Sul confronto che non c’è. L’ultima chance per il PD.

Stamane Corradino Mineo, direttore di Rainews24, ha offerto lo spazio in tv affinché abbia luogo il tanto atteso confronto fra i tre candidati alla segreteria PD. Anche dalle pagine di l’Unità.it ci si chiede perché.
Il problema è: o qui si fa il PD, si fa il Partito Democratico per eccellenza, che pratica la democrazia come metodo, e lo fa sempre, oppure si perde di credibilità, si rinuncia all’identità che già il nome suggerisce. Che paura possono avere Franceschini e Bersani? Il confronto è fondamentale, è il pane della democrazia. Lo chiamino allora Partito delle Alleanze: risparmierebbero del tempo.

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    • Corradino Mineo, direttore di Rainews 24, ha raccolto stamane, nel corso della trasmissione “Il Caffè”, la proposta avanzata da Ignazio, presente questa mattina in studio, di organizzare un faccia a faccia con gli altri candidati alla segreteria del Pd.
    • Corradino Mineo ha già spedito una lettera a Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino offrendo la propria disponibilità a moderare l’incontro da mandare in onda in diretta su Rainews 24.
    • Questo il testo della lettera: “Nell’ipotesi che tu possa essere interessato al faccia a faccia tra i candidati alla segreteria del Pd, proposto da Ignazio Marino, Rainews 24 si offre come luogo dell’incontro e io, come conduttore. Se tale proposta dovesse interessarti, ti prego di indicarmi la persona o le persone del tuo staff con cui concordare le modalità, il piano, le regole del dibattito. Cordiali saluti. Corradino Mineo”.
  • Roma, 15 set – ”Al di la’ delle differenti posizioni politiche faccio moltissimi auguri a Ignazio Marino, ma penso che poi tornera’ ai suoi impegni”. Cosi’ Massimo D’Alema durante la presentazione del Festival della Salute, che si terra’ a Viareggio dal 24 al 27 settembre, ha commentato la candidatura alla segreteria del Pd di Ignazio Marino, che sara’ anche a capo del Comitato Scientifico del Festival, di cui, ha sottolineato D’Alema, ”sara’ il grande protagonista”.

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    • Pare che gli incontri pubblici dei tre candidati alla guida del Pd stiano andando bene ovunque.
    • un errore pensare che il percorso verso la nuova leadership ia sereno come l’orizzonte del socialismo
    • il regolamento appare almeno un po’ tortuoso
    • bisogna sottolineare che alcune vicende politiche come, per esempio, il «Vedremo…» di Rutelli davanti alla prospettiva del grande centro o la ripresa del confronto parlamentare sul testamento biologico favoriscono lo sviluppo di una dialettica che, per la forza degli argomenti, potrebbe rivelarsi particolarmente vivace
    • non si capisce come mai una formazione nuova, come il Pd, che utilizza strumenti di selezione e di elezione tipici della cultura politica americana, come le primarie, non possa garantire ai suoi iscritti ed elettori di assistere a un confronto diretto, pubblico, trasparente tra i candidati alla segreteria.
    • Hillary Clinton e Barack Obama pare si siano confrontati pubblicamente 26 o 27 volte, dandosi anche delle belle legnate. Adesso, finita la battaglia, lavorano insieme nell’amministrazione Usa.
    • se ci fosse un confronto diretto e pubblico prima della fine dei congressi si potrebbero sciogliere dubbi e incertezze, dimostrando anche la piena lealtà tra concorrenti ma solidali con lo stesso progetto
    • Invece, niente. Sembra che, al momento, nessuna di queste iniziative si possa realizzare. Il candidato che sulla carta è il più debole dei tre, cioè Ignazio Marino (nemmeno citato nella lenzuolata domenicale di Eugenio Scalfari su Repubblica, «Si ricorderà di me dopo il congresso…» assicura il chirurgo), è particolarmente ansioso di avere un confronto pubblico.
    • Una richiesta ripetuta, poi, in un’affollata assemblea alla festa democratica. Visto che non lo ascoltano, pare che Ignazio Marino stia preparando un’iniziativa clamorosa, magari ricorrendo alla sua lunga esperienza americana.

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