Il Tar boccia l’ordinanza Sacconi. Le cure mediche non possono essere imposte.

Il Tar del Lazio ha sancito la rilevanza costituzionale del diritto del paziente a essere curato nei limiti da egli stesso pretesi. E’ una questione che coinvolge il diritto di rango costituzionale della libertà personale:

Parte primaDIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI

TITOLO I – RAPPORTI CIVILI

Art. 13.

La libertà personale è inviolabile.

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

I disabili in stato vegetativo non possono essere discriminati e la loro facoltà di non avvalersi di determinate cure vale anche se non sono più in grado di esprimerla.
Di fatto la sentenza affossa il DDL Calabrò, prima che questo sia legge dello Stato. Il provvedimento di Sacconi era stato adottato con urgenza, ma era stato ricompreso, nella sua sostanza, nella bozza di legge del governo sul fine vita.
Le dichiarazioni di Vittoria Franco e Ignazio Marino.

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    • A nessuno possono essere imposte alimentazione e idratazione forzata, nè cosciente nè incosciente, e anche in caso di stato vegetativo un cittadino può esprimere ex post la propria volontà di interrompere terapie giudicate inutili, comprese proprio alimentazione e idratazione.
    • Il Tar del Lazio – accogliendo un ricorso del Movimento difesa dei Cittadini all’ordinanza Sacconi emanata lo scorso anno, nei giorni del caso Eluana – boccia di fatto la legge sul testamento biologico già approvata alla Camera e al vaglio del Senato, dove si precisa invece che alimentazione e idratazione artificiali sono atti imprescindibili che il malato in stato vegetativo non può rifiutare tramite una dichiarazione anticipata di trattamento.
    • I pazienti in stato vegetativo permanente – si legge nella sentenza – che non sono in grado di esprimere la propria volontà sulle cure loro praticate o da praticare e non devono in ogni caso essere discriminati rispetto agli altri pazienti in grado di esprimere il proprio consenso, possono, nel caso in cui loro volontà sia stata ricostruita, evitare la pratica di determinate cure mediche nei loro confronti
    • il paziente "vanta una pretesa costituzionalmente qualificata di essere curato nei termini in cui egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi
    • Il TAR, nella sentenza n. 8560/09, ha evidenziato che si tratta di questioni che coinvogono il "diritto di rango costituzionale quale è quello della libertà personale che l’art. 13 (della Costituzione, ndr) qualifica come inviolabile"
    • la convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità che impone che venga loro garantito il consenso informato
    • il Tribunale Amministrativo ha sottolineato come il rilievo costituzionale dei diritti coinvolti esclude che gli stessi possano essere compressi dall’esercizio del potere dell’autorità pubblica
    • La conseguenza è l’esclusione della giurisdizione del giudice amministrativo spettando, in caso di violazione dei principi richiamati dal TAR, al giudice ordinario garantire il pieno rispetto dei diritti della dignità e della libertà della persona.
    • Vittoria Francio, PD. "La sentenza del Tar del Lazio è
      molto importante e conferma quanto sostenuto dalla sentenza della Corte di Cassazione, sempre a proposito del caso Englaro, che stabiliva che la libertà della persona rispetto alle terapie è una libertà assoluta.
      Invece di mostrare così tanta arroganza nei confronti dei valori costituzionali emanando norme che li contraddicono e li disattendono – sottolinea Vittoria Franco – il governo farebbe bene ad avere riguardo per queste sentenze, che vanno nel senso del pieno rispetto dei principi della nostra Carta fondamentale, come è appunto il diritto all’autodeterminazione del paziente. Adesso – conclude la senatrice del Pd – ci aspettiamo che il governo e la maggioranza tengano conto di questo pronunciamento del Tar del Lazio nel processo di legiferazione sul testamento biologico".
    • Ignazio Marino, PD. "La sentenza del Tar del Lazio
      chiarisce molte ambiguità che si erano create in occasione della drammatica vicenda di Eluana Englaro. Il Tar infatti afferma che non è possibile imporre l’alimentazione e l’idratazione artificiale ad un paziente, nemmeno nel caso si trovi in stato vegetativo permanente"
    • Beppino Englaro. "Eluana vuol dire libertà pura in uno Stato di diritto. Non esiste nessuna ‘norma Englaro’: Englaro ha solo sollevato un problema davanti alla magistratura e ha avuto delle risposte, in primis mi riferisco alla sentenza della Corte Suprema di Cassazione". Così Beppino Englaro commenta le ultime dichiarazioni del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che in una nota ha ribadito l’urgenza di una ‘norma Englaro’, ovvero una leggina che ricalchi sostanzialmen¡te il disegno di legge "salva-Eluana", varato all’unani¡mità dal Consiglio dei ministri per evitare che alla donna venissero sospese le cure così come era sta¡to deciso dai giudici.

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