richieste di modifica. Le Commissioni hanno richiesto alcune modifiche di carattere tecnico:

  • la trassmissione della dichiarazione di inizio attività per la diffusione di contenuti on demand su internet all’Agcom anziché al ministero;
  • sottoporre la Rai unicamente alle norme sulle società di capitali e alla giurisdizione ordinaria.

Per Paolo Romani “c’è stata una discussione molto approfondita. Il governo terrà conto in maniera rigorosa delle condizioni poste, armonizzando i pareri di Camera e Senato che hanno alcune differenze”. Paolo Gentiloni del Pd sostiene che  su quattro nodi principali, due vanno a favore di Mediaset, ovvero la riduzione della pubblicità per Sky e il conteggio dei programmi per il tetto antitrust. Su  Internet  Gentiloni dice che si è “registrato qualche passo avanti, ma insufficiente”.

Il testo contenente le modifiche è ridotto a nove pagine, il cui relatore è Alessio Butti (PdL): in questo testo viene esplicitamente scritto che blog, video amatoriali, giornali online, motori di ricerca e versioni elettroniche delle riviste non sono ricompresi nella nuova disciplina che riguarderebbe solo i nuovi servizi on demand. Viene anche escluso che la responsabilità editoriale possa ricadere sui provider che ospitano o trasmettono contenuti realizzati da altri.

Paolo Gentiloni, lancia l’affondo sul Web: “Regna la confusione: si aggiungono varie definizioni che complicano le cose e non si cancella l’autorizzazione, pur passandola dal ministero all’Autorità”. Rincarano la dose i senatori Pd Luigi Vimercati e Vincenzo Vita, che chiedono di stralciare gli articoli sul Web “che nulla hanno a che fare con la disciplina comunitaria” (fonte: Corriere delle Comunicazioni).

Prima di “deporre le armi”, attenderemo il testo definitivo del decreto.

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