Evasione Slot Machine, un ordine del giorno ora impegna il governo

Ci ha pensato Barbato (IDV), oggi:

FRANCESCO BARBATO. Vorrei intervenire su questo argomento per farlo mettere in votazione, perché la posta in gioco è molto importante: ci sono 98 miliardi di euro che sono appesi dal 2004. Un certosino accertamento della Guardia di Finanza – importante ed instancabile – ha determinato questo risultato: accertarono che i concessionari di giochi non collegarono con la rete telematica le slot machine, le macchinette. Poiché il tema è molto sentito, soprattutto dai cittadini, dal momento che 98 miliardi di euro corrispondono a cinque manovre economiche che stiamo approvando oggi. In Italia, in Liguria, per esempio c’è il MIL – Movimento indipendentista ligure – che lunedì scorso ha manifestato sotto la prefettura di Genova per sollevare la questione di questi 98 miliardi, sui quali la politica da tanti anni non mette naso, anzi, ha aiutato troppo spesso i concessionari dei giochi, perché da troppi anni i concessionari dei giochi hanno alimentato, dato soldi, finanziamenti ad una certa politica. Allora, noi vogliamo vedere, visto che il Governo ci ha dato parere favorevole, se anche il Parlamento è dalla parte dei cittadini o dei concessionari dei giochi. È per questa ragione che chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’ordine del giorno Barbato n. 9/4829-A/121, accettato dal Governo. Pag. 210
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 523
Votanti 444
Astenuti 79
Maggioranza 223
Hanno votato
247
Hanno votato
no 197).

Questa la composizione dei votanti ribelli alle indicazioni dei relativi Gruppi parlamentari:

Il PdL ha votato in massa contro l’Odg di Barbato; il PD – questo è clamoroso – si è diviso in due. Fatto non nuovo, ma nella fattispecie, inaccettabile. Fra i parlamentari PD che hanno votato contro, tutti i radicali, Michele Meta e Paolo Gentiloni.

AGOSTINI Luciano (PD) Contrario
BACHELET Giovanni Battista (PD) Astenuto
BARBI Mario (PD) Astenuto
BELLANOVA Teresa (PD) Contrario
BENAMATI Gianluca (PD) Contrario
BOCCI Gianpiero (PD) Astenuto
BOCCUZZI Antonio (PD) Astenuto
BONAVITACOLA Fulvio (PD) Contrario
BUCCHINO Gino (PD) Contrario
CALVISI Giulio (PD) Contrario
CAVALLARO Mario (PD) Contrario
CORSINI Paolo (PD) Contrario
CUPERLO Giovanni (PD) Contrario
D’ANTONI Sergio Antonio (PD) Astenuto
DE BIASI Emilia Grazia (PD) Astenuto
DUILIO Lino (PD) Contrario
ESPOSITO Stefano (PD) Contrario
FARINA COSCIONI Maria Antonietta (PD) Contrario
FARINONE Enrico (PD) Contrario
FEDI Marco (PD) Contrario
GAROFANI Francesco Saverio (PD) Astenuto
GASBARRA Enrico (PD) Contrario
GATTI Maria Grazia (PD) Contrario
GENOVESE Francantonio (PD) Contrario
GENTILONI SILVERI Paolo (PD) Contrario
GINOBLE Tommaso (PD) Astenuto
GIOVANELLI Oriano (PD) Astenuto
GNECCHI Maria Luisa (PD) Astenuto
GRASSI Gero (PD) Astenuto
LOLLI Giovanni (PD) Astenuto
MARROCU Siro (PD) Contrario
MARTINO Pierdomenico (PD) Contrario
MASTROMAURO Margherita Angela (PD) Contrario
MATTESINI Donella (PD) Astenuto
MELIS Guido (PD) Astenuto
MERLO Giorgio (PD) Contrario
META Michele Pompeo (PD) Contrario
MOTTA Carmen (PD) Astenuto
MURER Delia (PD) Contrario
NACCARATO Alessandro (PD) Astenuto
PEPE Mario (PD) Contrario
PISTELLI Lapo (PD) Contrario
PIZZETTI Luciano (PD) Contrario
POLLASTRINI Barbara (PD) Contrario
PORTAS Giacomo Antonio (PD) Contrario
RIGONI Andrea (PD) Contrario
ROSSOMANDO Anna (PD) Contrario
SANI Luca (PD) Astenuto
SANTAGATA Giulio (PD) Astenuto
SPOSETTI Ugo (PD) Contrario
TEMPESTINI Francesco (PD) Contrario
TRAPPOLINO Carlo Emanuele (PD) Contrario
ZAMPA Sandra (PD) Astenuto

Le puntate precedenti:

1 – Chi ha raccomandato Corallo? – il ruolo della Farnesina nel caso del Re delle slot

2 – Il Bubbone delle Slot Machine: 98 miliardi

3 – Caraibi, Corallo e Walfenzao: i nomi chiave del caso Fini-Tulliani

Il Testo dell’Odg

Atto CameraOrdine del Giorno 9/4829-A/121

presentato da

FRANCESCO BARBATO

testo di

venerdì 16 dicembre 2011, seduta n.562

La Camera,
premesso che:
il provvedimento in esame si compone di 49 articoli raggruppati in quattro titoli, le cui disposizioni, nella loro eterogeneità, sono finalisticamente legate dal perseguimento di un triplice obiettivo: la crescita, l’equità ed il consolidamento dei conti pubblici;
inoltre, si tratta di un provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica rivolto ad attuare gli obiettivi concordati in sede europea per i nostri conti pubblici e per stimolare la crescita;
disposizioni alternative potevano comunque essere definite nel rispetto dei saldi finali, in particolare per quanto concerne il reperimento di nuove entrate attenuando le misure che gravano sui contribuenti, sulle prime case, o che aumentano le accise sui carburanti e le aliquote per il calcolo dell’IVA, oppure che taglieggiano le pensioni;
la legge attribuisce all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato – AAMS – un’ampia potestà nell’emanazione di disposizioni in materia di giochi pubblici dirette ad assicurare maggiori entrate;
il comma 3 dell’articolo 2 del decreto-legge n. 138 del 2011 (ora legge n. 148 del 2011) prevede che l’AAMS possa, con propri decreti dirigenziali, emanare tutte le disposizioni in materia di giochi pubblici utili al fine di assicurare maggiori entrate;
a titolo esemplificativo, e non esaustivo, la norma elenca una serie di ambiti in cui con i decreti emanati dall’AAMS sarà possibile dettare disposizioni, tra i quali anche la variazione della misura del prelievo erariale unico (PREU);
tale ultima previsione suscita dubbi di costituzionalità, in quanto rimette ad una fonte secondaria emanata da un’autorità amministrativa (decreto dirigenziale) la determinazione dell’entità di una prestazione di natura patrimoniale. Sarebbe opportuno che, nel pieno rispetto della riserva di legge prevista all’articolo 23 della Costituzione, la fonte di rango primario – in questo caso, lo stesso decreto-legge – quanto meno circoscriva puntualmente l’ambito dell’attività normativa rimessa all’autorità amministrativa;
le liti in cui sono parti i concessionari dei giochi e l’Amministrazione finanziaria dello Stato, aventi ad oggetto violazioni degli obblighi inerenti alle concessioni e pendenti alla data odierna davanti alla Corte dei conti hanno ad oggetto importi rilevantissimi pari complessivamente a circa 98 miliardi di euro;
un’indagine condotta nel 2007 sul settore dei giochi pubblici da una commissione ministeriale guidata dall’allora Sottosegretario per l’economia e le finanze Altiero Grandi e dal generale della Guardia di finanza Castore Palmerini aveva evidenziato un’enorme truffa ai danni dello Stato, per una cifra ammontante a 88 miliardi di euro;
nel luglio 2006, la Corte dei conti aveva delegato le attività investigative in merito al nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di finanza di Roma;
oltre al danno erariale, durante l’indagine è emersa la possibile infiltrazione di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata in seno ad una delle società concessionarie, mentre risultano pendenti in proposito alcuni procedimenti di carattere penale affidati a diversi pubblici ministeri;
inoltre, la procura della Corte dei conti ha citato in giudizio dieci concessionari ed i controllori inadempienti dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), contestando violazioni degli obblighi del concessionario, che non aveva provveduto a collegare gli apparecchi per il gioco d’azzardo per permetterne il controllo in tempo reale, come previsto dalla legge e che non aveva versato all’Erario ingenti somme relative al prelievo erariale dovuto sui proventi dei citati apparecchi di gioco;
la mancata connessione delle slot machine ha determinato, infatti, oltre al venir meno delle garanzie del dichiarato «gioco legale», a causa del consistente volume di «giocate» sfuggite al computo delle imposte, un ingente danno erariale;
in particolare l’erario non incamerava il prelievo erariale unico (PREU), il cui pagamento sarebbe stato evaso, o eluso con modalità di pagamento forfettarie, da parte delle società concessionarie; l’articolo 39, comma 13, del decreto-legge n. 209 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 326 del 2003, prevede, infatti, che agli apparecchi di gioco, collegati in rete, si applichi un prelievo erariale unico;
nel caso in cui gli apparecchi non trasmettano i dati del contatore di gioco viene applicato un PREU forfettario: tale PREU forfettario non è peraltro previsto da alcuna norma, e la determinazione della base imponibile presenta alcuni elementi di criticità, in ragione del fatto che essa viene calcolata sulla media delle giocate degli apparecchi in rete;
il settore dei giochi e delle scommesse ha realizzato un fatturato di circa 61 miliardi di euro nel 2010 è stato, fatturato che potrebbe raggiungere, nel 2011, i 70 miliardi di euro;
tale andamento del gettito riflette evidentemente la disperazione e la paura dei cittadini del nostro Paese, mentre è preoccupante l’aggravamento del fenomeno delle ludopatie;
diventa urgente un intervento organico in materia di giochi che consentirebbe di acquisire risorse da chi può e deve metterle a disposizione,

impegna il Governo

a prendere le opportune iniziative, anche legislative, fatte salve le prerogative del Parlamento, volte a:
consentire una definizione dei contenziosi esistenti in materia di concessioni attualmente in corso, definizione che potrebbe consentire il reperimento di nuove risorse anche cospicue non gravando sui cittadini;
inserire il mancato collegamento degli apparecchi di gioco alla rete telematica tra i casi di evasione tributaria per i quali l’articolo 5 del decreto legislativo n. 74 del 2000 prevede la pena della reclusione da uno a tre anni;
inibire la possibilità di concorrere all’assegnazione o al rinnovo delle concessioni in materia di giochi e scommesse alle società che abbiano in corso un contenzioso per inadempienze contrattuali nei confronti di amministrazioni pubbliche, ovvero nei cui confronti sussistano iscrizioni a ruolo, relative a tributi o contributi, definitive scadute e non versate.
9/4829-A/121.Barbato, Messina, Borghesi.