Berlusconi sull’orlo di una crisi di nervi.

L’accordo Gazprom-Eni-turchia, sbandierato da Mr b come una sua invenzione subodora – oltreché di cafonaggine – anche di guaio diplomatico. Perché oggi si è scoperto che Mr b non era invitato alla cerimonia di presentazione dell’accordo, bensì si è autoinvitato. Poi si è appropriato mediaticamente del cosiddetto successo.
In realtà non è un successo. Lo è solo per Gazprom, in parte anche per l’ENI. Per l’Italia, per l’interesse generale di noi cittadini, l’accordo non rappresenta un successo. Per niente. Farà dipendere le scelte in campo energetico di questo paese dagli orientamenti del governo russo. Farà precipitare le relazioni diplomatiche con i partner europei e con gli USA ai minimi storici. Produrrà isolamento, in Europa. Ora gli altri paesi europei sono autorizzati a muoversi per il proprio interesse in tema di energia. Non ci sarà alcuna cooperazione sull’energia in Europa, grazie a Mr b.
Mr b, anziché oziarsi con qualche escort a cinquemila euro a notte, ha pensato bene di volare ad Ankara. È tempo di pensare di riaprire Villa Certosa. Lì, almeno, fa meno danni.

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    • Come è noto, mercoledì 5 agosto, il senatore Guzzanti ha – di fatto – avanzato di nuovo l’ipotesi che nel governo vi siano donne nominate ministro solo perché andavano a letto con il premier.
    • ha detto che le intercettazioni sono in mano a un celebre direttore di giornale. Tanto che le trascrizioni sarebbero state mostrate dal direttore in questione ad almeno tre parlamentari del Pdl
    • di fronte a tutto questo, Ghedini che fa? Cita in giudizio Guzzanti? Lo sfida a duello per lavare col sangue l’onore del suo principale Berlusconi? Smentisce che incisioni del genere possano essere mai esistite? No. Ghedini sorride e dice: «Questa è una vicenda che non merita nessuna attenzione né alcun commento». Poi ricorda che «quei nastri, custoditi a Roma e distrutti per ordine della magistratura, non sono mai stati ascoltati né trascritti. Visto che gli stessi giudici di Napoli li considerarono irrilevanti. Non si capisce dunque come Guzzanti o altri possano averli ascoltati».
    • i suoi collaboratori più fidati non sappiano più che pesci pigliare
    • La mancata trascrizione ufficiale dei nastri non è di per sé una garanzia di segretezza.
    • Porre l’accento sul fatto che le intercettazioni di cui parla Guzzanti siano state distrutte perché considerate irrilevanti dalla magistratura è senza senso. Se davvero il premier avesse avuto una relazione con una donna poi nominata ministro, questo non è un reato, ma un episodio politicamente rilevante.
    • Perché i magistrati possano aver ritenuto le conversazioni non importanti per la loro inchiesta devono per forza averle prima ascoltate, così come hanno fatto almeno una mezza dozzina di investigatori.
    • L’esecutivo, insomma, è in stato confusionale. A farlo sbandare non servono più le notizie (come quelle pubblicate sul caso D’Addario). Bastano invece i pettegolezzi. Perché, è bene ricordarlo, quello che si racconta sulle intercettazioni distrutte – in assenza di prove, trascrizioni, o testimonianze dirette – resta un pettegolezzo.
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    • Berlusconi convoca una conferenza stampa per vantarsi dei suoi “successi”. Parla di sé in terza persona. Dice che tutti lo amano. E snocciola argomenti, interni e internazionali, come se fossero noccioline. Fornire risposte o chiarimenti sulle questioni “controverse”? Non è possibile. Il premier intima alla Rai di non disturbarlo. E, addirittura, contesta a RaiTre di aver dato notizia dei dati negativi sull’economia diffusi dall’Istat. Per rafforzare il concetto chiede in modo beffardo ai giornalisti Rai: «State bene? Che aria si respira in Rai con i direttori che ho fatto io….?».
    • «Dicono chi odio le donne… ma io le adoro. Anche le ministre. Sono particolarmente contento della presenza femminile nel governo», «e non devo scusarmi con i miei familiari»
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    • Berlusconi vanta come un successo personale l’accordo sull’energia raggiunto tra Turchia e Russia.
    • Ma la rivendicazione lascia di stucco il governo turco. “Reclamare come un successo personale l’accordo tra Turchia e Russia è stata una esagerazione da parte di Berlusconi che ha sorpreso lo stesso governo turco”, confida alla Reuters una “anziana fonte” governativa.
    • la richiesta di partecipare alla cerimonia per la firma dell’accordo tra Putin ed Erdogan è arrivata al governo turco all’ultimo momento, veramente una richiesta last-minute.
    • “Proprio quel genere di cose che possono diventare un problema diplomatico”, spiega la fonte alla Reuters, “ma siccome Berlusconi è Berlusconi, ha fatto solo sorridere i due leaders”. Ma Silvio Berlusconi va su tutte le furie quando una cronista del tg3 con in mano la ricostruzione fatta dalla Reuters prova a chiedergli conto di questa vicenda.
    • «Abbiamo ottenuto che si possa realizzare il south stream in acque territoriali turche, abbiamo ottenuto che la federazione russa entri tra i partner dell’oleodotto» e «se questo non è un grande successo, lo lascio dimostrare a lei», risponde alla cronista. Poi aggiunge: ma “d’altronde lei appartiene ad una testata, il tg3, che ieri è uscita con 4 titoli tutti negativi e di contrasto all’atttività del governo”.
    • All’accordo Russia-Turchia – spiega «eravamo molto interessati e siamo molto interessati perchè la nostra importante azienda, l’Eni, è protagonista sia nel south stream che nell’oleodotto». E, nonostante quanto riferito da “una fonte governativa turca di primo piano” alla Reuters, “abbiamo raggiunto un accordo che era lontanissimo, non era facile, tra la federazione russa e la Turchia – vanta imperterrito Berlusconi – per poter costruire il south stream, che per il 50% sarà fatto dall’Eni che ha già costruito al 50% il blue stream, che è in piena attività”.
    • “siamo riusciti, ieri, ad assistere alla firma di questo importante accordo – dice il presidente del consiglio – ma il south stream è per tutta l’Europa, che avrà la garanzia di non restare al freddo, cosa che invece non è esistita in passato e potrebbe non esiste in futuro”, avverte, “date le difficoltà che crea il passaggio del gasdotto proveniente dalla siberia attraverso il territorio di un paese che è in effervescenza come l’Ucraina».
    • Il primo ministro russo Vladimir Putin ha ottenuto l’approvazione perché il gasdotto possa attraversare le acque nazionali della Turchia per raggiungere l’Europa e di fatto è un passo avanti per la Turchia verso la conquista di un ruolo chiave come hub energetico per la regione. Ma all’ultimo il governo turco ha ricevuto da Berlusconi una richiesta inaspettata, veramente dell’ultimo momento – racconta la fonte governativa alla Reuters – per partecipare alla cerimonia per la firma dell’accordo tra Putin e il primo ministro turco Tayyip Erdogan. E la sorpresa è stata ancora maggiore quando è diventato chiaro che Berlusconi stava rivendicando come un successo personale quell’accordo.
    • sul sito del governo. Nel comunicato si parla dell’accordo come un “successo personale del primo ministro italiano”, una “mediazione di Palazzo Chigi”

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