Decreto interpretativo, così l’hanno definito. Cosa ci sarà mai da interpretare in norme consolidate da anni? Questo è l’ennesimo raggiro all’opinione pubblica. Non riescono nemmeno ad ammettere a se stessi di aver commesso errori gravi e di non esser stati in grado di presentare una lista in una maledettissima regione e in una provincia.
Se Napolitano firma al primo tentativo, si rende responsabile di un atto che sospende la legalità nonché rende superfluo lo svolgersi del normale iter della giustizia amministrativa.
Il decretino dovrebbe comprendere quattro articoli, di cui uno contenente una norma transitoria ad hoc per le regioni Lazio e Lombardia:
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art.2 si stabilisce che ci sono 24 ore di tempo, a partire dall’accettazione delle liste, per sanare le eventuali questioni di irregolarità formale
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art.1 che il diritto all’elettorato attivo e passivo sia preminente rispetto alle formalità
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Una norma transitoria stabilirebbe che – solo ed unicamente per quanto riguarda le elezioni regionali che si terranno in Lazio e Lombardia – lo start delle 24 ore sia da intendersi non dal momento di accettazione delle liste, ma da quello di attuazione del decreto
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art.3 si stabilisce che con ogni mezzo di prova si potrà dimostrare di essere stati presenti nell’ufficio competente al momento della chiusura della presentazione delle liste (fonte: Regionali, ecco i contenuti del decreto legge – Associate – ANSA.it).
Non c’è nulla di emergenziale nella situazione che si è venuta a creare, tanto che ad ogni elezione si contano decine di casi di giudizi delle Corti d’Appello sulla ammissimibilità o l’inammissibilità di liste elettorali. In alcuni casi si è giunti sino a rimandare il giorno delle elezioni. Come giustamente è stato fatto notare da Pierluigi Mantini dell’UDC:
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‘Formigoni parla di orpelli e cavilli, ma la competenza in materia elettorale e’ sua, della Regione, e se non ha fatto una legge elettorale, al contrario di altre regioni, e’ perche’ sa di essere ineleggibile per il terzo mandato a suffragio diretto. E’ questa la pura e semplice verita’. Ora i superfederalisti Bossi e Formigoni vogliono che ‘mamma Stato’ faccia una leggina di sanatoria per le loro colpe. Ma a tutto c’e’ un limite”. Lo dice Pierluigi Mantini dell’Udc
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”Quando l’Udc fu esclusa dalle elezioni in Trentino per l’assenza di una delega nessuno ha protestato ne’ invocato leggi speciali. Piuttosto l’Ufficio circoscrizionale ed il Prefetto di Milano procedano alla stampa dei manifesti elettorali e agli adempimenti per legge dovuti”, conclude. (fonte: Regionali: Mantini (Udc), Formigoni e Bossi invocano sanatoria – Libero-news.it).




Pubblicato il marzo 5, 2010 di cubicamente
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