Il partito di Grillo.

Quindi l’annuncio. Il Movimento di Liberazione Nazionale sarà il partito di Grillo. Alcune considerazioni s’impongono:

  1. Grillo dice di voler creare un partito per realizzare un modello di democrazia cosiddetta partecipata: di fatto il suo partito dovrà confrontarsi con la questione del numero. Sarà – immagino – strutturata in assemblee degli iscritti, oppure sarà aperta ai non iscritti? Quale il livello di partecipazione quindi? Il dilemma nel PD fra forma solida (solo iscritti) o liquida (iscritti più elettori) si ripropone anche nel modello Grillo. Le cariche saranno frutto di congressi durante i quali si fronteggeranno i sostenitori di questo o quel candidato – fra questa e quella corrente, o si cercherà una via di mezzo con lo strumento delle primarie?
  2. il programma di Grillo si estende per cinque singoli punti, i cui termini sono ampiamente condivisibili –  e, a mio parere, già in parte trasmigrati nella mozione Marino – eppure la loro realizzazione suppone un certo grado di radicamento sul territorio, in special modo negli enti locali. Pertato un MLN governativo – magari in una coalizione con IDV – dovrebbe poter produrre una classe dirigente estesa in grado di entrare nella buona parte degli organi assembleari, una diffusione capillare che oggi non esiste. La prova delle Liste a 5 Stelle fatta la scorsa tornata elettorale ha avuto esiti non omogenei sul territorio. Per fare un parallelo, i primi movimenti leghisti risalgono al 1983 – la Lega Autonomista Lombarda – e solo nel 1989 emerge come soggetto politico rilevante (Elezioni Europee, in alleanza con la Liga Veneta – 1.83% fonte wikipedia). I primi sindaci leghisti risalgono alla tornata elettorale 1991-1992, quindi fra gli otto e i dieci anni dopo la creazione dei primi movimenti. Questo Grillo non lo dice, ma per contare politicamente qualcosa, seguendo le regole della democrazia rappresentativa, ci vorrà del tempo, durante il quale egli stesso dovrà tener vivo il progetto di cui parla. Un’opera non da poco. La Lega ha creato un’identità territoriale. Grillo muove dall’indignazione popolare. L’indignazione può anche passare, un’identità una volta creata resta difficile da cancellare.
  • Quest’Italia che dedica strade al ladro Craxi, senza democrazia partecipata, con l’espropriazione del voto di preferenza e di mille altre oscenità sociali, si sta decomponendo. Quando i soldi finiranno, o meglio, quando saranno costretti a annunciare che i soldi sono finiti, allora inizierà il ballo. Nessuno può dire che tipo di ballo sarà. Secessionista, peronista, federalista. pre unitario, fascista. Una danza a cui dobbiamo partecipare, non assistere. Dopo l’estate lancerò le Liste regionali a Cinque Stelle per le elezioni del 2010. In autunno nascerà un nuovo Movimento di Liberazione Nazionale, un soggetto politico a Cinque Stelle espressione dei cittadini. Un esempio di democrazia diretta.

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