Mr b, il Re della Libia. Il sultanato è fatto. Retroscena della tv Nessma.

Già si era citato un articolo giorni fa che parlava dei rapporti fra Ben Ammar, Mr b, Gheddafi e Ben ali – presidente della Tunisia – e del dubbio se fosse avvenuto o meno questo ingresso di Gheddafi in Quinta Communications, la società di produzione cinematografica di Mr b e Ben Ammar – lo stesso Ben Ammar che siede in consiglio di amministrazione di Telecom, che ha una prelazione su LA7, non so se mi spiego.
Approfondendo la storia della Quinta Communications, ciò che sorprende è l’assoluta disinvoltura di Mr b nei rapporti con questi alquanto poco democratici presidenti. insomma, il Presidente del Consiglio ancora una volta cura i propri affari. In italia come all’estero. E lo fa con una spregiudicatezza tale da lasciare di stucco. Va in tv alla Nessma e racconta di come la sua politica sia di apertura verso i migranti. Ma in realtà il governo italiano attua una politica antiumana chiamata dei “respingimenti”. che crea non pochi problemi nei rapporti con Malta e lascia morire in mare i naufraghi. E nemmeno dice che, qualora questi migranti riuscissero a mettere piede in Italia, questi verrebbero segregati nei centri per l’identificazione e l’espulsione, oppure qualora riuscissero a farla franca, potrebbero venire fermati da una pattuglia, arrestati perché senza documenti, accusati di un reato che non hanno commesso ma che incarnano, la clandestinità, e quindi essere destinati a qualche carcere italiano dove dovranno dividere una cella 3×4 con altre sette persone.
La menzogna, Mr b, la vende in ogni paese. E in ogni paese tutti sono pronti ad assecondarlo. Ma ancora non sanno quanto questo è sbagliato. Lascia allibiti il clima di acquiescenza che gli riservano sui giornali anche in algeria – ciò si spiega solo in una mancanza di libertà d’espressione, che è l’habitat preferito da Mr b, lo vorrebbe pure in Italia.

di Merzak Tigrine

Nell’assumersi interamente il passato coloniale dell’Italia in Libia mediante le scuse che ha ufficialmente presentato al popolo libico insieme alla compensazione finanziaria, il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha indicato la strada al Presidente francese Sarkozy, che si rifiuta di fare lo stesso con l’Algeria.

Invitato sul set della televisione Nessma Maghreb, il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi si è soffermato su molte questioni politiche ed economiche che interessano la regione. Va notato che il primo ministro italiano è tornato a parlare con grande orgoglio delle sue scuse al popolo libico.

Così, ha detto: “Mi sono scusato davanti al Parlamento libico, per ogni atto compiuto dagli italiani negli anni trenta del secolo scorso, per ridurre alla loro volontà politica, una terra e un popolo che era libero. Questo non dovrebbe mai più esistere o essere accettato. Questo gesto per il popolo libico, che ho fatto spontaneamente per dovere e che mi ha restituito una emozione molto forte, che terrò per sempre nel mio cuore”. Va tutto a suo onore l’assumersi le colpe del passato coloniale dell’Italia, a differenza del suo omologo francese, Nicolas Sarkozy, che si rifiuta di fare lo stesso con l’Algeria, dove l’esercito francese ha fatto peggio in 132 anni di occupazione.

Silvio Berlusconi ha proseguito parlando delle relazioni che Roma intrattiene con i suoi vicini del Maghreb.

In questo contesto, ha detto: “Mantengo i rapporti con tutti i leader del Maghreb arabo, e li ho incontrati diverse volte. Le relazioni commerciali tra i nostri paesi sono importanti. L’Italia ha una lunga esperienza nel settore delle piccole e medie imprese. Credo che questo settore può essere la soluzione economica adatta per aumentare il tenore di vita nei paesi del Maghreb.

Parlando del possibile ruolo della televisione Nessma Maghreb, Silvio Berlusconi, che ha insistito” sulla messa in evidenza dei comuni legami che uniscono i paesi della regione cioè la cultura, la religione e la lingua “, ha aggiunto:” Questo è molto importante perché il Maghreb arabo ha bisogno di essere impegnata in un futuro comune. “Nello stesso ordine di idee, ha sottolineato che, nonostante il fatto che “alcuni paesi del Maghreb riscontrano delle controversie tra di loro. I popoli si stimano, ma senza la possibilità di promuovere la cooperazione tra di loro a cui aspirano”. Affrontando la delicata questione dell’immigrazione clandestina, Silvio Berlusconi ritiene che “con le vittime che provoca, è un atto vergognoso, che è stato commesso da organizzazioni criminali. Questi sfruttano le speranze di tutti coloro che hanno il sogno di una vita altrove”. Per porre a ciò un fine, il presidente del Consiglio italiano indica che a parte il fatto che “bisogna combattere questo, dobbiamo anche offrire maggiori opportunità e le opportunità per coloro che cercano una vita migliore attraverso l’immigrazione legale in Italia e il resto dei paesi europei. Questo tipo di immigrazione, io ci sto lavorando per incoraggiarlo “.

Infine, concluderà ricordando che “molti italiani sono emigrati soprattutto verso le Americhe. Ciò comporta il dovere di percepire coloro che vogliono emigrare in Italia con un cuore aperto e di offrire loro quando arrivano, la possibilità di trovare un lavoro, un alloggio, d’iscrivere i propri figli nelle scuole, di ricevere assistenza sanitaria in ospedali e vivere con dignità. È la politica del mio governo “.

    • “Una televisione che nasce è sempre un miracolo. Nell’epoca moderna niente può influenzare la gente come la televisione..la stampa è ben lontana dal farlo”, dice Berlusconi tutto fiero, in francese
    • La settimana scorsa Berlusconi è volato in Tunisia per incontrare il Presidente Ben Ali e visitare il set dove è stato ricostruito il villaggio siciliano di “Baaria”, il film di Tornatore che aprirà la Mostra del Cinema di Venezia e che il premier ha prodotto insieme al magnate tunisino Tarek Ben Ammar
    • Nessma TV è infatti l’ultimo affare che il premier ha messo in piedi con il magnate tunisino, già tramite fra Berlusconi e il Principe saudita Al Waleed Bin Talal –che acquistò nel 1995 una partecipazione in Mediaset, abbandonata nel 2003
    • Ben Ammar controlla inoltre il 51% di D-free, il bouquet digitale terrestre che ospita anche reti Mediaset –a suo tempo acquistò le frequenze di Sportitalia, amministrato da Angelo Codignoni, ex direttore generale della berlusconiana ‘la Cinq‘ ed ex segretario generale di Forza Italia
    • il piatto forte dell’amicizia ventennale fra Berlusconi e Ben Ammar è la Quinta Communications, creata nel 1990 dall’incontro fra i due –come celebra il sito www.quintaindustries.com -. Il gruppo Quinta, presieduto da Ben Ammar stesso, “propone un’offerta audiovisiva verticale che va dagli studios alla postproduzione passando per la produzione e la distribuzione”
    • Quinta ha coprodotto con la Lux Vide di Bernabei serie televisive importanti come La Bibbia o Gesù di Nazareth, e opere cinematografiche insieme a Dino de Laurentis.
    • un cerchio che unisce da sempre Italia e Tunisia, ma che oggi si completa con la Libia
    • Gheddafi ha speso 19 milioni di euro per sottoscrivere, in occasione di un aumento di capitale, 258,433 azioni di Quinta Communications e ottenere così una quota del 10% della società
    • la libica Lafitrade è entrata nel capitale di Quinta Communications
    • Il conduttore dello show, Fawez Ben Tmessek, ricorda alla platea araba che Berlusconi è il primo leader europeo a chiedere ufficialmente scusa per il colonialismo
    • Berlusconi precisa: “non ho presentato scuse, ho chiesto scusa davanti al Parlamento libico per la sottomissione di un popolo libero
    • Lo studio ricorda che i libici erano tutti in lacrime di fronte a queste parole, e applaude a non finire
    • Berlusconi vola a Tripoli  il 30 agosto per l’anniversario del trattato Italia-Libia e la posa della prima pietra dell’autostrada del “risarcimento”
    • Nei suoi piani per il Nord Africa –strategico per troppi motivi: sicurezza, immigrazione, gas, petrolio, etc- Berlusconi ha adesso anche la sua tribuna mediatica, dalla quale proverà ad ammaliare i maghrebini
    • non importa che Nessma sia stata un affare in perdita –esisteva sui satelliti arabi dal 2007, controllata dal gruppo tunisino dei fratelli Karaoui– e che Berlusconi e Ben Ammar abbiano annunciato a Cannes 2008 il loro aumento di capitale per arrivare al totale del 50% e dare ossigeno alla rete
    • Berlusconi sa bene che, seppur in perdita, la televisione è un investimento sul futuro.
    • “Crede che Nessma TV riuscirà a cambiare il Maghreb così come lei ha cambiato l’Italia?”, gli chiede candido il conduttore. Il progetto della rete è un “mondo arabo moderato”
    • Ben Ammar sul suo sito lo chiama il Grande Maghreb tollerante
    • sarebbe il caso di far partire le domande: di quale tolleranza parla, signor Presidente?
    • quella della Tunisia di Ben Ali
    • Una Tunisia che è fanalino di coda delle libertà d’espressione
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    • I rapporti strettissimi con Tarak Ben Ammar, il tycoon franco tunisino che potrebbe comprarsi La7
    • soprattutto una serie di dichiarazioni completamente in contrasto con la linea dei “respingimenti” degli immigrati che l’Italia sta attuando in queste settimane, con parole di apertura mai sentite sull’immigrazione.
    • Il video, finito su Youtube, è stato trovato e tradotto in italiano dal blogger Daniele Sensi, ed è diventato in pochi giorni uno dei più cliccati anche in Italia.
    • alcune uscite finalizzate evidentemente a “lisciare il pelo” al pubblico maghrebino: in particolare la presunta volontà del premier ad “aumentare i canali di ingresso legali” in Italia e a garantire ai migranti, “casa, lavoro, istruzione” , “aprendo tutti i nostri ospedali alle loro necessità”, perché “pure gli italiani sono stati emigranti, e quindi devono aprire il loro cuore a chi oggi viene in Italia”
    • nessuno dei presenti gli ha fatto notare che la linea del suo governo va nel senso esattamente contrario. Anzi, la conduttrice ha chiosato “E’ incredibile, signor presidente, non posso trattenermi dall’applaudire!”
    • La rete Nessma – per la quale Berlusconi si è speso in uno spot finale come ai tempi delle convention fininvestiane – ha un bacino di ascolto di quasi cento milioni di persone, che – con immaginabile gioia dell’alleato Bossi – ora sono convinti che l’Italia li accoglierà a braccia aperte

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