Alleanza PD-UDC? Chi dice di essere d’accordo? La sanità di Gramazio.

Secondo l’Unità, ieri la segreteria – allargata a Bersani e Marino – avrebbe raggiunto un accordo sulle future alleanze. E scrivono che si tratta di una finestra aperta all’UDC.
Ma in realtà si è deciso di costruire, per le prossime elezioni regionali, "alleanze democratiche più larghe possibili", non esplcitamento con l’UDC. Si è deciso di realizzarle con lo strumento, previsto dallo Statuto, delle primarie di colazione. Va da sé che i partiti che stringono alleanza con il PD, devono concordare sul metodo. Se non accettassero le primarie di coalizione, l’alleanza non si potrebbe fare. Stando alle regole attuali.
Viceversa, il tema della libertà d’informazione è stato raccolto e posto all’ordine del giorno. Il PD parteciperà alla manifestazione di piazza del 12 settembre, in sieme a IDV e PRC, Sinistra e Libertà ecc.
Intanto, il sen. Gramazio ritorna a lamentare l’intervento di Marino in Commissione speciale d’inchiesta, a seguito dei nuovi episodi di malasanità. L’attivissimo senatore è lo stesso che ha firmato il DDL 1654 di modifica dell’art. 75 della Costituzione che introduce lo strumento di democrazia diretta del referendum, nel senso di alzare ulteriorimente la soglia di firme (da 500000 a 1000000!) e il numero dei consigli regionali (da 5 a 10). Non perde tempo, il senatore Gramazio. Che tempestività. In ogni caso, Marino già più volte – durante il suo tour per il paese – è entrato nel merito del problema, qui si riporta parte del discorso di Lamezia Terme.

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    • Svolta sulle alleanze e pieno sostegno alla manifestazione in difesa della libertà di stampa
    • La segreteria allargata ai rappresentanti delle tre mozioni congressuali si chiude con due risultati non da poco
    • sono stati assunti due principi politicamente rilevanti: si dovranno costruire «le più larghe alleanze democratiche», spiega il responsabile dell’Organizzazione Maurizio Migliavacca uscendo dal Nazareno, e i candidati si sceglieranno attraverso primarie di coalizione.
    • e Walter Veltroni dice in un’intervista a Radio2 che «Franceschini e Bersani hanno prospettive politiche abbastanza diverse», perché l’attuale segretario «è più “bipolarista”» e l’ex ministro «più legato a un’idea di Pd, propenso a un sistema di alleanze, come in passato»
    • «con lui che sarebbe più probabile un avvicinamento all’Udc»
    • l’incontro di ieri segna un’evidente correzione di rotta rispetto alla «vocazione maggioritaria» di veltroniana memoria
    • le decisioni sono state assunte in base a proposte avanzate dallo stesso Franceschini,come rivela Piero Fassino definendo «curioso che una singola mozione cerchi di mettere il cappello su decisioni comuni», dopo che Penati è uscito dall’incontro dicendosi «soddisfatto» perché le scelte prese «vanno nella direzione auspicata dalla mozione Bersani».
    • DIALOGO CON L’UDC: La decisione di come andare alle singole sfide locali verrà presa insieme ai segretari regionali
    • saranno i vincitori delle primarie del 25 ottobre a giocare un ruolo determinante. Il dialogo con l’Udc è comunque avviato, dopo il no di Casini alla proposta del Pdl di un accordo su base nazionale
    • In Liguria sembra che l’accordo sia già fatto: Beppe Fioroni e Lorenzo Cesa, dopo il faccia a faccia alla Festa del Pd di Genova, hanno continuato il discorso in privato anche insieme a Claudio Burlando
    • IN PIAZZA PER L’INFORMAZIONE: Vista l’escalation di attacchi all’informazione, la Federazione della stampa potrebbe decidere di accelerare e dare appuntamento per sabato 12.
    • Il Pd preferisce far presto e oltre che aderire (così come hanno fatto Idv, Prc e SeL) ha lanciato un messaggio proprio con la segreteria allargata di ieri, facendo sapere per bocca di Migliavacca che il partito è «pronto a dare il massimo sostegno politico e organizzativo».
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    • “Ecco la scuola pubblica che vuole il ministro Gelmini: 57 mila persone tra insegnanti e personale ausiliario senza lavoro, caos nelle graduatorie, donne e uomini costretti a forme di protesta estreme”. Lo dice Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Partito democratico, che aggiunge: “Donne e uomini che stanno chiedendo semplicemente di poter lavorare sul piu’ importante patrimonio di cui l’Italia dispone: i nostri ragazzi e la loro formazione, la loro cultura, il diritto allo studio per tutti. E’ questo il modo in cui il Governo affronta la crisi? Le iniziative di protesta si allargano a macchia d’olio, da Trapani a Venezia, da Piacenza a Roma. Bisogna intervenire facendo sentire chiara e forte la nostra voce. E bisogna farlo avviando una grande riflessione su tutti i temi che la scuola comprende, coinvolgendo, oltre ai lavoratori anche i tanti cittadini che non accettano questo modo irresponsabile di far pagare la crisi a categorie gia’ impoverite e umiliate. Questa deve essere una delle priorita’ del Partito democratico”.
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    • Il senatore Domenico Gramazio, componente per il Pdl della Commissione d’indagine sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale ha chiesto nei giorni scorsi la convocazione della Commissione Speciale.
    • ”Davanti al silenzio del presidente della Commissione stessa, senatore Ignazio Marino – scrive Gramazio – piu’ impegnato nel dibattito congressuale all’interno del Pd e nel lanciare apprezzamenti moralistici nei riguardi di personalita’ del governo nazionale e di direttori di grandi quotidiani nazionali, non si e’ accorto quale presidente di una Commissione speciale che nel passato mese di agosto e nei primi giorni di settembre 7 cittadini italiani ricoverati d’urgenza in strutture italiane sono deceduti per mala sanita”’.
    • ”Se detta convocazione non sara’ effettuata, con le prerogative che ha il presidente del Senato – conclude Gramazio – sciolga la Commissione stessa che non ottempera alle disposizioni del decreto istitutivo”.
  • Sulla sanità – Ignazio Marino – 22/08/2009, mentre Gramazio non diceva niente.
    ‘La situazione è critica. Pero’ ci sono delle cose semplici che si possono fare’.
    ‘Sono rimasto molto turbato prima di tutto come medico e poi come padre, quando, occupandomi da presidente della Commissione sanità, della morte drammatica di Eva Ruscio per una tonsillectomia, mi sono reso conto dal resoconto dei Nas che dei tre otorinolaringoiatri che si occupavano a rotazione della vigilanza, nessuno aveva nel suo curriculum una tracheotomia’.
    ‘Queste sono cose davvero semplici da risolvere. Non c’è  bisogno di grandi riforme e di grandi fondi. Basta, ad esempio, che il Presidente della Regione decida che nel momento in cui si assume una persona, il primario firmi un documento, così come avviene in tante Università e in Centri ospedalieri nel resto del mondo, che attesti il curriculum del medico. Nella mia università, a Jefferson, negli Stati Uniti, io posso fare un trapianto di fegato ma non posso eseguire un intervento per emorroidi perchè effettivamente non lo so fare’.

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