Quindici congressi PD hanno votato. Chi grida vittoria?

Hanno votato. Ma si tratta solo di quindici congressi. Che valore statistico possono avere? Risposta: nessuno. Per tre ragioni:

  1. non si conosce la dislocazione territoriale di questi quindici congresi;
  2. non se ne conosce il relativo peso in termini di seggi della convenzione nazionale;
  3. i dati non sono quelli ufficiali, tant’è che ne esistono due diverse versioni.

Marino avrebbe preso tredici voti, anzi no, otto. Avrebbero votato 750 ma i voti validi sarebbero 579.

Se queste sono le premesse, il rischio sarà di avere un esito delle elezioni dei circoli apertamente in contrasto con il voto delle primarie, fatto che dimostrerebbe la cospicua distanza fra il partito stesso e la sua base elettorale. Non a caso il favorito, Bersani, avrebbe ottenuto maggiori consensi al Congresso di Comunione e Liberazione che non a casa propria.

E poi che dire del bisticcio a mezzo stampa sui numeri? Che dire della mancata trasparenza? Perché non rendere noti i dati subito? Perché attendere che si sia votato almeno nel 10% dei collegi?

Una democrazia tutta strana, questa del PD: nessun dibattito pubblico e conflitto sui dati. Non una bella figura.

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    • E’ scontro sui primi numeri del voto nei circoli del Partito democratico in vista delle primarie.
    • Il voto è appena cominciato e solo dal prossimo fine settimana si comincerà a capire la tendenza. Ma dai 15 congressi che si sono svolti in questo fine settimana, Pier Luigi Bersani è in testa rispetto a Dario Franceschini e a Ignazio Marino, hanno fatto sapere in mattinata non meglio specificate fonti dell’organizzazione del Pd. In particolare, secondo queste fonti, dei 750 iscritti (579 i voti validi), Bersani ha ottenuto 325 voti, pari al 56%, Franceschini 241 voti pari al 42% e Ignazio Marino 13 voti pari al 2%
    • Fonti del comitato Franceschini hanno poi smentito i dati resi noti in ambienti dell’organizzazione del partito. Secondo i sostenitori di Franceschini, su 826 iscritti, hanno votato in 613: Franceschini ha ottenuto 309 voti, pari al 50,4%, Pierluigi Bersani 296 voti, pari al 48,2%, e Ignazio Marino 8 voti, pari all’1,3%
    • qualcuno nell’organizzazione del partito «ha messo in giro dati prima ancora di informare i candidati dopo che si era preso l’impegno solenne per non divulgare i dati prima di aver raggiunto il 10% del totale dei congressi
    • L’ufficio stampa del Partito democratico e l’organizzazione del Pd hanno poi smentito di aver mai fornito i dati sui congressi che si stanno svolgendo nei circoli territoriali del partito. Come stabilito concordemente, afferma un comunicato, l’informazione ufficiale sui congressi avverrà solo quando si dispone dei risultati di almeno il 10% dei congressi di circoli.
    • I dati pubblicati (privi per altro di ogni attribuzione a singoli circoli e quindi anche di distribuzione territoriale) non sono da attribuire all’organizzazione del Pd.
  • ROMA, 7 SET – I congressi nei circoli del Partito democratico sono appena cominciati, ma gia’ e’ guerra di cifre fra Bersani e Franceschini. Secondo dati dell’organizzazione del Pd, dopo i 15 congressi svolti nel fine settimana, Bersani 325 voti, pari al 56%, contro i 241 di Franceschini (42%) ed i 13 di Ignazio Marino (2%). Fonti del comitato Franceswchini invece smentiscono le cifre e parlano di 309 voti all’attuale segretario (50,4%), 296 a Bersani (48,2%) e 8 a Marino (1,3%)

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