Ritorno alla politica. Rivoltare il paradigma autoritativo.

L’autorità non promana dall’alto. Preso atto di questo, si deve tornare a riaffermarlo nella dimensione pubblica. La sovranità appartiene al popolo. Non solo nell’atto meccanico del voto alle urne. Il popolo si deve fare partecipativo. Deve occuparsi della cosa pubblica. In primis, tornando a formarsi una opinione non in forma acritica bensì attraverso la mediazione dei diversi punti di vista che, liberamente, si confrontano.
Il congresso PD è una possibilità, le primarie sono il mezzo col quale riappropriarsi della politica. Ma quel che è necessario, non è solo un ricambio nella classe dirigente – del partito e del paese; risulta primaria l’esigenza di un cambio di modalità, di modus operandi, di etica politica.

Oggi non serve una persona nuova: serve una politica nuova e un nuovo metodo di concepire la politica (Ignazio Marino).

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    • Il regime nel quale viviamo fa schifo. È un regime corrotto a livelli africani, clientelare, nepotistico, arrogante, impunito, e anche violento, perché si sta attrezzando per sopprimere il dissenso.
    • Molti di noi scendono in campo, come facevano da giovani. Si costituiscono nuovi gruppi, e ciascun gruppo elabora un proprio libro dei sogni, fatto di lotte senza quartiere
    • In definitiva, ciascun gruppo propone se stesso come classe dirigente. Ergo, quei gruppi che prevarranno sono destinati per una legge di natura a tradire il proprio mandato. Lo dicono 30 secoli di storia. Come tutti i rivoluzionari della storia, anteporranno il mantenimento e la crescita neoplastica del proprio potere alle ragioni che in origine li spinsero a scendere in campo
    • Noi non vogliamo, non dobbiamo diventare classe dirigente. Vogliamo che gli eletti siano riportati alla loro dimensione originaria: semplici e umili funzionar
    • C’è una cosa semplicissima che nessuno considera, perché il regime ha cancellato questa semplice nozione dall’istruzione pubblica e dai mezzi di informazione. La nozione è la seguente: è lo stato che esiste per servire i Cittadini, non i cittadini per servire lo Stato
    • È talmente semplice che ci frustra e ci sbalordisce il fatto di non averci mai pensato e di non averlo mai sentito dire da nessuno
    • La stella polare è una, e da essa discendono tutti gli altri punti di repere sulla mappa, che si parli di protezione dell’ambiente, di sviluppo sostenibile, di lotta agli abusi edilizî o altro. Il punto cruciale si chiama SOVRANITÀ POPOLARE.
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      C’è un tallone d’Achille nel regime. Dobbiamo sfruttarlo.

      Federiamoci e lavoriamo insieme per dare vita a questa sbalorditiva ovvietà.

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