Pugliagate: micro conflitti d’interesse e convenienze politiche.

Insomma, il caso del sen. Tedesco lascia esterrefatti: diventa senatore quando ormai tutti sanno i suoi guai con la giustizia. Tedesco è immerso fino al collo in un bel conflitto d’interesse, eppure continuano a spalleggiarlo, con tanto di dispiegamento di forze (D’Alema, Latorre) – solo Italia dei Valori ne denunciò il caso già nel 2007, ma fu zittita. Vendola scarica il barile, finge di non sapere, di essere all’oscuro, ma i suoi assessori, i suoi amministratori erano già corrotti, già portatori del germe dell’illegalità. Tedesco viene candidato al Senato grazie alla buona dote di voti che è in grado di rastrellare in Puglia, grazie alla sua rete clientelare, e questo in Segreteria al PD lo sanno bene e ne accettano la candidatura nel 2008. E’ solo convenienza di numeri, nessuno si preoccupa del suo valore politico-morale.
Di questo bisognerà render conto alla attuale segreteria, alla attuale direzione del PD, una volta giunti a Congresso.
Marino in Commissione parlamentare d’Inchiesta sul SSN ha avviato per tramite dei sen. Biancone e Cosentino un indagine sui fenomeni di corruzione che interessano il SSN stesso. Il programma dell’inchiesta è stato discusso lo scorso 31 Luglio in seduta segreta: per ora si conosce solo il fatto che l’esame del programma è stato svolto e il programma è stato approvato. Con lo svolgersi delle audizioni capiremo cosa questa Commissione sarà in grado di accertare rispetto a quanto già si sa e a quanto emergerà dall’inchiesta giudiziaria. Certamente si troveranno a parlare di corruzione diffusa e di traversalità politica. Fatto che ripropone per il PD la centralità della questione morale.

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    • una domanda tutta politica: il governatore poteva non rendersi conto di quanto gli accadeva intorno?
    • L’inchiesta della Digeronimo parte da una serie di minacce e attentati subiti da un giornalista di una radio privata, Alessio Dipalo, che dai microfoni di Radio Regio metteva alla berlina i potentati del paese e muoveva contro la Tradeco accuse di ogni tipo.
    • Dipalo prima è stato blandito dagli uomini di Colummella con offerte di lavoro. Poi si è incontrato con lui, dopo le pressanti richieste di un boss dei clan locali, e ha visto il cognato dell’imprenditore dei rifiuti, un maggiorente del Pd di Altamura, fare pressioni perché l’emittente cessasse la sua campagna.
    • nel luglio 2006, subito dopo aver denunciato con un collega, Cosimo Forina, come la Tradeco stesse per aprire una nuova discarica proprio accanto a un sito archeologico, è stato prima pestato a sangue da due malavitosi (uno dei quali oggi pentito) e poi, una mattina, ha ritrovato la propria auto distrutta dalle fiamme.
    • Dipalo si è trasformato in testimone. Ha raccontato al pm Digeronimo come, secondo lui, funzionava e funziona il sistema Tradeco.
    • Colummella da semplice meccanico fosse divenuto milionario, fino ad arrivare a lavorare al fianco della Cogeam del presidente di Confidustria Emma Marcegaglia nella costruzione di termovalorizzatori.
    • l’offerta di una consulenza da 20 mila euro come addetto stampa fattagli, dopo una dura polemica radiofonica sull’inquinamento del suolo, dall’ex direttore della Asl di Bari, Lea Cosentino
    • La manager costretta in luglio alle dimissioni da Vendola dopo che il suo nome era comparso in un’indagine sugli ospedali pugliesi.
    • Il giornalista parla anche degli appoggi garantiti al big boss della Tradeco da Alberto Tedesco, l’ex assessore alla Sanità della giunta Vendola
    • Per Dipalo, che spiega come un pezzo importante dello staff del governatore – dalla sua segretaria particolare al suo portavoce – sia originario di Altamura, è impossibile che Vendola non sapesse con chi aveva a che fare.
    • "Parlo dal punto di vista politico", dice, "da quello penale, nemmeno mi interessa.
    • Ed è proprio seguendo la traccia dei rifiuti che s’imbatte nel filone della malasanità. Mette sotto controllo i telefoni e scopre i retroscena dell’assessorato. Gli appalti, le nomine dei primari, gli uomini chiave: tutto, o quasi, appare suddiviso secondo logiche politiche tra destra e sinistra. Il sistema, insomma, è trasversale.

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    • la Svim service, una società d’informatica che nel gennaio del 2008 si è aggiudicata una commessa da 49 milioni di euro: la riprogettazione del sistema informativo sanitario pugliese che la Svim già aveva in gestione.
    • L’amministratore delegato dell’azienda di servizi è Giancarlo Di Paola, il fratello di un manager già coinvolto nelle inchieste sull’ex governatore di centrodestra e attuale ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto.
    • Direttore generale, fino a qualche anno fa, era invece Francesco Saponaro, l’assessore al Bilancio della prima giunta Vendola
    • la Svim tra il 2004 e il 2005, a ridosso delle elezioni regionali, ha finanziato sia i partiti di destra che quelli di sinistra. Qualche esempio: alla Puglia prima di tutto di Fitto vanno 10 mila euro. Altri 15 mila finiscono invece nelle casse della lista dei Socialisti autonomisti del futuro assessore e oggi parlamentare del Pd, Tedesco.
    • Cinquemila euro vengono poi versati a favore di un candidato di An e 10 mila vengono addirittura spesi per Officina metropolitana, un’associazione legata al Comitato per Vendola presidente.
    • Tutto è regolare, tutto è registrato. Ma la vicenda è un altro indizio della trasversalità con cui in Puglia vengono conclusi gli affari con la pubblica amministrazione.
    • Bisogna capire se appalti e finanziamenti nascondano uno scambio di favori.
    • il caso Tedesco. Nel 2005, quando l’ex socialista era stato imposto come assessore alla Sanità dai dalemiani, Vendola non si era scandalizzato per il suo conflitto d’interessi: i familiari che allora gestivano quattro società fornitrici di protesi agli ospedali.
    • E quando l’Italia dei Valori aveva denunciato il rischio commistione tra i suoi affari privati e quelli pubblici, Vendola si era schierato dalla sua parte.
    • Peggio aveva poi fatto il Pd. Quando l’indagine sull’assessore era ormai pubblica, al Parlamento europeo era stato candidato Paolo De Castro che, una volta eletto, avrebbe lasciato la sua poltrona di senatore proprio a Tedesco, garantendogli di fatto l’immunità da un eventuale arresto.
      • Infatti Tedesco diventa a tutti gli effetti Senatore il 14 Luglio 2009, a scandalo già scoppiato. In quota dalemiana, Tedesco era stato ingraziato alla segreteria veltroniana PD dal sindaco di Bari Emiliano come garanzia di successo nel suo collegio, e figura fra i fondatori del PD in Puglia. – post by cubicamente

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