Il male oscuro di IDV: voci dalla diaspora.

Posted on marzo 20, 2010 di


Si aspettava il congresso di IDV per poter cambiare qualcosa. Si aspettava il congresso di Febbraio per poter discutere, per confrontarsi, per manifestarsi agli altri con la "propria" opinione; per poter cambiare ciò che non funziona.
Niente di tutto questo è stato, e IDV si appresta a vivere la nuova tornata elettorale come sempre, divisa fra quelli che ci credono e quelli che "mettono a posto" figli e parenti, fra duri e puri e riciclati della prima e della seconda e della terza stagione di Forza Italia.
Qualcuno, i più, ha evitato di immischiarsi con la nomenklatura di partito, correndo come indipendente. Qualcuno, come Fausto Renzi, gira da solo (o quasi) Milano con un furgone, ricordando ai milanesi che Formigoni è ineleggibile. Ma gli altri, quelli che si riunivano nelle proprie abitazioni, quando IDV non aveva neanche una sede, quelli che hanno visto e – per amor di partito – taciuto, quelli che si sono visti passar davanti il treno del privilegio, non possono che gridare "il loro dolore" e giungere alle estreme conseguenze, sciogliendosi dal loro impegno nel partito.
Quella che segue è la voce del gruppo di Cremona, per l’esattezza del tesoriere provinciale, del responsabile provinciale giovani, del vice coordinatore provinciale e responsabile iscritti, del responsabile provinciale internet e del responsabile città di Cremona, che si sono dimessi in blocco in aperto e insanabile contrasto con il coordinatore regionale Emilia-Romagna di IDV, nonché con il responsabile organizzativo nazionale, l’on. Ivan Rota:

    • In considerazione della delegittimazione politica perpetuata negli ultimi mesi da parte del Coordinatore Regionale IDV On. Sergio Michele Piffari e del responsabile Organizzativo Nazionale IDV On. Ivan Rota nei confronti del Coordinamento Provinciale di Cremona ed in particolare del Coordinatore Provinciale Giacomo Guerrini;

      preso atto dell’ impossibilità a svolgere il proprio mandato sul territorio provinciale, senza invadenti interferenze contrastanti con la nostra etica, dignità e trasparenza;
      in forte contrapposizione con le ultime decisioni che vedono premiati i comportamenti del Consigliere Provinciale Clara Rita Milesi palesemente in contrasto con le regole statutarie;
      dando seguito a quanto deliberato nella seduta del 11 Gennaio 2010, i seguenti componenti del Coordinamento Provinciale IDV rassegnano, con effetto immediato, le dimissioni.

      Giuseppe Caridi – Tesoriere Provinciale IDV Cremona

      Claudio Galimberti – Responsabile Provinciale Giovani IDV Cremona

      Ernesta Del Sarto – Vice Coordinatore Provinciale e Responsabile Iscritti IDV Cremona

      Luigi Bruno Manzini – Responsabile Provinciale Internet IDV Cremona

      Con Lorenzo Mazzera già dimessosi in data 31 Gennaio 2010 da Responsabile Città di Cremona

La base IDV, il cosiddetto gruppo degli "autoconvocati", il giorno seguente la chiusura dei lavori del congresso, ha aperto i lavori del congresso ombra, tuttora in "virtuale" seduta su Facebook, proseguendo la propria opera di critica verso quel partito che, a livello nazionale rappresenta l’unico baluardo dell’opposizione al governo, è indefessamente appoggiato dalle icone dell’antiberlusconismo, da Santoro, Travaglio (pur con riserve), da Grillo (con distinguo sulla scelta di appoggiare De Luca in Campania), ma a livello locale adotta largamente usi e costumi antitetici ai valori che mostra di voler difendere, finendo per svilire l’immagine costruita in questi anni di cesarismo berlusconiano.
Dal lavoro di Parole Civili, ecco in sintesi i punti critici della crisi di IDV: Meritocrazia, Coerenza, Riciclati, Democrazia interna:

  • (Meritocrazia): In Lazio una sola famiglia di 4 persone ha occupato ben 8 incarichi pubblici , 28 in totale se contiamo anche gli incarichi di partito [...] Qui in Emilia, al secondo posto nella lista provinciale modenese, compare la figlia 22 enne del vicesindaco di Carpi, già fondatrice del primo Club di Forza Italia a Carpi e per 10 anni capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale. Quando IDV si autoproclama “meritocratico” non solo mente, ma prende in giro gli elettori, i cittadini, tutti.

  • (Coerenza): Se un uomo politico disattende sistematicamente gli impegni programmatici che aveva sottoscritto con gli elettori, è del tutto inutile che presenti un programma [...] Di Pietro da ministro salvò la società ponte sullo stretto, lottizzò tutto il lottizzabile, affossò la commissione d’inchiesta sui crimini polizieschi del G8, impedì la revisione della legge Giovanardi-Fini sulle sostanze stupefacenti che equipara la cannabis con l’eroina [...] il problema è che Di Pietro disattese gli impegni sottoscritti con gli elettori insieme all’Ulivo

  • (Ricilati): Gli eletti di IDV dovrebbero, in teoria, rappresentare IDV, i militanti e i cittadini [… da anni – ripeto: da anni – IDV non fa che riciclare esponenti riciclati, usciti da partiti come Forza Italia e Udeur [...] I militanti storici, quelli che, appunto, facevano le riunioni in casa vengono calpestati ed estromessi per far posto a personaggi come il mitico Sergio De Gregorio [...] Soprattutto nel Sud, IDV ha veramente dato il peggio di sé, valorizzando coloro che venivano esclusi da altri partiti, fino al giorno prima concorrenti anzi avversari anzi “nemici” [...] è possibile sparare a zero contro il PDL, dirgliene di tutti i colori, accusarlo di essere un partito “fascista, golpista e piduista” e poi accogliere deputati, consiglieri regionali, comunali, provinciali di quel partito

  • (Il congresso farsa, il dissenso e la democrazia): Il congresso di febbraio ha sancito ufficialmente ciò che sapevamo da tempo: IDV non è un partito democratico, ma è un partito caserma, un partito ad personam, una piccola dittatura personale [...] Ogni decisione promana dall’alto, senza mediazioni: IDV è una struttura verticale che non tollera in alcun modo il dissenso e la critica [...] Nei partiti democratici il dissenso viene gestito internamente attraverso la discussione, il confronto, il dialogo: in IDV chi osa criticare un potentato viene cacciato, emarginato, umiliato, espulso con infamia, commissariato. [...] accusato di volere a tutti a costi “poltrone” senza meritarle [...] insultato dai tanti sgherri al servizio del padrone, come è successo a Barbato e più recentemente a De Magistris [...] minacciato di percosse come è successo al sottoscritto e ad un altro militante della mia città (dallo stesso energumeno, coordinatore nominato) [...] Le mozioni più critiche sono state deturpate e modificate unilateralmente da Di Pietro stesso, e liquidate in pochi minuti

  • Il resto è acclamazione, acritica e acefala

parolecivili@live.it – Barberio Massimo
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