Bossi, Bersani e la compravendita di voti: ma quella cena con Brancher?

Pubblicato il agosto 30, 2010 di

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Il leader leghista ha aperto ieri la polemica con Bersani affermando che Bersani medesimo si sia offerto a Berlusconi pur di non andare a elezioni. Come dire: sono gli altri che hanno venduto l’anima al diavolo, non noi leghisti che sediamo accanto al diavolo tutti i giorni.

Questa la polemica.

Bossi:

Confermo: Bersani non solo è andato da Berlusconi a piagnucolare perché fossero evitate le elezioni anticipate, ma ha pure detto a Silvio che, in caso di rottura parlamentare, i voti per garantire al governo di andare avanti li avrebbe messi lui (La Repubblica, p. 9, 30/08/2010).

Bersani:

Bossi ne ha sparate grosse ma questa è proprio grossa. Se riesce a fare l’elenco di tutti i portieri delle case di Berlusconi, vada a chiedere a loro. La realtà è che Bossi sta attaccato al vecchio zio per prenderne l’eredità ma è lui che ha tradito le ragioni sociali di un partito come la Lega. Dice Roma ladrona ma io a lui dico: ‘Sei tu che stai con i quattro ladroni di Roma. Se invece viene via dal miliardario, sono pronto a discutere e a ragionare con i leghisti (L’Unità).

La strategia di Bossi è sempre la medesima: tacere sugli affari romani della Lega e seguitare nel racconto epico del leghista che combatte Roma Ladrona. Peccato che non ci credano neppure più loro: ricordate la cena di Bossi, Tremonti, Calderoli insieme al neo ministro nonché neo legittimamente impedito Brancher?

Ecco festanti Calderoli e Brancher il giorno della nomina. Ricordate, leghisti. Ricordate.

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Pubblicato in: politica italiana