Regionali Lazio, Zingaretti rompe gli indugi. “Pronto per la candidatura”

Lo si attendva da qualche giorno, l’annuncio. Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma, eletto nel 2008 al ballottaggio con il 51.5%, ieri in occasione di una riunione del PD nel Lazio, si è detto disposto ad assumersi l’onere della candidatura del centro-sinistra alle Regionali del Lazio, probabile avversario del candidato PdL, ovvero l’ex segretaria UGL, Renata Polverini.

Ma chi è Nicola Zingaretti?

Fratello minore dell’attore Luca Zingaretti, è stato consigliere comunale di Roma (1991-1993), segretario nazionale della Sinistra Giovanile (1991-1995), presidente dell’Internazionale Socialista Giovani, segretario della federazione romana dei Democratici di Sinistra (2000-2004) e deputato del Parlamento europeo, (2004-2008) per la lista di Uniti nell’Ulivo nella circoscrizione centro, ricevendo 213 mila preferenze. È stato iscritto al gruppo parlamentare del Partito del Socialismo Europeo […] È stato il relatore sul progetto di direttiva Ipred2 sull’accostamento della normativa penale del diritto d’autore (fonte Wikipedia).

Questo aspetto merita di essere approfondito, poiché ci può dare qualche informazione in più sull’approccio di Zingaretti rispetto al web. Ipred2 è il nome con cui è convenzionalmente conosciuta la direttiva sulle misure penali in merito all’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale giunta all’esame del Parlamento di Strasburgo nell’aprile 2007 e che mira a modificare la direttiva 2004/48/EC sui diritti di proprietà intellettuale:

Il Parlamento europeo ha votato, in seduta plenaria la relazione (relatore l’eurodeputato italiano Nicola Zingaretti) che accoglie la proposta della Commissione ma, nello stesso tempo propone una serie di emendamenti. Con uno (presentato in Commissione giuridica da Umberto Guidoni), in particolare, sulla base del fair use prima esistente nel diritto americano, si stabilisce la riproduzione in copie o su supporto audio o con qualsiasi altro mezzo, a fini di critica, recensione, informazione, insegnamento (compresa la produzione di copie multiple per l’uso in classe), studio o ricerca, «non sia qualificato come reato». L’emendamento è del resto in linea con il programma fissato dall’Agenda di Lisbona che considera sia Internet che l’insegnamento come fondamentali per il rilancio e il progresso dell’Europa (wiki).

Il testo dell’Ipred2, elaborato dal Parlamento Europeo nel 2007 e approvato con emendamenti sempre nella primavera di quell’anno, fu oggetto di una forte mobilitazione in rete. Si temeva una legislazione fortemente restrittiva nei confronti del P2P. Ma l’intervento del relatore Zingaretti smusso il testo iniziale, un vero coacervo di ambiguità ed equivoci. Di seguito, stralci dell’intervista rilasciata da Nicola Zingaretti a Punto Informatico nell’Aprile 2007:

NZ: Grazie al prezioso lavoro emendativo che abbiamo condotto anche in collaborazione con l’organizzazione dei consumatori europei (BEUC) e con le federazioni nazionali degli internet provider, il testo consolidato della direttiva chiarisce il campo di applicazione della direttiva, esclude esplicitamente la materia brevettuale e tutela gli utenti finali che agiscano per finalità personali e non lucrative. Insomma, i cambiamenti che abbiamo introdotto rispetto al testo iniziale sono profondi e tangibili. […]

PI: Uno degli aspetti più controversi della bozza di direttiva riguarda la partecipazione di privati detentori dei diritti in sede di indagine. Cosa si potrà fare a Strasburgo per evidenziare i limiti di una partecipazione del genere e/o offrire garanzie reali ai cittadini europei? Il timore è che le pressioni dell’industria possano portare anche a recepimenti nazionali della direttiva privi di importanti tutele

NZ: Il problema lo ho posto fin dall’inizio, tanto che un mio emendamento, approvato a larga maggioranza, vincola le modalità di svolgimento delle indagini e dei procedimenti giudiziari al rispetto della Decisione Quadro del 2002 sulle squadre investigative comuni. E l’articolo 1, paragrafo 3 della Decisione Quadro recita espressamente che “la squadra investigativa comune agisce entro i limiti delle sue competenze in conformità del diritto nazionale”. Nulla cambia, quindi, per quanto riguarda la tutela della privacy e i diritti di difesa. […]

NZ: Innanzitutto, è bene sapere che la proposta di direttiva mira ad armonizzare tutti i diritti di proprietà intellettuale, con la sola esclusione dei brevetti: non solo diritto d’autore, ma anche i diritti relativi ai marchi, alle indicazioni geografiche tipiche e ai disegni e modelli.Insomma, gli utenti del web – come tutti gli altri cittadini – sono consumatori anche di beni materiali quali prodotti tessili, alimentari e farmacologici. Ecco, la garanzia dell’autenticità di un prodotto è una forma di tutela, per loro come per ogni consumatore. L’unico distinguo che abbiamo introdotto nel testo, riguarda proprio le attività online: non ci saranno sanzioni penali, in nessuno Stato membro, per chi violi il diritto d’autore senza ricavarne un vantaggio direttamente commerciale.

L’attività emendativa di Zingaretti ha così rafforzato il principio che, la sola fruizione di un’opera protetta da copyright in seguito a uno scambio per mezzo del web senza il ricavo di un vantaggio commerciale, non è punibile penalmente. Un principio ben lungi – purtroppo – dall’essere adottato pienamente anche in sede civile. L’approccio seguito da Zingaretti fu comunque innovativo e volto alla affermazione delle cosiddette “libertà digitali”, poi riemerse nel famoso Emendamento 138 al Pacchetto Telecom, ovvero l’insieme di norme scritte dal Parlamento Europeo in tema di Internet: già allora Zingaretti parlava didifferenza fra scambio semplice e scambio di natura commerciale, ovvero fra finalità personali e finalità lucrative, di diritto dell’utente a difendersi e a veder tutelata la propria net-privacy, di “concertazione” fra major dell’intrattenimento e associazioni dei consumatori e degli internauti. La sensibilità di Zingaretti sui diritti d’espressione e d’informazione legati al web è il suo tratto distintivo e caratterizzante. Un aspetto da tener presente in sede di discussione di candidature, di coalizioni (e programmi).

Lazio, Zingaretti disposto a candidarsi ma solo con un’alleanza molto ampia – Politica – Repubblica.it.

Nicola Zingaretti

“La discussione di questa sera – ha detto il segretario del Pd Lazio, Alessandro Mazzoli, al termine di una riunione degli eletti nel Lazio durata oltre quattro ore – consegna al partito il lavoro di costruzione di una larga alleanza attorno alla sua candidatura”. “E’ stato un vertice fortemente unitario e molto importante da cui – ha aggiunto Mazzoli – è emersa un’indicazione pienamente condivisa”.Dal canto suo, lasciando la riunione, Zingaretti si è limitato a dire: “c’è un bel clima”. E ha precisato, come fa ormai da parecchio tempo, che in ogni caso ci sono “molte valide candidature” che il Pd e il centrosinistra possono avanzare per la Regione Lazio.”Siamo compatti perché Nicola è un vincente, è stato già eletto dal popolo – ha commentato la deputata Ileana Argentin – Renata Polverini gode di minore popolarità”. “Difficile non essere compatti – ha aggiunto il segretario romano Riccardo Milana – di fronte a un leader di livello nazionale come Zingaretti”.

Nuove alleanze crescono. L’infinito riciclaggio dell’Ulivismo.

Bersani ha vinto. Con lui la base del partito, o almeno il 53%. Oggi ha fatto un’intervista in una location insolita, una fabbrica tessile di Prato. Chissà se ha riconosciuto gli operai. Era ascoltato e applaudito da una folta schiera di canuti sostenitori. Sì, perché a quanto pare la maggioranza dell’elettorato delle primarie, dei tre milioni, ha un’età compresa fra i 50 e i 60 anni, sono cioè coetanei del nuovo segretario e come lui vanno alla bocciofila e a ballare il liscio. Insomma, c’è da scommettere sulla loro vitalità nell’affrontare le questioni gravi che ci attendono in fatto di ambiente e di energia. La loro visione a breve termine sarà fondamentale per mantenere lo status quo. Era ciò che temevano di perdere, ecco perché si sono mossi in così tanti.
Intanto si vocifera sulla scelta di Rutelli: resta o non resta? Il dubbio amletico del titubante ex sindaco di Roma verrà sciolto stasera nell’emiciclo imbottito di Vespa. Me ne andrò ma non ora – e se non ora quando? Rutelli s’appresta a essere il "pesce pilota" del nuovo Ulivo che crescerà fra il PD e l’UDC di Casini e Tabacci. Prove generali le prossime regionali, in primis in Lazio, orfano del Marrazzo governatore – dimessosi a posteriori, dove si sperimenterà una mega coalizione ulivista stile Prodi II con l’imprimatur delle primarie di coalizione.

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    • Vorrei mettermi dalla parte di quei tre milioni di persone che domenica, molti pazientemente in fila per ore, hanno partecipato alle primarie del Pd, dandogli un’altra occasione (forse l’ultima) per cominciare a essere il partito che aveva promesso di essere.

    • Non abbiamo capito perché la nascita del Pd invece di rafforzare il governo Prodi non fece nulla per impedire la caduta dell’ultimo baluardo al nuovo dilagare del berlusconismo.

    • Non abbiamo capito perchè il Pd di Veltroni affermò la sua vocazione maggioritaria isolandosi dal resto delle forze di centrosinistra e di sinistra.

    • Dopodiché riuscì sì a raggiungere quel 33 e rotti per cento di voti che costituì un buon risultato in sè ma lontano ben 12 punti dalla maggioranza per cui quello stesso Pd aveva manifestato la propria ‘vocazione’.

    • Non abbiamo capito le vere ragioni che hanno spinto Veltroni a lasciare baracca e burattini da un giorno all’altro.

    • A cui si chiede non solo di costruire l’alternativa ma anche di dare ascolto a quei tre milioni di brave persone non abbandonandole al loro destino e alla loro solitudine come troppe volte è accaduto in passato.

    • Adesso il Pd ha di nuovo un popolo e ha di nuovo un leader, Bersani.

    • Bersani ha ragione: domenica è stato un bel giorno per la democrazia. Che ne seguano altri.

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    • "Con Casini, ma non subito e non da solo". Francesco Rutelli affida a Bruno Vespa quello che sembra proprio un annuncio di abbandono del Pd.

    • "Mentre Berlusconi detta l’agenda al paese, nel nostro campo da un lato i moderati sono sempre più attratti da Casini e dall’altro guardano a Di Pietro, che batte solo su un punto Berlusconi è un mascalzone, e se incontra sulla propria strada il presidente della Repubblica, non risparmia neppure lui. Per riparare, il Pd si sbilancia a sinistra, e così peggiora la situazione, e si isola" dice Rutelli a Vespa.

    • "Per essere riformisti non bisogna stare necessariamente nel Pd. A destra ci sono socialisti come lo stesso Berlusconi, Tremonti, Brunetta. Frattini è diventato socialista venendo dal Manifesto. Bondi era comunista. Maroni viene addirittura da Democrazia Proletaria..".

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