Panorama d’epoca. Ovvero: cosa scrivo a ferragosto.

Attenzione: domani Panorama esce con lo scoop! In Puglia D’Alema accusato di aver ricevuto una tangente di 20 milioni. Sì, ma di lire. Panorama non sa che scrivere e allora ripesca negli archivi il proprio scoop del lontano 1985! Quand D’Alema era segretario regionale in Puglia. Oppure legge Wikipedia.
E stasera Affari Italiani riporta le notizie fresche avanzando un’ipotesi terribile: lo scandalo che coinvolge la giunta Vendola avrebbe un precedente!
Stiamo scemando nel ridicolo. E Panorama farebbe a chiudere per ferie.

  • Finanziamento illecito ai partiti

  • Secondo un’inchiesta di Panorama, nel 1985 Massimo D’Alema, allora segretario regionale del P.C.I. in Puglia avrebbe intascato 20 milioni di lire per il partito da parte di Francesco Cavallari, imprenditore barese, "re" delle case di cura riunite. L’episodio sarebbe stato ammesso anche da D’Alema in sede processuale, ed infatti stando a quanto riportato da Panorama il giudice Russi nel decreto di archiviazione del caso avrebbe aggiunto le seguenti considerazioni: "Uno degli episodi di illecito finanziario, e cioè la corresponsione di un contributo di 20 milioni in favore del Pci, ha trovato sostanziale conferma, pur nella diversità di alcuni elementi marginali, nella leale dichiarazione dell’onorevole D’Alema (…)".L’inchiesta sottolinea inoltre come all’epoca dei fatti la vicenda non avesse trovato spazio sulla stampa.

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    • Il presunto intreccio tra politica e affari nella sanità pugliese, sulla quale sta indagando la Procura di Bari, avrebbe un precedente che risale a 15 anni fa.
    • Lo sostiene nel prossimo numero di Panorama, in edicola venerdì 14 agosto, Francesco Cavallari, ex re delle cliniche private baresi, arrestato nel 1994, che nel giugno 1995 patteggiò la pena di 22 mesi per associazione mafiosa e alcuni episodi di corruzione.
    • Tra le dazioni di danaro a cui fa cenno Cavallari, ce n’è una di 20 milioni di lire che l’ex re delle cliniche private dice di aver fatto a Massimo D’Alema, ma i pm baresi chiesero e ottennero l’archiviazione dell’accusa per finanziamento illecito ai partiti. Cavallari ricorda: "Io consegnai personalmente a D’Alema 20 milioni in contanti in una busta bianca durante una cena a casa mia.
    • In altre due occasioni gli diedi due finanziamenti da 15 milioni che gli portai al consiglio regionale. Successivamente gli feci avere altre due tranche sempre da 15: in tutto 80 milioni di lire
    • I rapporti fra Cavallari e l’ex premier iniziano a metà degli anni Ottanta e durano diversi mesi. "Fu Antonio Ricco, commercialista e direttore generale delle mie cliniche, oggi consulente personale del sindaco Emiliano (Ricco è indagato per corruzione in un’inchiesta sulla costruzione del centro direzionale San Paolo, ndr), a presentarmelo: andava in giro a chiedere soldi per conto del Partito comunista
    • Cavallari incontrò il funzionario più volte: "Io, nel chiarire la mia posizione a Maritati, spiegai che D’Alema mi era stato molto utile nei rapporti con la Cgil. Dal momento in cui sono iniziate le dazioni di danaro io non sono più stato attaccato violentemente dal sindacato, il rapporto è diventato più collaborativo e garbato

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