Il Giornale, Fini e la casa a Montecarlo: un caso di trollismo cartaceo?

Posted on luglio 28, 2010 di


Quella canaglia – metaforicamente parlando – di Vittorio Feltri sbatte in prima pagina la Questione Morale. Non Verdini, non Carboni né Dell’Utri; non Scajola, non Cappellacci, non Caliendo: questi sono perseguitati da giudici pazzi – così il titolo di spalla – che inventano teoremi di inesistenti logge P3 quando invece – lo dice il titolo dell’articolo di fondo – la vera lobby è quella di PM e Sinistra, i grandi spettri berlusconiani.

C’è da riflettere se non sia il caso di attribuire a questo genere di giornalismo pattumiera il nome di “trollismo cartaceo”. Sì, Feltri al pari di quegli utenti di Facebook che creano pagine in cui si attaccano i gay piuttosto che i disabili o i bambini down. Fesserie scritte al solo scopo di fare rumore, con l’obiettivo di deviare l’attenzione o imporre un unico punto di vista politico; fesserie per colpire un nemico politico. Qualcosa di simile si faceva in Unione Sovietica negli anni trenta del secolo scorso, e si chiamavano purghe.

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