Cuffaro risponde a Marino. Nuove infamie. E Loiero in Calabria nega l’evidenza della questione morale.

Loiero, il governatore della Calabria, ha avuto il coraggio di affermare che non esiste la questione morale. Certo è che – detto da un presidente la cui politica sanitaria ha prodotto un deficit di 1,7 miliardi di euro e disservizi tali da sfociare nei casi terribili di malasanità, di pazienti morti per incapacità del personale medico o per mancanza di attrezzature idonee o di posti letto – oramai è il dilagare dell’ipocrisia.
Pensate che tal Totò Cuffaro, ex presidente della regione Sicilia, oggi senatore ma anche condannato in primo grado per favoreggiamento alla mafia e rivelazione del segreto d’ufficio, l’uomo dei cannoli, si è cimentato in una risposta alle dichiarazioni di ieri di Ignazio Marino a Genova sulla possibilità di una allenaza PD-UDC. Cuffaro non può che tornare alle vicende ISMETT. E si ricorda ora – lo smemorato – che Marino chiedeva sostegno contro i "cattivoni" americani. Non è andata proprio così, vero Cuffaro? Cosa fece il presidente Cuffaro per sostenere l’opera del chirurgo Marino? Perché fu Marino ad andarsene?
Domande che su Yes, political! hanno già una risposta (cercate nei tag ignazio marino e cuffaro).
E’ però bene leggere le sue dichiarazioni per diffidare di chi propone alleanze con il suo partito, che ancor oggi è retto da un segretario che lo definì "perseguitato politico".

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    • Ricorrere alla morale kantiana e agli aneddoti di un grande giornalista qual è stato Montanelli, per eludere una domanda ed insinuare le presunte immoralità di altri, è un esercizio di retorica che, a fine agosto con la temperatura a 34°, si trascina stancamente ed ha il sapore di chi sta ripetendo la lezioncina in vista degli esami di riparazione.
    • Questione morale, caro Presidente è aver detto, all’indomani della morte di Federica Monteleone “su Vibo tolleranza zero” e apprendere qualche giorno fa dal Direttore Generale di quell’Azienda Ospedaliera, che i lavori di adeguamento (ad oggi non ancora finiti) agli standard minimi di sicurezza, sono stati eseguiti con i soldi del bilancio dell’Azienda Ospedaliera Jazzolino mentre la Regione Calabria non ha ancora dato un solo centesimo!!!
    • Questione morale, caro Presidente è:
      1) non avere ancora adottato il Piano Sanitario regionale benché approvato dalla Giunta ormai da alcuni anni;
    • 2) non avere detto quali fra gli ospedali della piana di Gioia Tauro, della Locride e delle altre zone della Calabria, saranno chiusi a fronte della costruzione dei nuovi quattro ospedali;
    • 3) Questione morale è il sistema di annullamento delle competenze mediche, di sfruttamento dello stato di bisogno di medici e di infermieri precari, con la trimestralizzazione dei loro incarichi così da controllare il loro voto “a vista”! Nessun concorso per nuovi primari o medici specialisti e reparti lasciati alla diligenza e lungimiranza dei molti operatori sanitari che ancora hanno il coraggio di rischiare la loro incolumità personale lavorando in un sistema sanitario pubblico dolosamente schizofrenico. Intanto i casi di diagnosi errate e di imperizia sono la causa principale di morte per mala sanità.
    • 4) Questione morale è prendere atto che anche con l’Istituto Papa Giovanni la Politica ha fallito, perché troppo distratta a concludere affari per alimentare la propria longevità politica. Ed è questione morale concludere che il problema è stato risolto non dalla politica ma dall’intervento propiziatorio della magistratura che, in Calabria ormai, deve sostituirsi al sistema politico con regolarità e puntualità, e non come extrema ratio.
    • 5) Questione morale è avere nominato quali Presidenti e Direttori Generali, in Aziende Ospedaliere, ASL/ASP, Arpacal, Asi ecc. ecc., uomini di fede che oggi si sono dimessi dagli incarichi per potersi candidare alle Regionali a sostegno della candidatura del Presidente! Ed è questione morale il fatto che Lei e i suoi uomini ritengono tali pratiche assolutamente normali!!
    • 6) Questione morale è avere assistito inermi al sacco del nostro territorio con la depurazione affidata a società consortili, la raccolta differenziata a società miste che, utilizzate non secondo criteri aziendali, ma clientelari, hanno determinato la morte dell’ambiente calabrese, il disastro economico di tutto l’indotto e l’affossamento dell’unico sviluppo possibile: quello turistico. Questione morale è non volere affrontare argomenti di nome Gerica, Smeco, Acquereggine, Alto Tirreno Cosentino, Appennino Paolano, Pollino SpA, Vallecrati, ecc. ecc. ecc
    • 7) Questione morale significa non avere il coraggio di parlare del fallimento della politica economica regionale che negli ultimi venti anni ha usato in modo improprio strumenti societari e legislativi che mentre altrove sono stati di successo, in Calabria sono serviti soltanto per creare un sistema di potere spaventoso e che ha foraggiato, attraverso i fondi pubblici provenienti anche dalle gestioni Commissariali in capo alle Presidenze del Consiglio dei Ministri di Berlusconi-Prodi-Berlusconi, le segreterie dei partiti di tutto l’arco costituzionale, quasi nessuno escluso
    • 8) Questione morale significa leggere quotidianamente le gravi accuse di brogli, di violazione delle regole democratiche, di uso dei fondi regionali in modo clientelare, che un Suo assessore e sostenitore della mozione lancia al Presidente del Consiglio Regionale che sostiene la Sua Giunta e che sostiene la sua stessa mozione congressuale, senza registrare un suo cenno di riscontro o di richiesta di chiarimento al Presidente Bova o all’assessore Naccari!
    • 9) Questione morale è avere deluso le aspettative di quanti abbiamo votato Lei e questa giunta nella convinzione che sarebbe stato il riscatto della buona calabresità, e accorgerci di essere stati comunque governati con gli stessi metodi e dagli stessi poteri forti della Giunta Chiaravalloti!
    • 10) Questione morale è apprendere che si continua da più parti ad attribuire al congresso del PD e alla sana e naturale dialettica congressuale, e non già al fallimento di un’intera classe politica e di un’azione di governo, la responsabilità di questo indecoroso spettacolo della fine di un basso impero!!
    • Fernanda Gigliotti – Candidata alla Seg. Reg. del PD – Mozione Marino
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    • "Da mago dei trapianti a mago della comunicazione creativa il passo sembra essere stato breve per Ignazio Marino che dal suo cappello a cilindro tira fuori, oggi, un ottimo miscuglio di mezze verità, dichiarazioni ad effetto, populistici programmi fuori tempo e qualche dimostrazione di artificiale cattiva memoria". Lo dice il senatore dell’Udc, Totò Cuffaro
    • "D’altronde fin dai tempi di Palermo – aggiunge – sappiamo si fosse autonominato supervisore della pubbliche relazioni dell’Ismett oltre che amministratore delegato e frequentasse, invece, poco le corsie.
    • Eppure non era così che si comportava il novello moralizzatore Ignazio Marino quando, direttore dell’Ismett, veniva a chiedere alla Regione siciliana, che allora presiedevo, protezione contro quei cattivoni americani che volevano silurarlo constestandogli l’incasso di rimborsi gonfiati".
    • Aggiunge Cuffaro: "Allora, ricordo bene, non provava ribrezzo e non lanciava anatemi e filtri magici contro me e l’Udc, nel chiedere aiuto e sostegno".
    • "Nonostante la caduta di stile – conclude Cuffaro – auguro a Marino di vincere la sua sfida per la segreteria del Pd. Solo con una guida spregiudicata, improntata alla distruzione più che alla costruzione, allo scontro più che al dialogo ed avara di contenuti veri, come la sua si potrà garantire pace e serenità alle tante anime tormentate dello stesso Pd"

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