Primarie Pd, Bersani in vantaggio. Nei sondaggi.

Bersani raccoglie il 54%, dato che sarebbe sufficiente per non passare dall’Assemblea Costituente e guadagnare quell’investitura popolare che altrimenti gli mancherebbe. Ma effettivamente, rispetto al precendente sondaggio pubblicato ai primi di Luglio e realizzato da Simulation Intelligence, le posizioni restano pressoché invariate: Bersani 54% oggi contro 52% del 7-10 Luglio; Franceschini 35% contro 38%, Marino 11% contro 10%. Il dibattito delle primarie è in stallo e non sembra susciti entusiasmo nell’elettorato di riferimento. Eppure permane un dubbio sulla validità di tali rilevazioni, in quanto costruite su chi oggi si dichiara elettore del PD. Inoltre, rimane una grande fetta di elettorato che non si esprime o non sa esprimersi su uno dei tre candidati. Una fetta rilevante, pari all’80% non è certa di andare a votare. E’ su di essi che Marino deve puntare.

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    • ‘Bersani in fuga’. E’ il titolo di apertura de ‘Il Riformista’ che pubblica un sondaggio di Ipr Marketing sulla corsa alla segreteria del Pd.
    • ci sarebbero pochi dubbi sul nome del prossimo leader dei democratici: ben 20 punti infatti dividono Pierluigi Bersani da Dario Franceschini. Molto staccato, il terzo ‘incomodo’ Ignazio Marino.
    • Preoccupa invece l’affluenza ai gazebo: secondo la rilevazione di Ipr, infatti, il popolo delle primarie è in netto calo.
    • Il sondaggio dà Pierluigi Bersani al 54% delle preferenze, seguito da Franceschini al 35% e Marino all’11%
    • Tra gli elettori del Pd, solo il 22% dichiara che andrà ‘sicuramente’ a votare alle primarie
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    • Pier Luigi Bersani è in netto vantaggio su Dario Franceschini in vista delle primarie del 25 ottobre. Se si dovesse dare credito alle cifre di un sondaggio svolto da un autorevole istituto come Ipr Marketing, non dovrebbero sussistere dubbi sull’identità del prossimo segretario del Partito democratico.
    • Molto staccato Ignazio Marino, il «terzo uomo» nella corsa alla leadership.
    • Naturalmente si commetterebbe un grave errore a considerare chiusa la partita: i sondaggi sono sempre merce a rischio, tanto più se si esercitano su una platea sfuggente come quella delle primarie democratiche.
    • la partecipazione e il coinvolgimento dell’elettorato: bassi, nonostante per la prima volta non sia scontato già in partenza il nome del vincitore delle primarie
    • Dati che peraltro sono perfettamente in linea con la lunghissima fase di stallo politico vissuta dal principale partito d’opposizione,
    • Il popolo democratico, per ora, non è scaldato né avvinto dalla sfida Bersani-Franceschini-Marino. Un mese di campagna congressuale – presentazioni delle candidature, dichiarazioni d’intenti, botta e risposta mediatici – è passato senza quasi lasciare traccia.
    • Al momento solo uno su cinque tra gli elettori del partito che si dicono interessati alle primarie, e che sono ovviamente molti meno di quelli totali, si dice sicuro di volersi recare al seggio per partecipare alla scelta del nuovo segretario
    • Fa ancora più impressione il dato sull’elettorato complessivo: solo l’8 per cento ha deciso con certezza di votare il 25 ottobre
    • di questo passo, il prossimo ottobre non sarebbero raggiunti né i tre milioni e mezzo di votanti che nel 2007 legittimarono Walter Veltroni come primo segretario del Pd né, tantomeno, i quattro milioni e mezzo che alle primarie dell’Unione nel 2005 parteciparono alla designazione di Romano Prodi alla premiership
    • sebbene abbia sempre aleggiato il sospetto di un’affluenza gonfiata un po’ a spanne, le corpose file ai seggi testimoniarono in modo non smentibile – in primo luogo agli stessi dirigenti e militanti – il successo delle primarie fin qui svolte
    • Rischio aggravato dalla prospettiva che nessun candidato raggiunga la maggioranza relativa (Bersani viaggia poco sopra il filo del cinquanta per cento dei voti) e che dunque – come vuole il bizantino statuto partorito quando era in auge il «partito liquido» veltroniano – il destino delle primarie sia di essere invalidate, rimandando l’elezione del segretario all’Assemblea nazionale

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