Join the dots. Unisci i puntini. Storia di una banca.

Storia di una banca, la banca Rasini, che è alle spalle dei successi imprenditoriali di Mr b, che era la banca dove lavorava il padre di Mr b, Luigi – era direttore generale con potere di firma. La stessa banca che di volta in volta veniva etichettata come Vatican Bank, Banca della Mafia o Banca di Andreotti.
Bene, questa banca viene acquisita da BPL, Banca Popolare di Lodi, di Giuseppe Fiorani, proprio nel 1992. L’articolo di Repubblica è datato 20 Agosto. Un mese dopo Via D’Amelio. Questo passaggio di mano era al centro della trattativa stato-mafia?

  • Ed è una calda giornata di agosto del 1998 quando la quiete della Banca Popolare di Lodi viene turbata da una visita inattesa. Un gruppo di uomini della Dia venuti da Palermo chiedono di vedere gli archivi della Banca Rasini (non è mai troppo tardi, diceva il maestro Manzi). Cercano su incarico del pool antimafia, nell’ambito dell’inchiesta a carico di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri (inchiesta poi archiviata per Berlusconi, ma proseguita fino alla condanna per Dell’Utri) per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro della mafia, i conti correnti di Silvio Berlusconi e tutta la documentazione relativa alle 25 “Holding Italiana” che custodiscono il capitale della Fininvest. I pm Antonio Ingroia e Nico Gozzo hanno spedito la Dia a Milano per ricostruire i finanziamenti alle Holding Italiana a cavallo tra gli anni 70 e 80, quando il finanziere Filippo Alberto Rapisarda, ex amico e poi accusatore di Dell’Utri, fa risalire i presunti investimenti miliardari del capo della mafia Stefano Bontade nell’avventura televisiva di Berlusconi.

  • Alla richiesta di vedere le carte della Rasini l’ufficio legale della Popolare di Lodi cade, o finge di cadere, dalle nuvole: “Della Rasini e dei conti Fininvest non ci risulta nulla”. A quel punto il consulente della Procura Francesco Giuffrida, vicedirettore della Banca d’Italia a Palermo, tira fuori un estratto conto dimostrante l’esistenza di alcuni conti correnti intestati a Berlusconi o riferibili alla Fininvest presso la Rasini. A qualcuno dei banchieri lodigiani finalmente torna un pochino di memoria: “Ci deve essere un archivista in pensione che sa qualcosa”. Trovato l’archivista, visita con agenti e consulente all’ultimo piano della banca, dove si trovano gli archivi della Rasini, che sono sotto voci alquanto fantasiose, come ad esempio, parrucchiere, estetista e simili. E qui salta fuori almeno una parte di quello che gli inquirenti cercavano: la documentazione delle Holding Italiana. Si scopre che le Holding non sono 25, ma 38. Si scopre anche un patrimonio parallele di Berlusconi: 105 libretti al portatore accesi presso il Monte dei Paschi di Siena, la Banca Popolare di Abbiategrasso, la Comit e la solita Rasini. Tra l’88 e il ’95 i libretti, materialmente in possesso di Giuseppino Scabini (che amministra il patrimonio personale di Berlusconi), registrano movimentazioni per 130 miliardi in entrata e126 in uscita.

  • Purtroppo gli archivi sono ampiamente incompleti, con la conseguenza che la Dia e il consulente Giuffrida dovranno arrendersi di fronte alla anomalia di vari finanziamenti, non riuscendo a ricostruire la provenienza di almeno 113 miliardi di lire negli anni 70, una quarantina dei quali addirittura in contanti. Colpa, diranno i pm al processo Dell’Utri, della condotta poco collaborativi della Bpl. Ma non solo di questa banca, ma anche dell’altra banca con cui la prima Fininvest condusse gran parte delle sue operazioni: la Bnl, tramite le fiduciarie Saf e Servizio Italia e la sua banca d’affari a medio termine, la Efibanca, quella che abbiamo già visto. La teste “Alfa”, Stefania Ariosto, racconta che Cesare Previti le parlò di “fondi illimitati” a disposizione di Berlusconi presso Efibanca per corrompere i giudici romani. E l’Efibanca finisce nel 1999, guarda un po’, pure lei nella Banca Popolare di Lodi del rag. Gian Piero Fiorani.

  • Ma chi è Gian Piero Fiorani? Fiorani entra nella Bpl nel 1978 con un semplice diploma di ragioneria, per laurearsi solo nel 1990 in Scienze Politiche. Inizia la sua arrampicata gestendo due affari molto delicati: uno è la ristrutturazione del gruppo bancario in Sicilia, inglobando ben cinque banche sicule e facendo così della Lodi la seconda banca dell’isola; l’altro è appunto l’ingresso nella Rasini, prima con una partecipazione di controllo, poi con la fusione, inglobandone patrimonio, clientela e archivi. Quegli archivi. Ma nel 1998 aveva inglobato pure la Bipielle Suisse che, però, prima si chiamava Adamas, prima di chiamarsi a sua volta Albis, di cui l’azionista di maggioranza era la Fimo, ve la ricordate?, considerata la sentinella della finanza criminale italiana, utilizzata da tangentisti e narcotrafficanti, poi diventata Conscor. E’ proprio vero che tutto, gira e rigira, torna. Il rag. Gian Piero Fiorani qualche attinenza ha con il cav. Silvio Berlusconi, tanto per cambiare.

    • vanno registrate due operazioni di concentrazione tra istituti di credito. Nel primo caso si tratta della fusione per incorporazione nella Banca Popolare di Lodi della Banca Industriale Gallaratese, della Banca Rasini e della Eurofinanz Investimenti e Partecipazioni. La fusione sarà operativa da domani.
    • quel 5 giugno 2008, con la regia del gentiluomo di Sua Santità Gianni Letta e del segretario di Stato Tarcisio Bertone, Silvio Berlusconi e Joseph Alois Ratzinger siglarono un patto d’ acciaio tra il governo italiano in carica da un mese e il papato
    • quel patto difensivo-offensivo ha già dato risultati straordinari per i contraenti, tanto da indurre il presidente della Camera Gianfranco Finia tentare di smarcarsi dal berlusconismo anche in nome della laicità dello Stato
    • Quella partnership consolidata recentemente con il Papa, in realtà viene da lontano, come documenta con dovizia di prove un libro-inchiesta di Ferruccio Pinotti e Udo Gümpel, intitolato per l’ appunto L’ unto del Signore in uscita per la Bur il 3 di giugno
    • Francesco Cossiga: «Alla Chiesa cattolica – ha detto intervistato dagli autori – che uno vada in chiesa o meno non importa molto: se devo fare un contratto, una società, come amico mi scelgo uno che abbia le mie stesse idee religiose, ma se questo cristiano non capisce nulla di finanza e dall’ altra parte c’ è un massone che capisce di finanza, con chi crede che faccia la società? La Chiesa guarda al concreto».
    • Il giovane Silvio, studi al liceo Sant’ Ambrogio dei Salesiani e frequentazione di Torrescalla, residenza universitaria milanese dell’ Opus Dei, dove conobbe Marcello dell’ Utri, fa i primi passi di imprenditore edile con l’ aiuto della Banca Rasini. Investendo una parte dei primi guadagni, fonda la squadra di calcio Torrescalla-Edilnord targata Opus Dei: lui presidente, l’ amico palermitano allenatore e il fratello Paolo centravanti.
    • Alla Rasini il padre Luigi da semplice impiegato è diventato direttore. Questa banca, con un solo sportello a Milano in piazza dei Mercanti, era alternativamente definita «Vatican bank», «Sportello della mafia» o « Banca di Andreotti». E’ stata in realtà tutte queste cose prima di finire nel 1992 dentro la Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani, l’ uomo che sussurrava ad Antonio Fazio, pio governatore della Banca d’ Italia e legionario di Cristo.
    • Dagli anni Sessanta e fino al blitz antimafia del 14 febbraio 1983 che portò all’ arresto del direttore Antonio Vecchione, succeduto a Berlusconi senior, e di un gruppo di imprenditori legati ai clan Fidanzati, Bono e Gaeta, era in quello sportello a due passi dal Duomo il crocevia degli interessi di Cosa Nostra e del Vaticano.
    • La maggioranza azionaria era passata dai Rasini a Giuseppe Azzaretto, nato e Misilmeri nei pressi di Palermo, cavaliere di Malta e commendatore del Santo Sepolcro, che aveva nominato presidente Carlo Nasalli Rocca, anche lui cavaliere di Malta e fratello del cardinale Mario Nasalli Rocca. Ma si diceva che l’ effettivo controllo fosse di Giulio Andreotti, come conferma Ezio Cartotto, ex dirigente democristiano che con Dell’ Utri partecipò alla fondazione di Forza Italia.
    • Dario Azzaretto racconta: «Andreotti è stato per la mia famiglia un grande amico e lo è tuttora», tanto che per anni ha trascorso le vacanze nella loro villa in Costa Azzurra. Ma i misteri della Rasini, passata negli anni Ottanta anche per le mani dell’ imprenditore andreottiano Nino Rovelli, non sono finiti qui.
    • Dietro c’ erano tre fiduciarie basate in Liechtenstein e amministrate dal gentiluomo di Sua Santità e gran croce dell’ Ordine papale di San Gregorio Herbert Batliner, re dell’ offshore, gnomo degli gnomi plurinquisito, che nel 2006 regalò un organo del valore di 730 mila euro a papa Ratzinger.
    • Non mi pare – risponde Dario Azzaretto – che Berlusconi o parenti di Berlusconi o persone vicine a Berlusconi avessero partecipazioni in società che si potevano riferire alla banca
    • Le sue operazioni con la Rasini – aggiunge – avvenivano tramite Armando Minna, membro del collegio dei sindaci e amministratore di alcune holding berlusconiane registrate come saloni di bellezza e parrucchieri.
    • Ufficialmente è nel 1975, quando i primi inquilini già abitano a Milano 2, che nasce la Fininvest. Ma la ricerca certosina degli autori dell’ Unto del signore la retrodata di almeno un anno, quando una Fininvest Ltd-Grand Cayman compare tra le società partecipate da Capitalfin, controllata a sua volta dal Banco Ambrosiano di Roberto Calvi e dall’ Istituto per le Opere di Religione.
    • Ciò che coincide con quanto dichiarato dal figlio del banchiere piduista trovato morto a Londra nel 1982 sui soldi misteriosi con cui venne costituita la Fininvest. Carlo Calvi racconta tra l’ altro che il padre, in una riunione del dicembre 1976 alle Bahamas cui era presente anche il cardinal Marcinkus, lo prese sottobraccioe gli sussurrò: «Finanzieremo le attività televisive di Silvio Berlusconi».
    • Racconta ancora Cartotto: «Dell’ Utri mi invitò a una convention di Publitalia a Montecarlo. Arrivammo nel principato con l’ aereo aziendale. Su quell’ aereo c’ eravamo io, il professor Torno e monsignor Gianfranco Ravasi. Sono convinto che Berlusconi abbia cominciato a pensare all’ ipotesi di scendere in campo nell’ autunno del 1992, proprio in occasione di quella convention. Silvio fece un discorso nel quale rilevava che il clima politico si stava facendo pesante. Disse che gli amici perdevano potere, che i nemici ne conquistavano e l’ azienda doveva attendersi momenti difficili».
    • i rapporti col Vaticano divennero quasi un’ ossessione: «Posso dire di aver avuto un piccolo ruolo anche io», vanta Cartotto: «Organizzai un incontro tra Bertone e Aldo Brancher, un ex sacerdote che ora è uno degli uomini più importanti di Forza Italia, quando il cardinale non conosceva ancora il gruppo berlusconiano
    • Il cardinale Silvio Oddi, per trent’ anni prefetto della Congregazione per il clero, assolse prontamente il Berlusconi politico dal peccato del primo divorzio. Il cardinale Camillo Ruini avallò
    • Il 30 giugno 2008, tre settimane dopo l’ incontro Ratzinger – Berlusconi, il governo confeziona il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche che prevede una disciplina ad hoc per gli ecclesiastici. Se si intercetta un prete bisognerà avvertire il suo vescovo, se si intercetta il vescovo il segretario di Stato vaticano. E se si intercetta il papa? Opzione non prevista.
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