Ddl Stabilità: la porcata del maxi-emendamento

Pubblicato il novembre 14, 2010 di

0


Sì, di una manovra elettorale si tratta. Regali e regalini, ma solo dove serve, non sia mai che Tremonti si arrabbi. Nell’ordine, il maxi-emendamento al ddl Stabilità dispensa circa 6 miliardi divisi in:

  • abolizione ticket sanitari fino all’Aprile 2011;
  • anticipo del 5xmille agli enti e alle associazioni (attenzione, sono soldi non dello Stato, soldi che voi contribuenti avete destinato a enti o associazioni da voi stessi scelte!) pari a 100 milioni, un quarto della volta scorsa secondo l’on. gianluca Galletti (UDC);
  • minor restrittività del patto di stabilità con gli Enti Locali (Regioni e Comuni, che così potranno spendere di più, pace all’anima del debito pubblico);
  • ben 245 milioni per le scuole paritarie – attenti al trucco, si tratta di scuole private, che in Italia equivale a dire “scuole cattoliche” – e qui l’UDC potrebbe anche votare a favore;
  • dulcis in fundo, 100 milioni per l’editoria – televisioni comprese (e non siamo più in conflitto d’interessi, non è vero?).

Inoltre c’è la questione delle frequenze radiotelevisive. Il comma 13 del maxi-emendamento punta a recuperare circa 2,4 miliardi per il 2011 con l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze per i servizi di comunicazione mobili. Una mega torta da spartirsi fra tre-quattro operatori telefonici:

13. Entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni avvia le procedure per l’assegnazione di diritti d’uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica mobili in larga banda con l’utilizzo della banda 790-862 MHz e di altre risorse eventualmente disponibili, conformemente a quanto previsto dal codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259. In coerenza con la normativa dell’Unione europea, il Ministro dello sviluppo economico fissa la data per l’assegnazione della frequenze della banda 790-862 MHz e delle altre risorse eventualmente disponibili ai servizi di comunicazione elettronica mobili in larga banda. Il Ministero dello sviluppo economico può sostituire le frequenze già assegnate nella banda 790-862 MHz con quelle liberate ai sensi delle seguenti disposizioni o altrimenti disponibili. Il piano nazionale di ripartizione delle frequenze e il piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive sono adeguati alle disposizioni del presente comma.[...]

18. Dall’attuazione dei commi da 13 a 17 derivano proventi stimati non inferiori a 2.400 milioni di euro. Le procedure di assegnazione devono concludersi in termini tali da assicurare che gli introiti dell’assegnazione siano versati all’entrata del bilancio dello Stato entro il 30 settembre 2011. Nel caso in cui, in sede di attuazione del presente comma, si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alla previsione, ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell’economia e delle finanze provvede, con proprio decreto, alla riduzione lineare, sino alla concorrenza dello scostamento finanziario riscontrato, delle dotazioni finanziarie, iscritti a legislazione vigente, nell’ambito delle spese rimodulabili di cui all’articolo 21, comma 5, lettera b), della citata legge n. 196 del 2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero. (Emendamento 1.500).

Va da sé che la prevista entrata di 2,4 mld sia da considerarsi come una “tantum”, e non potrebbe avere alcun effetto in termini di riduzione del debito strutturale. E’ facile prevedere che tale norma sarà stoppata dalla UE, ai sensi del Codice di condotta sulle entrate una tantum e che quindi il suo inserimento nel maxi-emendamento sia del tutto inutile. di fatto, come scritto nel comma 18, l’inattuabilità della norma ai fini della riduzione debitoria finirà per produrre un ulteriore intervento di riduzione della spesa a carico della spesa dei vari Ministeri. E questo avverrà entro un anno circa, se non prima.

Il testo del ddl Stabilità – Atto Camera C. 3778

About these ads
Pubblicato in: economia, politica italiana