L’effetto delle liste bloccate. La selezione del peggio.

Il Sen. Alberto Tedesco sarebbe a capo di una organizzazione criminale in Puglia. Questa la sua carriera politica:

  • dal 06/05/2005 al 07/02/2008 : Assessore Politiche per la salute Regione Puglia (Partito: SOC.SOCIALDEM-PRI)
  • dal 18/05/2005 al 21/07/2009 : Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SOC.SOCIALDEM-PRI)
  • dal 14/07/2009 : Senatore (Gruppo: PD) – Eletto nella circoscrizione Puglia – Subentrato in sostituzione di Paolo DE CASTRO, dimessosi per incompatibilità (eletto al parlamento europeo) il 14 luglio 2009.

Nel 2008 è diventato senatore per il PD ma è rimasto consigliere regionale in Regione Puglia fino al 14 Luglio scorso quando è subentrato a De Castro. Era già nelle liste PD alle elezioni dell’Aprile 2008. Ma chi lo ha scelto? E sulla base di quale criterio?
Risposta: i criteri

  1. il suo “valore” elettorale – non merito, non capacità concrete, bensì solo perché possiede un nome in grado di attrarre i voti della propria clientela;
  2. scopo: far scattare il premio di maggiornza;

Chi lo ha proposto:

  • è andato a Roma accompagnato dal sindaco di Bari Emiliano;
  • faceva parte della corrente veltroniana, essendo stato uno dei fondatori – in Puglia – del PD.

Ora, a voler essere garantisti fino in fondo, bisognerebbe dire “attendiamo l’esito delle indagini e dello svolgersi dell’iter processuale”, ecc. ecc. In ogni caso, adesso, ci troviamo in parlamento un altro inquisito, e per reati odiosi poiché relativi a un settore pubblico, quello della sanità, che ha a che fare con i diritti sociali degli individui, diritti costituzionali, sia chiaro. Questa persona, se vere sono le accuse, ha smerciato coi nostri diritti. Ed era stato candidato dall’allora segreteria del PD per la mera capacità attrattiva di voti. Non so se è chiaro.

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    • ha buone possibilità di spuntare la candidatura tra gli “eleggibili” del partito democratico nella lista per il Senato.
    • «Ho partecipato alle primarie per la fondazione del partito democratico in Puglia – afferma – e la componente di cui ero candidato ha ottenuto il 20 per cento, deve pur significare qualcosa»
    • una candidatura di Tedesco – questo il ragionamento che sta prevalendo – potrebbe richiamare alle urne la componente socialista sulla lista bloccata del Pd. La “dote elettorale” dell’ assessore alle Politiche della salute, del resto, è sperimentata.
    • Il suo valore elettorale e politico e la circostanza che sarebbe in grado di catalizzare il consenso dell’ area socialista necessaria per far scattare il premio di maggioranza al Senato, sono le uniche ragioni che lo porterrebbero al Parlamento», dicono nel partito democratico per mettere subito a tacere le indiscrezioni sul tormentone del conflitto d’ interessi
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    • «Questo congresso non sarà una rissa sanguinosa, ma un confronto civile, un dialogo tra candidati». Poi, a nome «di tutti i democratici della Puglia» ribadisce il «grande rispetto per la magistratura», ma all’opinione pubblica ricorda , nel mezzo di un lungo applauso,«che questo partito non è un’asociazione a delinquere e non ha nulla a che fare con la criminalità organizzata»
    • L’incontro, nel corso del quale è stato presentato il candidato dell’area Bersani alla segreteria pugliese, Sergio Blasi, non può che essere l’occasione anche per affrontare quello che qui rischia di diventare uno scontro al calorbianco: la candidatura del super sindaco Michele Emiliano, uomo dal carattere forte, appena uscito vincitore dalle amministrative. «Emiliano ha detto che la sua vuole essere una candidatura unitaria, ma non c’è unità», dice.
    • Quanto alla campagna congressuale D’Alema scalda la platea ragionando sull’idea di partito che si dovrà costruire. «Bersani ha detto che il Pd è l’erede di 150 anni di storia, che inizia ben prima dei Ds e Dl. È la storia del mondo laico, cattolico e democratico del paese.
    • «Un partito è fatto anche dei suoi iscritti. E se decidiamo di fare le primarie, allora prendiamo esempio da chi le ha inventate». L’America. Dove ti prendono «per matto» quando gli racconti che qui «da noi vota chiunque».
    • «i partiti diventano scalabili ed esposti a Opa ostili e invece noi dobbiamo essere esposti a chi ci vuole bene»
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    • Alberto Tedesco, ora senatore del Pd
    • avrebbe avuto un “ruolo di vertice” in “un’organizzazione criminale, radicatasi all’interno della pubblica amministrazione, tendente a condizionare le scelte della stessa allo scopo di perseguire i progetti illeciti del sodalizio in esame, che spaziano dallo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, alle forniture dei beni e servizi alle Asl, agli appalti nelle aziende ospedaliere pugliesi
    • parte del danaro confluito nelle casse di alcune imprese vincitrici di appalti sia poi tornato, almeno in parte, ai partiti o agli stessi politici. E dietro tutto anche l’ombra dei clan.

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