Il TG1 è organo di partito. La disinformazione, altra arma creatrice di consenso.

Posted on febbraio 21, 2010 di



L’editoriale di Minzolini sulle intercettazioni e la condanna mediatica di Bertolaso segna il passaggio definitivo del TG1 dal terreno degli organi di informazione agli organi di partito. La filippica del Minzo è prodromo all’intervento di oggi di Angelino Alfano:
Andremo avanti con il testo approvato alla Camera che rappresenta un punto di equilibrio tra esigenze delle indagini, diritto alla riservatezza, di cronaca e tutela delle intercettazioni per i reati di mafia. Questo ddl è una della prime azioni in materia di giustizia e quando sarà approvato saranno passati due anni circa dal momento in cui è stato proposto (fonte: La Stampa.it <http://lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201002articoli/52456girata.asp> ).
Di fatto, il TG1 è diventato il portavoce della maggioranza al governo e come tale si adopera per alimentarne il consenso da parte dei cittadini attraverso due fondamentali strategie:
- l’occultamento delle informazioni, come nel caso della invasione del centro storico da parte degli aquilani;
- la diffusione di servizi giornalistici antitetici alla notizia: esempio lampante lo è stato il caso delle macerie de L’Aquila ancora nel mezzo del centro storico, messo in mostra dalle telecamere di Annozero, a cui il TG1 ha risposto con un servizio sulla attività di raccolta, che per Annozero era ferma, delle stesse macerie, mostrando addirittura come queste venissero accuratamente – e perciò “lentamente”, fornendo in modo implicito all’ignaro ascoltatore una spiegazione del ritardo nei lavori – separate dagli oggetti smarriti quali soldi, tesi di laurea, giocattoli, pietre storiche dei palazzi aquilani, corredando il tutto con immagini di vigili del fuoco al lavoro e camion colmi di detriti all’ingresso della discarica.
Lo stesso modello è stato applicato per la notizia della nota della Banca d’Italia sul fallace recupero di capitali dello Scudo Fiscale:
I denari, le azioni e le obbligazioni che i beneficiari dello scudo fiscale hanno riportato materialmente in Italia, smobilitando le attività estere e convertendole in contante, ammontano per la precisione a 34,9 miliardi, ovvero al 41 per cento degli 85 miliardi totalizzati complessivamente dalla prima fase dello scudo (si arriva a 95 solo tendendo conto di oro e gioielli, delle microperazioni e dei rientri differiti per particolari ostacoli procedurali; fonte La Repubblica.it http://www.repubblica.it/economia/2010/02/20/news/scudo_rientro_ridimensionato_in_italia_rientrati_solo_35_miliardi-2366262/).
Il TG1 ha fornito all’ascoltatore soltanto la risposta del Tesoro, per bocca del direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera, secondo il quale “si tratta solo di «giochi statistici» e che lo scudo è stato «uno straordinario successo»”. Addirittura, secondo il TG1, le analisi della Banca d’Italia sono soltanto “illazioni”. Nemmeno nomina la Banca d’Italia. Per il TG1 c’è spazio solo per la voce del governo.

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