Cuffaro risponde a Marino. Nuove infamie. E Loiero in Calabria nega l’evidenza della questione morale.

Loiero, il governatore della Calabria, ha avuto il coraggio di affermare che non esiste la questione morale. Certo è che – detto da un presidente la cui politica sanitaria ha prodotto un deficit di 1,7 miliardi di euro e disservizi tali da sfociare nei casi terribili di malasanità, di pazienti morti per incapacità del personale medico o per mancanza di attrezzature idonee o di posti letto – oramai è il dilagare dell’ipocrisia.
Pensate che tal Totò Cuffaro, ex presidente della regione Sicilia, oggi senatore ma anche condannato in primo grado per favoreggiamento alla mafia e rivelazione del segreto d’ufficio, l’uomo dei cannoli, si è cimentato in una risposta alle dichiarazioni di ieri di Ignazio Marino a Genova sulla possibilità di una allenaza PD-UDC. Cuffaro non può che tornare alle vicende ISMETT. E si ricorda ora – lo smemorato – che Marino chiedeva sostegno contro i "cattivoni" americani. Non è andata proprio così, vero Cuffaro? Cosa fece il presidente Cuffaro per sostenere l’opera del chirurgo Marino? Perché fu Marino ad andarsene?
Domande che su Yes, political! hanno già una risposta (cercate nei tag ignazio marino e cuffaro).
E’ però bene leggere le sue dichiarazioni per diffidare di chi propone alleanze con il suo partito, che ancor oggi è retto da un segretario che lo definì "perseguitato politico".

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    • Ricorrere alla morale kantiana e agli aneddoti di un grande giornalista qual è stato Montanelli, per eludere una domanda ed insinuare le presunte immoralità di altri, è un esercizio di retorica che, a fine agosto con la temperatura a 34°, si trascina stancamente ed ha il sapore di chi sta ripetendo la lezioncina in vista degli esami di riparazione.
    • Questione morale, caro Presidente è aver detto, all’indomani della morte di Federica Monteleone “su Vibo tolleranza zero” e apprendere qualche giorno fa dal Direttore Generale di quell’Azienda Ospedaliera, che i lavori di adeguamento (ad oggi non ancora finiti) agli standard minimi di sicurezza, sono stati eseguiti con i soldi del bilancio dell’Azienda Ospedaliera Jazzolino mentre la Regione Calabria non ha ancora dato un solo centesimo!!!
    • Questione morale, caro Presidente è:
      1) non avere ancora adottato il Piano Sanitario regionale benché approvato dalla Giunta ormai da alcuni anni;
    • 2) non avere detto quali fra gli ospedali della piana di Gioia Tauro, della Locride e delle altre zone della Calabria, saranno chiusi a fronte della costruzione dei nuovi quattro ospedali;
    • 3) Questione morale è il sistema di annullamento delle competenze mediche, di sfruttamento dello stato di bisogno di medici e di infermieri precari, con la trimestralizzazione dei loro incarichi così da controllare il loro voto “a vista”! Nessun concorso per nuovi primari o medici specialisti e reparti lasciati alla diligenza e lungimiranza dei molti operatori sanitari che ancora hanno il coraggio di rischiare la loro incolumità personale lavorando in un sistema sanitario pubblico dolosamente schizofrenico. Intanto i casi di diagnosi errate e di imperizia sono la causa principale di morte per mala sanità.
    • 4) Questione morale è prendere atto che anche con l’Istituto Papa Giovanni la Politica ha fallito, perché troppo distratta a concludere affari per alimentare la propria longevità politica. Ed è questione morale concludere che il problema è stato risolto non dalla politica ma dall’intervento propiziatorio della magistratura che, in Calabria ormai, deve sostituirsi al sistema politico con regolarità e puntualità, e non come extrema ratio.
    • 5) Questione morale è avere nominato quali Presidenti e Direttori Generali, in Aziende Ospedaliere, ASL/ASP, Arpacal, Asi ecc. ecc., uomini di fede che oggi si sono dimessi dagli incarichi per potersi candidare alle Regionali a sostegno della candidatura del Presidente! Ed è questione morale il fatto che Lei e i suoi uomini ritengono tali pratiche assolutamente normali!!
    • 6) Questione morale è avere assistito inermi al sacco del nostro territorio con la depurazione affidata a società consortili, la raccolta differenziata a società miste che, utilizzate non secondo criteri aziendali, ma clientelari, hanno determinato la morte dell’ambiente calabrese, il disastro economico di tutto l’indotto e l’affossamento dell’unico sviluppo possibile: quello turistico. Questione morale è non volere affrontare argomenti di nome Gerica, Smeco, Acquereggine, Alto Tirreno Cosentino, Appennino Paolano, Pollino SpA, Vallecrati, ecc. ecc. ecc
    • 7) Questione morale significa non avere il coraggio di parlare del fallimento della politica economica regionale che negli ultimi venti anni ha usato in modo improprio strumenti societari e legislativi che mentre altrove sono stati di successo, in Calabria sono serviti soltanto per creare un sistema di potere spaventoso e che ha foraggiato, attraverso i fondi pubblici provenienti anche dalle gestioni Commissariali in capo alle Presidenze del Consiglio dei Ministri di Berlusconi-Prodi-Berlusconi, le segreterie dei partiti di tutto l’arco costituzionale, quasi nessuno escluso
    • 8) Questione morale significa leggere quotidianamente le gravi accuse di brogli, di violazione delle regole democratiche, di uso dei fondi regionali in modo clientelare, che un Suo assessore e sostenitore della mozione lancia al Presidente del Consiglio Regionale che sostiene la Sua Giunta e che sostiene la sua stessa mozione congressuale, senza registrare un suo cenno di riscontro o di richiesta di chiarimento al Presidente Bova o all’assessore Naccari!
    • 9) Questione morale è avere deluso le aspettative di quanti abbiamo votato Lei e questa giunta nella convinzione che sarebbe stato il riscatto della buona calabresità, e accorgerci di essere stati comunque governati con gli stessi metodi e dagli stessi poteri forti della Giunta Chiaravalloti!
    • 10) Questione morale è apprendere che si continua da più parti ad attribuire al congresso del PD e alla sana e naturale dialettica congressuale, e non già al fallimento di un’intera classe politica e di un’azione di governo, la responsabilità di questo indecoroso spettacolo della fine di un basso impero!!
    • Fernanda Gigliotti – Candidata alla Seg. Reg. del PD – Mozione Marino
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    • "Da mago dei trapianti a mago della comunicazione creativa il passo sembra essere stato breve per Ignazio Marino che dal suo cappello a cilindro tira fuori, oggi, un ottimo miscuglio di mezze verità, dichiarazioni ad effetto, populistici programmi fuori tempo e qualche dimostrazione di artificiale cattiva memoria". Lo dice il senatore dell’Udc, Totò Cuffaro
    • "D’altronde fin dai tempi di Palermo – aggiunge – sappiamo si fosse autonominato supervisore della pubbliche relazioni dell’Ismett oltre che amministratore delegato e frequentasse, invece, poco le corsie.
    • Eppure non era così che si comportava il novello moralizzatore Ignazio Marino quando, direttore dell’Ismett, veniva a chiedere alla Regione siciliana, che allora presiedevo, protezione contro quei cattivoni americani che volevano silurarlo constestandogli l’incasso di rimborsi gonfiati".
    • Aggiunge Cuffaro: "Allora, ricordo bene, non provava ribrezzo e non lanciava anatemi e filtri magici contro me e l’Udc, nel chiedere aiuto e sostegno".
    • "Nonostante la caduta di stile – conclude Cuffaro – auguro a Marino di vincere la sua sfida per la segreteria del Pd. Solo con una guida spregiudicata, improntata alla distruzione più che alla costruzione, allo scontro più che al dialogo ed avara di contenuti veri, come la sua si potrà garantire pace e serenità alle tante anime tormentate dello stesso Pd"

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In Calabria lo scontro è aperto. Diffamata la Gigliotti. Nuovo attacco alla mozione Marino.

Ignazio Marino domani comincia il tour congressuale a partire dalla Calabria. Ebbene, non ha fatto tempo a sbarcare in questa regione che già volano i coltelli. Ieri su “Il Quotidiano della Calabria”, sezione Lamezia Terme, è comparso un articolo a pagina 28, a firma di Pasquale Roppa, in cui tale Pino Cosentino, consigliere comunale di Lamezia Terme, critica la candidata alla segreteria regionale per la mozione Marino, Fernanda Gigliotti. Questa intervista è da considerarsi la risposta all’intervista rilasciata da Fernanda il 19 agosto, che potete rileggere qui. In sintesi, la Gigliotti aveva espresso pareri duri sull’attuale amministrazione regionale e sul suo presidente Loiero, a suo avviso al centro di una questione morale estremamente radicata e profonda da far parlare quasi di condizione inestirpabile. Ma l’intervista non è un mero attacco, il perno del discorso di Fernanda è relativo alla condizione della Calabria, al suo dissesto ambientale, alla questione sanità, e non ultimo al problema della raccolta rifiuti e ai progetti che lei avrebbe in quanto candidata alla segreteria regionale. Tutti temi che scottano. Sui quali non si può dibattere. Sui quali dibattere è comportamento eversivo.

La risposta del vertice PD non si è fatta attendere ed è giunta per voce di un comprimario, un assessore comunale. Dalle colonne del quotidiano calabrese il Cosentino si esercita perigliosamente in una critica alla Gigliotti che ieri la Gigliotti stessa aveva girato ai candidati delle altre due mozioni: “estendo ancora una volta l’invito a Guccione e Camiti, così come ho già fatto a Decollatura in occasione della Festa Democratica, di utilizzare il congresso non solo per un’utile discussione di cosa è il PD e di come vorremmo che fosse, ma anche di convincere l’elettore e il militante del PD che non parliamo solo di aria fritta, ma che al di la delle posizioni personali e di mozione, siamo pronti ad essere squadra nel merito delle problematiche della nostra regione”.

Cosentino inoltre accusa la Gigliotti di usare la parola meritocrazia a sproposito – a orologeria, in quanto ella stessa sarebbe, a suo avviso, stata partecipe del sistema clientelare (mi ricorda la prima diatriba Marino vs. Il foglio, in cui Il Foglio cercava a tutti i costi di far apparire Marino come uno che predica bene e razzola male – caso UPMC).

Mi chiedo: ma perché mai Cosentino parla solo ora? Se era a conoscenza di casi di assegnazione di incarichi poco chiari che riguardavano la Gigliotti, perché se ne esce solo ora con questa dichiarazione? Lui parla di meritocrazia a orologeria. Ma qui è ravvisabile la diffamazione a orologeria, se egli non avesse modo di dimostrare le sue dichiarazioni. Un comportamento alquanto sospetto, quello di Cosentino. Lascia supporre che egli abbia ricevuto un’imbeccata proveniente da molto in alto. E chi risiede là in alto – è chiaro – deve avere a disposizione un gran bel numero di persone pronte a sporcarsi le mani al proprio posto.

Doverosamente Yes, political! ospita la replica di Fernanda Gigliotti che si riporta integralmente.

LA MIA REPLICA AL VERGOGNOSO ATTACCO PERSONALE CHE HO SUBITO SULLE PAGINE DELLE CRONACHE LAMETINE DAL SIG. PINO COSENTINO CONSIGLIERE COMUNALE DEL PD A LAMEZIA TERME E UOMO DI FIDUCIA DEGLI UOMINI DI FIDUCIA DI LOIERO… PRATICAMENTE UN CAPETTO!!

Anche io come Ignazio Marino sono stata oggetto di un vergognoso attacco personale perché anche io, come lui, sono una persona e una professionista libera che non risponde a nessun organo di governo e di sottogoverno. Faccio l’avvocato e chi mi ha scelto come professionista (enti pubblici e privati cittadini) lo ha fatto per le mie competenze professionali e per il grado di fiducia che ha inteso riporre nella mia attività difensiva, e non certo perché li ha mandati Picone!
Il mio impegno e le candidature in politica, sono state sempre e solo mosse dalla passione e non dal calcolo, e chi mi conosce lo sa bene, anche perché le mie sono sempre state candidature di servizio, candidature difficili e dirette a rimediare i guasti prodotti da altri.
Stiano tranquilli, quindi, gli uomini del presidente Loiero che oggi hanno rivolto al mio indirizzo, attraverso le pagine della stampa lametina, un chiaro avvertimento in perfetto stile politico-mafioso.
Io andrò avanti per la mia strada, sostenuta da quanti appoggiano e sostengono liberamente e gratuitamente la mia campagna congressuale, senza arretramenti di sorta. Invito, pertanto, il Presidente Loiero che è uomo politico di lungo corso e che ha un ottimo capo ufficio stampa, a pubblicare il suo pensiero e a firmarsi direttamente, piuttosto che affidarlo ad improbabili ventriloqui per di più impreparati o falsamente informati.
Nel merito non conosco Pino Cosentino e, da quello che ha scritto sul mio conto, dubito che lui conosca me. Di sicuro non ha letto la mozione presentata dalla sottoscritta, non ha letto le proposte che abbiamo già avanzato, e forse non ha letto nemmeno la mia intervista pubblicata sul Quotidiano di qualche giorno fa in cui mi sono limitata a fare ovvie considerazioni politiche e a rispondere liberamente, e non sotto dettatura, alle domande che il giornalista mi ha posto. Ad ogni buon fine, e qualora l’articolo fosse improbabile farina del suo sacco, volevo solo replicare quanto segue:
1) gli incarichi da me ottenuti dall’ASL n° 6 di Lamezia Terme sono stati complessivamente una decina e risalgono agli anni 2006/2008, incarichi conferiti per rapporti di fiducia professionale con la Direzione Generale dell’epoca;
2) Dall’Asi ho ricevuto un solo incarico di arbitro e se il sig. Cosentino vuole sapere posso anche riferirgli con quali altri arbitri e presidenti ho condiviso il mandato;
3) Dalla Fincalabra, ahimè, non ho ancora ricevuto nessun incarico! Aggiungo però che sono orami 18 anni che attendo di conoscere l’esito di un concorso che feci intorno al 1990 presso la Fincalabra e di sapere come mai, malgrado quel concorso, le persone furono assunte per chiamata diretta. Eppure non mi pare che all’epoca ci fosse Loiero a guidare la Regione Calabria!! Evidentemente i Presidenti cambiano ma i metodi restono uguali!
Per chi volesse conoscere le proposte, le mozioni, gli argomenti di discussione che stiamo portanto avanti, è possibile consultarli su http://www.calabria.scelgomarino.info, sul gruppo facebbok di “Noi ..La Calabria Libera di Ignazio Marino” e sul mio pofilo personale di facebook, oltre che seguire le nostre iniziative politiche che tra il 22 e 23 agosto ci vedranno impegnati con Ignazio Marino in giro per la Calabria. Chissà che conoscendoci di persona e non per sentito dire, anche Pino Cosentino non si convinca ad appoggiarci!!
Fernanda Gigliotti
Candidata Segreteria PD – Mozione Ignazio Marino

Segue la trascrizione dell’intervista a Cosentino presente sul Quotidiano della Calabria. Potete leggerla qui.

Il Quotidiano – lamezia Terme e Piana – 20 agosto 2009 – pag. 28.

Gigliotti e le sue idee.

Pino cosentino: “sterili demonizzazioni degli altri”.

PIOGGIA di critiche del consigliere comunale Pino Cosentino dopo le esternazionidi Fernanda Gigliotti, candidata a segretario regionale del PD. «Ci saremmo aspettati, in un momento di grandi difficoltà per il paesee soprattutto per la Calabria, conoscere le sue idee, apprezzare le linee programmatiche in cui si sostanzierebbe la sua nuova proposta politica». Ed invece,osserva Cosentino «attacca tutto e tutti: anziché vincere (convincere) con il valore delle idee investe tutte le sue argomentazioni con la sterile demonizzazione degli altri candidati, con buon gioco della democrazia e delle sue regole. Punta insomma su un sistema di propaganda irrimediabilmente ed esasperatamente datato e fallimentare».
Dì più osserva «la gente non è interessata alle schermaglie interne alla politica, vuole che si parli dei problemi. Si (con)vince con il consenso e il consenso si ottiene con la gente e tra la gente, che ha dei bisogni concreti e insieme l’esigenza che detti bisogni vengano ascoltati;fondare la candidatura su alterchi e diverbi personali che esulano nella sostanza da ciò che la gente si aspetta non ha né potrebbe ora rappresentare un criterio di discernimento vincente».
Per Cosentino «sarebbe riduttivo oltre che offensivo di tante menti pensanti irridere del consenso altrui, o peggio ancora farsi promotori di un moralismo tutto etica e meritocrazia che viene tirato fuori ad orologeria: è fatto notorio che l’aspirante segreteria – che reclama merito e trasparenza – abbia finora ricoperto incarichi profèssionali attribuitigli da chi dirigeva e dirige (per volere proprio di quei governanti del PD che attacca), l’Asl di Catanzaro-Lamezia, l’ex Asl 6 e la Fincalabra!».
E qui rimarca «l’avvocato Gi gliotti ha alla spalle risultati che la dicono lunga sulla sua compatibilità con la vita politica partecipata, fatta di contatto costante con le persone e di buone relazioni che però non sempre le hanno consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati come quando si è misurata alle elezioni comunali di Lamezia nel 2001, con la candidatura a sindaco di Nocera nel 2002 e nel 2004 con la candidatura alle provinciali».
E ancora «non è l’aver irrimediabilmente mancato i traguardi perseguiti nelle precedenti tornate elettorali a provocare un moto di sconcerto per le dichiarazioni da ella rese,quanto il dato che ogni suo insuccesso le sia stato benignamente compensato da chi in politica non sempre ha mostrato grande appeal con il quotidiano della gente comune né la capacità di costruire relazioni che andassero oltre quella “ristretta cerchia” nella quale sembra essere reclusa».
Viene da chiedersi – osserva – « in tal caso gli incarichi professionali di cui sopra sono stati attribuiti per merito o semplicemente in ragione dell’appartenenza ad un sistemino di potere che si perpetua all’ombra del sottogoverno regionale?». Ciò per dire che «voler allora apparire del tutto sganciata, scandalizzata dal sistema correntizio dei soliti “noti” che inevitabilmente finisce per caratterizzare un grande partito di massa, potrebbe apparire agli occhi di chi conosce fatti e misfatti della politica nella sua quotidianità è un esercizio intellettualmente ipocrita, riduttivo della sua personalità che non le aggiungerà altri consensi».
Ecco perché per Cosentino « Sarebbe stato più interessante e persuasivo conoscere le sue idee e i suoi programmi politici». Per tutti coloro che sono in politica dice « è lecito ambire a ricoprire incarichi di rilievo, ma per fare ciò non è pensabile (né rispettabile) che possa bastare una mera designazione dall’alto è indispensabile misurarsi pur sempre espressione di libero consenso (democraticamente) nella stragrande maggioranza dei casi dato a chi ha profuso impegno concreto per la ricerca del bene comune, ha intessuto rapporti e contatti quotidiani, da quelle medesime persone che poi nelle competizioni elettorali avvalendosi del proprio diritto di voto, sceglieranno chi “merita” quella ‘Visibilità”, scusate se è poco».
Auspico – conclude – che «la mia preferenza venga a scaturire dal confronto dialettico delle idee e dei programmi dei candidati, che la corsa verso la segreteria regionale si incentri sul piano della concretezza e soprattutto della correttezza, nel rispetto di chi ci scruta e dovrà scegliere, ringraziando anticipatamente per la loro disponibilità Pino Caminiti, Carlo Guccione e Fernanda Gigliotti sapendo che all’indomani della imminente competizione dovremmo essere tutti uniti per le prossime impegnative tornate elettorali».

Imola per Thomas Casadei. Anche Sarzana è con Marino.

C’è mobilitazione, anche nei centri di provincia. A Sarzana organizzano dei punti di informazione per entrare in contatto diretto con le persone e informare sulla mozione Marino. Intanto, a Imola, Thomas Casadei è impegnato nella presentazione della sua candidatura per la segreteria regionale e afferma di essere in grado di presentare un programma regionale costruito sulle istanze dei cittadini. Un esempio di democrazia partecipata.

  • Citta della Spezia :: Rete Sarzanese per Ignazio Marino organizza un Point a Sarzana

    Sarzana: La Rete Sarzanese per Ignazio Marino segretario del P.d., organizza per domani un Marino Point a Sarzana: “C’è una mancanza di discussione all‘interno dei circoli del Partito Democratico, notiamo che mentre il percorso congressuale fissa in venerdì 4 settembre i primi Congressi, nessuna iniziativa pubblica di confronto è stata organizzata. Come rete per Marino riteniamo sia necessario includere nella discussione tutti coloro che credono nel progetto del partito democratico e non lasciare ai singoli comitati di sostegno l’esclusiva della partecipazione congressuale. Per questo domani Venerdi 21 agosto alle ore 21 è previsto un Marino Point volante in piazza Matteotti a Sarzana per incontrare tutti i cittadini disponibili a contribuire alla piattaforma laica e ambientalista che sostiene Ignazio Marino a segretario del partito democratico . A proporre il Marino Point è stata Gabriella Bertone punto di riferimento della mozione Marino a Sarzana: “è necessario un point volante durante la manifestazione la Soffitta in strada per poter raccogliere le adesioni non soltanto tra degli iscritti ma anche tra gli elettori del Partito Democratico che grazie alle primarie sceglieranno il segretario Nazionale e Regionale .” Inoltre Lunedì alle ore 21 presso il coordinamento comunale di Sarzana è previsto un incontro di presentazione con Ivan Scalfarotto Gabriella Bertone e Ermanno Pasero candidato a segretario regionale del P.d Rete Sarzanese per Ignazio Marino segretario del P.d.”

  • Il Resto Del Carlino – Imola – «LA MOZIONE Marino è una proposta che viene dalla base». Così…
    • «LA MOZIONE Marino è una proposta che viene dalla base». Così Thomas Casadei, 35 anni e una laurea in Lettere e filosofia a Bologna, è da dieci anni ricercatore di Filosofia del diritto all’Università di Modena e Reggio Emilia.
    • «Sono un candidato pendolare», ironizza Casadei che vive a Forlimpopoli e non ha alcuna precedente esperienza nelle amministrazioni. «Nel ‘95 ho fatto parte dei comitati per Prodi — racconta —, poi nel ’97 sono entrato nei Ds e ho ricoperto alcuni ruoli negli organi di partito provinciale». Nonostante l’attivismo politico di questi anni, è con le primarie in programma il 25 ottobre che Casadei ha deciso di mettersi in gioco.
    • «Questa è una mozione che viene dalla base democratica del partito — spiega — e io rappresento l’idea di una regione in trasformazione. Proprio per questi principi di base, a differenza degli altri due candidati Mariangela Bastico (mozione Franceschini) e Stefano Bonaccini (mozione Bersani), presenteremo il programma per la regione nella prima settimana di settembre, quando avremo finito di stilarlo sulla base delle proposte dei vari comitati territoriali».
    • E da Imola è già arrivata quella della necessaria formazione scolastica di qualità della classe dirigente. Casadei punta molto sulla partecipazione ma anche su laicità, trasparenza e meritocrazia.
    • occorre instaurare un nuovo legame con la base. E il lavoro sarà uno dei temi su cui si giocherà il congresso. Il Pd deve fare un salto di qualità nelle azioni a difesa del lavoro

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Ricevo e pubblico. La Calabria libera di Ignazio Marino. La candidatura Gigliotti.

Ignazio Marino si accinge ad aprire il suo tour congressuale. Il 22 e 23 di Agosto sarà in Calabria ad accompagnare la candidatura alla segreteria regionale di Fernanda Gigliotti.

Quello che segue è il messaggio introduttivo di Fernanda, che ricevo e pubblico.

“E mentre gli altri litigano, il tour congressuale di Ignazio Marino riparte dalla Calabria.

Il tour congressuale di Ignazio Marino partirà dalla Calabria il 22 e 23 agosto perché, come lui stesso afferma occorre essere presenti “dove la democrazia è meno garantita perché c’è il controllo della criminalità organizzata” e dove i cittadini “preferirebbero al Ponte sullo Stretto un pronto soccorso efficiente”. Mai incipit fu più azzeccato per la Calabria e per il PD Calabrese che, forse più degli altri, deve riflettere su ciò che dice di essere e su ciò che nei fatti è diventato.

Basta guardare la totale assenza di argomenti politici dal dibattito, animato solo dalle guerre all’interno della Mozione Bersani che riesce a trovare unità di intenti solo quando si deve parlare male della Mozione di Franceschini.

La venuta di Marino in Calabria forse potrà rappresentare l’occasione per cominciare a discutere del vero problema del partito che non è “quale struttura avere” (solido, liquido, gassoso?), essendo già il partito dei circoli, ma quale identità abbracciare, quale comune denominatore porre alla base della nuova proposta di governo che non può essere solo l’antiberlusconismo.

Ecco perché ai temi scottanti ed universali della laicità, meritocrazia, questione morale, temi sui quali la Mozione Marino si misurerà ad ogni occasione di dibattito, perché unici veri argomenti su cui si può formare un consenso identitario e culturale per il partito democratico, occorre animare il dibattito calabrese e affrontare alcune emergenze di civiltà e di democrazia. E non si può invocare e pretendere “il silenzio” sulle questioni interne ed esterne del partito, pena la denuncia per lesa maestà, perché ciò è uno stridente contrasto con lo spirito congressuale.

E allora estendo ancora una volta l’invito a Guccione e Camiti [i candidati delle mozioni uno e due], così come ho già fatto a Decollatura in occasione della Festa Democratica, di utilizzare il congresso non solo per un’utile discussione di cosa è il PD e di come vorremmo che fosse, ma anche di convincere l’elettore e il militante del PD che non parliamo solo di aria fritta, ma che al di la delle posizioni personali e di mozione, siamo pronti ad essere squadra nel merito delle problematiche della nostra regione. Senza offendere Obama e la Clinton, ma bisogna guardare anche alla loro capacità di dire a chiare lettere quale partito, quale governo e quale presidente avrebbero voluto, ma che alla fine lavorano per lo stesso partito e per lo stesso governo!

E se vogliamo costruire un vero partito democratico e non una banda, un clan, un società chiusa, dobbiamo favorire il dibattito interno senza timori, paure e riverenze, e per ciò che riguarda i grandi temi della Regione, le grandi emergenze dobbiamo assumere delle decisioni condivise:

1) Vogliamo riappropriarci della battaglia della legalità che non può essere appannaggio dell’antipolitica, e ripartire tutte e tre le mozioni da Rossano a sostegno e difesa della dirigente INPS che vive sotto scorta per avere avuto il coraggio di svolgere il proprio lavoro?

2) Vogliamo prendere atto che l’emergenza sanitaria in Calabria non è solo il debito, ma sono le morti sempre più sospette che si registrano nelle piccole strutture ospedaliere e in cliniche accreditate! Vogliamo chiedere tutti e tre, insieme, al Presidente Loiero, a fronte dei 4 nuovi ospedali e dell’introduzione della SUA, quali sono i piccoli ospedali pericolosi per la salute pubblica che verranno chiusi? E vogliamo insieme chiedere al Presidente Loiero di indicare quale Direttore-Generale dell’Azienda Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, una persona di altro profilo istituzionale e che sia di garanzia per tutti e soprattutto per i pazienti calabresi?

3) Vogliamo chiedere all’Assessore Greco un immediato tavolo tecnico-politico, a cui invitare anche le aziende che si sono occupate materialmente della gestione, che meglio di altri conoscono fatti e misfatti della depurazione calabrese, per verificare lo stato dell’arte e le cosa che dobbiamo fare subito per ridare dignità al nostro mare e al nostro territorio che è in “emergenza ambientale” e non sono in “emergenza balneare”?

Infine possiamo inaugurare un nuovo modo di fare il congresso e chiedere al Partito democratico, alla Direzione Regionale, al suo Tesoriere di non disporre alcun rimborso spese in favore di noi candidati alla Segreteria Regionale, ma di farsi garante e proponente autorevole di cinque dibattiti di alto profilo mediatico e politico, in ciascuna delle province calabresi, sotto la conduzione di autorevoli giornalisti, affinché ciascuno di noi possa avere stessa visibilità e stesso trattamento?”

Fernanda Gigliotti

Candidata Segreteria PD – Mozione Ignazio Marino

Pillole e PD

La polemica sulla RU486 sullo sfondo di divisioni in itinere nel PD: tale Mosella è definito un big dei rutelliani, ancora correnti quindi, ancora i teodem. Loro sono quelli che paventano la divisione. Che la evocano come una minaccia. Parlano dei laici come di persone con atteggiamenti di chiusura. Di quale chiusura si tratta? Mosella non prende minimamente in considerazione il principio della scelta individuale, cosa che se fatta sgombra il campo della politica da giudizio di valore su questo genere di temi. E poi la nota – stonata – finale sulle candidature regionali e sull’appoggio dei rutelliani al candidato di Bersani in Campania: perché questa incoerenza? Non stanno forse con Franceschini? Tutto ciò, a mio parere, ha l’aria della spartizione.
Per contrasto, l’intervento di Marino su RU486 e di Casson sulle segreterie regionali.

  • Ignazio Marino: "In primo piano la salute della donna" Aborto chirurgico o aborto farmacologico? La scelta deve essere il fruttto tra una conversazione intima tra medico e paziente. Intervista al professor Marino

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    • Donato Mosella non è un politico che finisce spesso sui giornali.
    • Deputato del Pd, nel gruppo dei Liberi Democratici incarna un ruolo cruciale. Non solo per la sua prossimità al leader, ma per i rapporti eccellenti che lo uniscono al mondo cattolico, in cui si è formato politicamente.
    • l’Agenzia del farmaco ha autorizzato, purché in ospedale, l’uso della pillola abortiva (RU486)…
      "La giudico una pagina negativa, sotto il profilo etico ed educativo. E’ preoccupante la deriva, giunta anche in Italia, sul tema della vita.
    • La Chiesa ha già fatto sapere che reagirà…
      "La mia è più la preoccupazione laica di chi vive la realtà etica e politica del Paese. Comunque, una reazione della Chiesa la davo per scontata. La vedo nella logica e nel ruolo che la Chiesa universale deve svolgere".
    • c’è una parte minoritaria del partito i cui atteggiamenti non sono laici, ma di chiusura
    • A chi si riferisce?
      "Ci sono frange più radicali un po’ intolleranti rispetto alla voce dei vescovi. Ma sono proprio un’assoluta minoranza".
    • il partito corra qualche rischio, lo ritengo un fatto possibile".

      Rischio di divisione?
      "Sì. Ma non lo corre solo il Pd. Fibrillazioni ne vedo anche nell’altro campo".

    • Che è la scelta espressa dal suo gruppo, i Liberi Democratici di Rutelli. Ma nel congresso regionale della Campania, la sua regione, lei si è schierato con Bersani e con il suo candidato Enzo Amendola.
      "Le due questioni, nazionale e regionale, vanno tenute distinte. A livello nazionale, la guida di Franceschini è più aperta, pluralista, dà al Pd più possibilità di espandersi e rappresentare ciò che in origine voleva essere. Quella di Bersani ha un po’ lo sguardo rivolto all’indietro e quindi la ritengo dannosa per il partito".
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    • Nella candidatura Marino vi è una apertura mentale più ampia, che non si limita al tema della laicità, e aiuta a ragionare diversamente. Nelle altre mozioni ci sono statti scontri esasperati
    • Nelle altre mozioni ci sono contraddizioni molto forti, nella nostra sulla base della laicità si potrà ragionare con più apertura. È l’unica mozione che ha detto un no chiaro al nucleare, partendo dalla posizione di Carlo Rubbia. Io porto il mio contributo sui temi che conosco meglio: sicurezza, giustizia, sicurezza sul lavoro

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