Ultimarie: destino di un elettore. Non contare nulla.

Vince Bersani? Coalizioni di governo (fine del PD a vocazione maggioritaria), governicchi di 30 ministri, alleanze con chi ci sta, senza vincolo programmatico, solo uniti dal collante antiberlusconiano, scandali della sanità, indagati che diventano Senatori (caso Tedesco), brogli nelle votazioni nei circoli e politica dell’acquiescenza con Mr b.
Non è un attacco a Bersani. E’ la constatazione che l’ex ministro non ha dato alcuna risposta in merito ai casi di broglio nei circoli in Calabria, al genere di alleanze che vuol stringere, alla forma del partito timido che va al governo solo grazie alle alleanze che contrae, raccogliendo intorno a sé tutte le sigle dello scibile politico, senza spiegare come metterle d’accordo. Non ha spiegato cosa vuol farne dell’istituto delle primarie, a cui – nella sua visione – possono partecipare i cittadini elettori purché iscritti all’albo, quindi in qualche modo iscritti.
Ma una cosa ha detto: il candidato alle primarie di coalizione è nominato dal gruppo dirigente. Insomma, le primarie non serviranno a scegliere il prossimo candidato presidente del consiglio. Serviranno solo a definire i rapporti interni alla coalizione.

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    • quelle del 25 ottobre potrebbero essere le ultime primarie del Pd aperte ai non iscritti
    • Questo infatti è quanto prevede in merito la mozione Bersani:

      1. Il Partito democratico è un partito di iscritti e di elettori che persegue la parità di genere nelle responsabilità politiche. La sovranità appartiene agli iscritti, che la condividono con gli elettori nelle occasioni regolate dallo statuto. Agli iscritti sono riconosciuti diritti fondamentali come la partecipazione alle decisioni ai vari livelli (anche attraverso referendum) e l’elezione degli organismi dirigenti.

    • Il Pd coinvolge gli elettori, attraverso le primarie, per selezionare le candidature alle cariche elettive con particolare riferimento alle elezioni in cui non sia presente il voto di preferenza.
    • Partecipa alle primarie di coalizione con un proprio rappresentante scelto da iscritti e organismi dirigenti.
    • Le primarie per l’elezione del segretario nazionale richiedono nuove regole ispirate a due criteri: non devono trasformarsi in un plebiscito e non possono essere distorte da altre forze politiche.
    • Le primarie vanno rese più efficaci, rendendo più chiaro il meccanismo di partecipazione. L’albo degli elettori deve essere effettivamente pubblico e certificato.
    • Traduce cortesemente Giuseppe Civati, a cui ho chiesto lumi via mail:

      «In effetti, per le cariche elettive, il Pd partecipa alle primarie di coalizione con un candidato scelto dalla dirigenza

    • Un modo simpatico per dire che si torna al vecchio modello, dal momento che il Pd con il proprio candidato, contro il candidato SL e IdV, vince di sicuro (o quasi).
    • Per quanto riguarda le primarie per il segretario, Bersani non dice chiaramente di abolirle, ma si inventa quel sistema mediato dall’iscrizione a un albo».
    • la cosa più grave è che nel dibattito in corso all’interno dei circoli del Pd «molti esponenti della mozione (Bersani), quasi tutti, sostengono che il segretario lo scelgono gli iscritti e basta»
  • Dal blog Ciwati – Pippo Civati sulle ultimarie:

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    • Torno sul tema che tanto ha fatto dibattere, sulla rete e non solo. I presentatori della mozione di Bersani sostengono che siano gli iscritti a dover scegliere il segretario nazionale: il testo della mozione è molto più sfumato, ma anche lunedì sera, a Milano, ho sentito questo argomento (e lo sento ripetere quasi dappertutto).
    • Se Bersani non è d’accordo, precisi: sarebbe utile a tutti. Altrimenti, devo dedurre che quelle del 25 ottobre saranno le ultime primarie in cui si sceglie il segretario nazionale.
    • Primarie per non farne più
    • Mi pare che ciò dispiaccia sia a Marino, sia a Franceschini e non certo (o, almeno, non solo) per motivi ‘elettorali’.
    • faccio una riflessione di carattere politico
    • Quanto all’albo degli iscritti e alla trasparenza, richiamati più volte, mi chiedo soltanto perché non sia stato condannato con la giusta durezza il sistema delle tessere, più volte denunciato da me e tanti altri
    • all’anagrafe degli iscritti sono molto favorevole, così come a quella delle primarie. Albi pubblici, però, non pre-iscrizioni, che di fatto renderebbero ancora più macchinoso il processo
    • Ai circoli tengo moltissimo, ne ho parlato diffusamente a Piombino, al Lingotto
    • abbiamo anche presentato, insieme a Sergio Gaudio e a tanti altri, l’unico documento organico dedicato ai circoli che sia stato posto all’attenzione della discussione congressuale (per il resto, devo dire, parecchio fumosa sulle modalità con cui ’strutturare’ il partito)
    • Vogliamo un partito strutturato e però anche partecipato, in cui i militanti (categoria a cui appartengo da una dozzina d’anni) siano valorizzati, ma per essere – tutti insieme, senza distinzione – al servizio degli elettori e dei cittadini
    • Preoccupati – tutti insieme, senza distinzioni – dall’idea di farli partecipare, di condividere con loro i destini e le prospettive politiche del partito
    • Chi non è d’accordo, ha le sue motivazioni, ma mi pare che questo sia il fatto politico decisivo delle prossime settimane. Non voglio che siano le ultime primarie: che mi pare anche un ossimoro, dir così, tra l’altro

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