Pillole e PD

La polemica sulla RU486 sullo sfondo di divisioni in itinere nel PD: tale Mosella è definito un big dei rutelliani, ancora correnti quindi, ancora i teodem. Loro sono quelli che paventano la divisione. Che la evocano come una minaccia. Parlano dei laici come di persone con atteggiamenti di chiusura. Di quale chiusura si tratta? Mosella non prende minimamente in considerazione il principio della scelta individuale, cosa che se fatta sgombra il campo della politica da giudizio di valore su questo genere di temi. E poi la nota – stonata – finale sulle candidature regionali e sull’appoggio dei rutelliani al candidato di Bersani in Campania: perché questa incoerenza? Non stanno forse con Franceschini? Tutto ciò, a mio parere, ha l’aria della spartizione.
Per contrasto, l’intervento di Marino su RU486 e di Casson sulle segreterie regionali.

  • Ignazio Marino: "In primo piano la salute della donna" Aborto chirurgico o aborto farmacologico? La scelta deve essere il fruttto tra una conversazione intima tra medico e paziente. Intervista al professor Marino

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    • Donato Mosella non è un politico che finisce spesso sui giornali.
    • Deputato del Pd, nel gruppo dei Liberi Democratici incarna un ruolo cruciale. Non solo per la sua prossimità al leader, ma per i rapporti eccellenti che lo uniscono al mondo cattolico, in cui si è formato politicamente.
    • l’Agenzia del farmaco ha autorizzato, purché in ospedale, l’uso della pillola abortiva (RU486)…
      "La giudico una pagina negativa, sotto il profilo etico ed educativo. E’ preoccupante la deriva, giunta anche in Italia, sul tema della vita.
    • La Chiesa ha già fatto sapere che reagirà…
      "La mia è più la preoccupazione laica di chi vive la realtà etica e politica del Paese. Comunque, una reazione della Chiesa la davo per scontata. La vedo nella logica e nel ruolo che la Chiesa universale deve svolgere".
    • c’è una parte minoritaria del partito i cui atteggiamenti non sono laici, ma di chiusura
    • A chi si riferisce?
      "Ci sono frange più radicali un po’ intolleranti rispetto alla voce dei vescovi. Ma sono proprio un’assoluta minoranza".
    • il partito corra qualche rischio, lo ritengo un fatto possibile".

      Rischio di divisione?
      "Sì. Ma non lo corre solo il Pd. Fibrillazioni ne vedo anche nell’altro campo".

    • Che è la scelta espressa dal suo gruppo, i Liberi Democratici di Rutelli. Ma nel congresso regionale della Campania, la sua regione, lei si è schierato con Bersani e con il suo candidato Enzo Amendola.
      "Le due questioni, nazionale e regionale, vanno tenute distinte. A livello nazionale, la guida di Franceschini è più aperta, pluralista, dà al Pd più possibilità di espandersi e rappresentare ciò che in origine voleva essere. Quella di Bersani ha un po’ lo sguardo rivolto all’indietro e quindi la ritengo dannosa per il partito".
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    • Nella candidatura Marino vi è una apertura mentale più ampia, che non si limita al tema della laicità, e aiuta a ragionare diversamente. Nelle altre mozioni ci sono statti scontri esasperati
    • Nelle altre mozioni ci sono contraddizioni molto forti, nella nostra sulla base della laicità si potrà ragionare con più apertura. È l’unica mozione che ha detto un no chiaro al nucleare, partendo dalla posizione di Carlo Rubbia. Io porto il mio contributo sui temi che conosco meglio: sicurezza, giustizia, sicurezza sul lavoro

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