Commissione Marino da lunedì in Puglia. Lo scandalo sanità s’allarga.

L’indagine condotta da Digeronimo/Nicastro ha disvelato oramai la presenza di un livello superiore. Il denaro delle tangenti per gli appalti della sanità sarebbe transitato ai livelli nazionali. Il tramite, il sen. Alberto Tedesco. Ma anche altri esponenti della maggioranza di centro-sinistra.
Insomma, lo scandalo non ha ancora raggiunto l’apice. Lo raggiungerà – forse – se verranno inseriti nel registro degli indagati anche questi dirigenti nazionali, una volta appurato il loro grado di coinvolgimento e/o di informazione al riguardo di tali pratiche.
Senz’altro il giudizio politico non può che essere una condanna. Il fallimento della coalizione mostra la contingenza della questione morale. Con l’aggravante che si smerciato sui diritti degli individui, sulla sanità, su un diritto fondamentale. In Puglia come in Campania, permane l’esigenza di un profondo rinnovamento della classe politica, collusa, indistintamente intricata – insieme alla parte concorrente  – nel mondo affaristico malavitoso che orbita intorno a quel bieco personaggio che risponde al nome di Tarantini.

La Commissione d’Inchiesta sulla sanità pubblica – presieduta da Ignazio Marino – sarà da lunedì a Bari per ascoltare i giudici Digeronimo e Nicastro, onde avviare le necessarie indagini ispettive.

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    • BARI – Imprenditori e politici parlavano liberamente al telefono, facendo anche i nomi di personaggi nazionali ai quali sarebbe arrivato il denaro, frutto di un "patto criminale".
    • Si sposta così ad un livello superiore l’indagine della procura antimafia di Bari sull’intreccio fra imprenditoria e sanità regionale, nella quale sono già state indagate 16 persone e per la quale il 7 e 8 settembre prossimi sarà a Bari la commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema sanitario.
    • cinque partiti di centrosinistra, i cui referenti avrebbero dovuto ricambiare il denaro ricevuto con generosi appalti
    • acquisiti bilanci e documentazione bancaria di Pd, Prc, Socialisti autonomisti dell’ex assessore regionale alla sanità Alberto Tedesco (ora senatore Pd e principale indagato), di Sinistra e Libertà (del governatore Vendola) e della Lista Emiliano, facente capo al sindaco di Bari.
    • incrociando le prime verifiche sulla documentazione con le intercettazioni delle telefonate fra Tedesco e alcuni imprenditori, sembrerebbe prendere corpo l’ipotesi che cifre a più zeri sarebbero state versate a politici regionali e nazionali.
    • Microspie, piazzate per otto mesi nella stanza dell’ex assessore alla sanità, avrebbero poi registrato altri accordi, proposti da manager disponibili a finanziare i partiti di centrosinistra in cambio di "forniture e servizi" da svolgere in regime di monopolio
    • Si tratta a questo punto di comprendere quale direzione abbia preso il flusso di denaro e da dove provenisse. L’ipotesi è che i soldi, prelevati da fondi neri delle società e occultati sotto false voci in bilancio, sarebbero stati dati ai politici locali e, in un successivo momento, sarebbero transitati nelle disponibilità dei referenti nazionali
    • la gestione dell’attività sarebbe stata spartita fra Alberto Tedesco e dirigenti e funzionari apparentemente fedeli all’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, lo stesso che avrebbe gestito un giro di escort portate anche a Palazzo Grazioli.
    • La "società" fra Tarantini e Tedesco si sarebbe poi infranta sulla reciproca concorrenza nella fornitura di protesi sanitarie in tutta la regione. E non sarebbe un caso che, come emerge dalle indagini, le nomine dei direttori generali della Asl venivano fatte su indicazione dello stesso ex assessore seguendo logiche di ritorno elettorale. Egualmente, gli appalti sarebbero stati affidati a chi era in grado di garantire un numero congruo di voti.
    • Ne parleranno martedì in Prefettura a Bari, dinanzi ai senatori della commissione, i pm titolari delle due più grosse inchieste: Desirée Digeronimo e Lorenzo Nicastro
    • scoperto un nuovo triangolo sesso, affari e politica, nel quale sarebbe coinvolto Tarantini e un altro ex assessore della prima Giunta Vendola.
    • Il politico avrebbe promesso a donne posti di lavoro e consulenze alla Regione o a Unioncamere Puglia, in cambio di prestazioni sessuali. Tra le sue accompagnatrici, anche una escort "offerta" da Tarantini, per ottenere appalti

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