Berlusconi in un doppio vicolo cieco: il paradosso finiano della fiducia con riserva

Posted on agosto 21, 2010 di


Ieri, dopo il vertice PdL, Fabio Chiusi su Il Nichilista si domandava come avrebbero reagito i finiani dinanzi alla prospettiva di una doppia vittoria del Cavaliere  – win win situation, come viene definita da Chiusi – sia in caso di voto di sfiducia che in caso contrario (alle elezioni vincerebbe a man bassa con una alleanza PdL-Lega che gli consentirebbe di atttuare il suo progetto di smantellamento della giustizia). Ebbene, sui giornali di questa mattina ci giunge la risposta attraverso le parole attribuite a Italo Bocchino: ‘condividiamo il programma di B. al 95%’. Sì, i finiani si dicono disposti a votare la fiducia, ma con riserva. La riserva di dissentire e di votare contro singoli provvedimenti o di mettere in pratica la strategia del “sabotaggio da dentro”, già vista all’opera in parte a Luglio nel dibattito in Commissione Giustizia alla Camera sul ddl Intercettazioni.

«Intenzioni lodevoli – definisce Fini le parole di Berlusconi – che meritano attenzione. Ora tutto dipende da come verranno tradotte nei singoli disegni di legge» [...] E’ vero, come dice in maniera sarcastica Briguglio, che «anche a volersi sforzare è impossibile non votare questo programma (E Fini beffardo: “Tutto qui? Non ha armi per farci tacere” – LASTAMPA.it).
Marcello Sorgi, in un editoriale sempre su La Stampa.it, sconsolato, ci avverte che l’eventualità più prossima sarà quella di una guerriglia:
i deputati e i senatori di Futuro e Libertà consegneranno a Berlusconi, quando si presenterà in Parlamento, una fiducia formale, mantenendo in realtà tutte le loro riserve, per impedirgli di aprire la crisi e correre alle elezioni [...] Ma il giorno dopo, ovunque, nelle commissioni, nelle aule, in tv e nelle piazze, riprenderanno la loro guerriglia (Fatto personale – LASTAMPA.it).
Se Berlusconi ha la possibilità di giocarsi il tutto per tutto con le dimissioni e spingendo per nuove elezioni, in un momento come questo in cui ancora una volta l’opposizione e il PD sembrano scompaginati, o di restare in sella anestetizzando le diatribe con i finiani semplicemente ricorrendo al killeraggio politico del Presidente della Camera e a una sontuosa campagna acquisti fra i neo-FLI, Fini e soci possono inchiodare B. alla croce del suo attuale governo, condannandolo alla più becera instabilità, alla maniera dell’Unione di Prodi. Tutto passa per i finiani: loro voteranno la fiducia e B. sarà costretto o a restare al suo posto o a fare harakiri da solo. Dimettersi, esponendosi alla pubblica opinione come uno sconfitto che non ha saputo aver ragione della propria maggioranza, liquidando così tutto il credito elettorale che invece guadagnerebbe da un voto di sfiducia di FLI. Berlusconi crede ancora di poter metter mano alla riforma della Giustizia? Per farlo, dovranno essere approvate leggi costituzionali: i finiani renderanno gli iter parlamentari una palude. E B. scoprirà solo allora di esser dentro a un gioco a somma negativa in cui ad ogni sua mossa non avrà di che perdere:
il problema di Silvio è Umberto. Probabilmente il premier ha in mano dei sondaggi che, in caso di elezioni, vedono Bossi schizzare al Nord nei consensi e il Pdl arrancare al Sud [...] una campagna elettorale di Fini tutta giocata contro la Lega affamatrice dei meridionali, potrebbe avere successo [...] basterebbe uno spostamento del 2-3% dei voti nel Mezzogiorno per far perdere al Pdl il controllo del Senato [...] A quel punto, ragiona Fini, Bossi chiederebbe a Silvio di passare la mano a Tremonti. Ecco la paura di Berlusconi (E Fini beffardo: “Tutto qui? Non ha armi per farci tacere” – LASTAMPA.it).

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