Join the dots. Unisci i puntini. Batliner e gli gnomi del Vaticano.

Banca Rasini e gli Azzaretto, i forti legami con il Vaticano, con Andreotti. Banca Rasini e Mr b, il riciclaggio, sullo sfondo del crac del Banco Ambrosiano, l’omicidio di Calvi, la P2 e Licio Gelli, Michele Sindona, l’ombra del grande guru dell’off-shore, l’avvocato tedesco Herbert Batliner, un gran fiume di denaro e il silenzio, un gran silenzio, tutto intorno.
Ma chi è questo strano signore, Herbert Batliner, altrimenti detto "lo gnomo del Vaticano"?
Sul wikipedia tedesco, la nota su Batliner è scarna: di tutta la sua esistenza, il regalo dell’organo a canne del valore di 730mila euro a Papa Ratzinger occupa ben 7 di 18 righe, il resto sono poche informazioni sulle sue attività finanziarie, un riferimento ai suoi principali clienti, fra cui Agnelli, l’accusa di evasione fiscale per 250 milioni di euro e il patteggiamento con la giustizia, che oggi è gravemente malato. Eppure per le sue società finanziarie si sospetta siano passati i flussi del riciclaggio di denaro sporco proveniente dalla Sicilia.
Di seguito gli estratti dagli articoli di Claudia Fusani su l’Unità: l’autrice è impegnata da diversi giorni in una ricostruzione della "Silvio Story", in cui centrale è il ruolo della Banca Rasini, la banca disegnata intorno. La Fusani cita il libro di Ferruccio Pinotti e Uto Gumpel, "L’unto del Signore" (qui una recensione: http://unoenessuno.blogspot.com/2009/06/lunto-del-signore-ferruccio-pinotti-e.html).

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    • Piazza Mercanti, cinquanta metri da piazza Duomo, ieri e oggi il cuore della Milano degli affari. Bisogna tenere a mente questo indirizzo perché qui al piano terra, interni eleganti e un po’ barocchi, sono custoditi l’alfa e l’omega della fortuna e della carriera di Silvio Berlusconi.
    • un piccolo ma raffinato istituto di credito, la Banca Rasini, la preferita dall’alta borghesia meneghina
    • Luigi Berlusconi ci arriva come impiegato negli anni trenta, ne diventa direttore nel 1957, la lascia nel 1973 per seguire gli affari del figlio.
    • Il conte Carlo Rasini è, come abbiamo già visto, il primo socio in affari del venticinquenne Silvio, mette a disposizione il capitale per l’acquisto del terreno in via Alciati, offre garanzie per il prestito per la costruzione dei palazzi, fidejussioni e malleverie ancora più consistenti per la realizzazione dei mille appartamenti a Brugherio.
    • Certo è che il “nulla” da cui emerge Berlusconi ha dietro di sé la sostanza e i capitali di una banca. E allora il nodo da sciogliere è: cosa fa veramente la banca Rasini? E perchè si mette a disposizione, sulla fiducia, per operazioni immobiliari traballanti anche se poi azzeccatissime?
    • nel 1983 l’istituto resta coinvolto (il profilo penale riguarda solo il direttore generale Antonio Vecchione, il successore di Luigi Berlusconi) in un’inchiesta di riciclaggio di capitali mafiosi; tra il 1991 e il 1992 la Rasini viene acquisita e assorbita dalla Popolare di Lodi per poi scomparire del tutto.
    • Negli anni cinquanta una prima svolta: entra nella Rasini – la banca è una sas, società in accomandita semplice – la famiglia Azzaretto, siciliani di Misilmeri, con forti legami in Vaticano, con i Cavalieri di Malta e del Santo Sepolcro.
    • Nel 1973 la banca si trasforma in società per azioni e cresce il ruolo dei soci isolani
    • Nello stesso anno Luigi Berlusconi decide di pensionarsi per dare una mano al figlio già lanciato verso i piani alti dell’imprenditoria
    • Nel 1974 anche Carlo Rasini abbandona la banca, «il mondo finanziario era cambiato, estraneo a quello del conte»
    • La maggioranza del pacchetto azionario della banca passa nelle mani di Dario Azzaretto con il 29,3 per cento delle azioni. Un pacchetto consistente pari al 32,7 per cento viene gestito da tre società del Liechtenstein, la Wootz Anstalt di Eschen, la Brittener Anstalt di Mauren e la Manlands Financiere SA di Schann, tutte rappresentate da Herbert Batliner
    • Uomo d’affari e discusso mecenate, Batliner
    • Batliner non solo avrebbe “prestato” la sua consulenza a narcotrafficanti latino-americani ma anche che nel 2007 è stato riconosciuto colpevole di una maxi evasione fiscale in Germania dalla procura di Bochum
    • Batliner ha riconosciuto le sue colpe, ha accettato di pagare una sanzione di 2 milioni ed è oggi in pari con la giustizia
    • Nel 2006, nonostante non potesse mettere piede in Germania, Batliner ha avuto un permesso speciale per incontrare papa Ratzinger a Ratisbona. E donargli un organo a canne del valore di 730mila euro.
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    • torniamo in piazza Mercanti e seguiamo le sorti della microbanca Rasini
    • La Milano del boom economico poi della crisi e del terrorismo prima della Milano da bere è una città amministrata ininterrottamente dai primi anni sessanta da sindaci di area socialista, da Bucalossi fino a Pillitteri. Fino a Mani Pulite.
    • tra il 1961 e il 1972 sono inviati al soggiorno obbligato in Lombardia 372 mafiosi che costruiscono una fitta rete d’affari criminale
    • compaiono nell’informativa della Criminalpol (rapporto 0500/C.A.S del 13 aprile 1981), duecento pagine sulle indagini sulla mafia a Milano e in Lombardia e i suoi collegamenti con le famiglie siciliane e con quelle americane di Cosa Nostra
    • la notte del 14 febbraio 1983 vengono arrestati vari imprenditori perchè legati a Cosa Nostra
    • si scopre che lo sportello-gioiello di piazza Mercanti serviva come lavanderia di denaro sporco
    • In manette finiscono Giuseppe Bono, Antonio Virgilio, Salvatore Enea e Luigi Monti, tramite i quali erano diventati clienti della Banca Rasini i clan mafiosi della famiglia Fidanzati, Bono e Gaeta.
    • Virgilio e Monti hanno legami, documentati da intercettazioni telefoniche, con Vittorio Mangano
    • sul conto corrente di Antonio Virgilio transitano tra il 28 febbraio del 1980 e il 31 maggio del 1982 operazioni per quasi cinquanta miliardi; la Rasini ha scontato a Virgilio oltre un miliardo di lire (360 milioni da una gioielleria di piazza di Spagna)
    • Salvatore Enea, un altro della mafia dei colletti bianchi ha fatto versamenti per 828 milioni di euro
    • la famiglia Berlusconi non ha più alcun tipo di contatto o legame operativo con la banca a partire dal 1973 quando Luigi si dimette e il conte Rasini cede il comando agli Azzaretto
    • In rispetto alla cronaca va anche aggiunto che un incendio distrugge tutti i documenti bancari relativi al periodo antecedente al 1973 (così risulta dalle dichiarazioni dei responsabili della banca nell’ambito del processo Dell’Utri)
    • l’unico, a parte Berlusconi, ancora lucido e vivente che conosce i segreti della Banca è Batliner
    • il libro inchiesta di Pinotti e Gumpel ricostruisce il dietro le quinte delle tre fiduciarie del Liechtenstein e arriva ad ipotizzare che «tre protagonisti della finanza vaticana (Sindona, Calvi e Marcinkus)avrebbero una partecipazione coperta nella Rasini».
    • Tra l’83 e l ’84 il controllo dell’istituto passa alla famiglia di Nino Rovelli, “re della petrolchimica” sarda, protagonista dello scandalo Imi-Sir.
    • uno dei protagonisti di quell’affaire, l’avvocato Cesare Previti (nello staff legale di Berlusconi già dai primi anni settanta), riuscì a corrompere i giudici per far avere ai Rovelli un risarcimento di mille miliardi di lire
    • Perché Rovelli, mai stato banchiere, si prende la Rasini? Chi gli chiede questo favore? Ancora una volta Pinotti e Gumpel, che a loro volta riprendono un’intervista alla baronessa Cordopatri cliente della Rasini, arrivano ad alcune conclusioni: dietro la Rasini c’è Giulio Andreotti, già dai tempi degli Azzaretto
    • una bancarotta della Rasini non avrebbe giovato a nessuno. Avrebbe richiamato gli ispettori della Banca d’Italia e creato uno scandalo. Andava impedito un altro caso Sindona
    • Si spiega così il colpo dei Rovelli: salvare una banca amica del Vaticano
    • Nel 1992 la Popolare di Lodi assorbe la Rasini. E il 5 settembre 2003 anche le tre società del Liechtenstein vengono cancellate. Evapora così, prima nel fuoco poi nel nulla, la memoria della banca dei segreti

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