Prima che il paradiso fiscale divenga un purgatorio. Il condono sulla fiducia.

Lo scudo fiscale non è compatibile con la politica decisa a Luglio al Consiglio EcoFin. Questo deve essere detto, poiché nessuno oggi ricorda che a Luglio il ministro Tremonti si vantava in aula a Bruxelles con i colleghi di aver avuto delle grandi idee e di lavorare a stretto contatto con GB, Francia e Germania, in linea con quanto stava facendo Obama in USA, e questo per combattere la crisi finanziaria, la peggiore crisi dal 1929.
Ma ecco che a Ottobre il governo debba fare cassa e Tremonti allunga il gomito a Mr b e gli mette sotto al naso questa bozza di condono, ma da chiamarsi “scudo” che così si confondono le idee. Un modo per accontentare il capo, che così fa rientrare qualche gruzzoletto, e per mettere fieno in cascina, in barba alla legge sul falso in bilancio, già depenalizzato dagli stessi che ora governano. Con lo scudo, s’introduce anche un altro aspetto dirompente, che lede il principio dello stato di diritto, questo lo si fa attraverso il “cavallo di troia” dell’anonimato. Vale a dire, queste persone, colpevoli di evasione fiscale, non sono neanche identificate, non sono neanche sottoposto a mezzo procedimento, che dico, a una notifica, niente. Sono di fatto amnistiate. Sono anonimi che fanno transitare al confine valigette di soldi delle quali non si sa la provenienza e che lo Stato preleva in minima percentuale, un tributino per il servizio prestato.
In realtà si è dato un pugno nello stomaco ai criteri OCSE. Si è sputato sul piatto dove a Luglio si è mangiato. E si è bypassato ancora una volta il Parlamento, poiché su questo Ddl verrà posta la questione di fiducia. Non interessa la discussione, interessa non perdere tempo, prima che i partner europei impongano delle regole comuni, prima che il consesso del G20 decida per una regolamentazione degli scambi finanziari, prima che il paradiso divenga un mezzo purgatorio.

  • tags: no_tag

    • E’ partito con una rissa ieri al consiglio Ecofin quello che il ministro Tremonti ha definito «l’ assedio ai paradisi fiscali» e all’ evasione fiscale che vi si consuma.
    • «In molti paradisi – ha detto il ministro dell’ Economia – ci sono più società di panama che abitanti. Noi stiamo lavorando, come Regno Unito, Francia e Germania, su alcune ipotesi, in parte simili a quanto leggo sul piano Obama».
    • Tre le direttrici dell’ iniziativa italiana contro l’ evasione: 1) «inversione dell’ onere della prova (se il capitale è depositato in un paradiso si presume che sia originato da evasione salvo prova contraria); 2) sanzioni aggravate se il capitale evaso viene depositato in un paradiso fiscale; 3) più attenzione sui redditi nei paradisi».
    • La pubblicazione della lista Ocse, fortemente voluta da Franciae Germania, era stata decisa al vertice del G20 a Londra
  • tags: no_tag

    • Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sul decreto legge correttivo al pacchetto di misure anti-crisi e che contiene le norme sullo scudo fiscale.
    • Quella che il governo Berlusconi ha chiesto alla Camera sul decreto correttivo delle misure anticrisi, che contiene le norme sullo scudo fiscale, è la 25/a fiducia nei 17 mesi di questa legislatura.
    • La conferenza dei capigruppo di Montecitorio, convocata per domani mattina alle 10, stabilirà il calendario preciso delle ultime fasi del passaggio del testo. La fiducia sarà votata presumibilmente domani sera, mentre giovedì è atteso il via libera definitivo al decreto sulla sanatoria per il rientro dei capitali dall’estero, che diventerà legge.
    • Le opposizioni, che hanno approfittato di tutti gli spazi consentiti dal regolamento di Montecitorio per prendere la parola, attaccano Esecutivo e maggioranza convinti che lo scudo
      fiscale sia «uno schiaffo agli onesti», come dice il segretario del Pd Dario Franceschini, e addirittura «favorisca la criminalità», come sostiene l’Italia dei Valori.
    • Il fronte del no però intanto si allarga e oggi anche Famiglia cristiana si schiera apertamente contro lo scudo fiscale («l’ennesima beffa per la gente onesta») e definisce Tremonti «un furbetto del governino».
  • tags: no_tag

    • [NRC Handelsblad]

    • Gli evasori fiscali italiani possono rilassarsi e prendere fiato. Il Senato approva oggi una legge che rende possibile riciclare il denaro sporco depositato all’estero a condizioni molto convenienti. Chi dichiara entro il 15 dicembre i propri fondi neri giacenti nei paradisi fiscali dovrà pagare solo il 5 per cento di tasse, contro il circa 40 per cento prelevato dalle entrate degli italiani onesti.
    • Chi fa la dichiarazione può contare sull’anonimato. Anche coloro che hanno ottenuto guadagni non dichiarati attraverso il falso in bilancio non saranno perseguiti.
    • “Questo è riciclaggio di Stato”, ha detto il leader del partito Italia dei Valori, Antonio di Pietro. “Una vergogna”, sostiene Dario Franceschini, capo dell’opposizione di sinistra, il Partito Democratico. Gli Italiani onesti sono secondo lui svantaggiati dal provvedimento.
    • Tremonti prevede che circa 100 miliardi di euro in nero verranno dichiarati. Spera di incassare 5 miliardi di euro per le casse dello Stato. Secondo Tremonti il provvedimento rispetta le condizioni che l’OCSE pone alle legislazioni per il rientro dei capitali dall’estero.
    • Nessun altro Paese sta considerando un approccio così timido come quello italiano. In Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti gli evasori fiscali devono comunque pagare le tasse. Solo una parte della multa può essere condonata. Chi ha ottenuto il denaro da pratiche illegali o criminali rimane perseguibile.
    • Sei anni fa il governo Berlusconi di allora aveva già concesso agli evasori italiani una legge indulgente per il riciclaggio del denaro. Ai tempi l’operazione aveva fruttato 2 miliardi di euro al Tesoro ed era stato detto che si trattava dell’ultimo condono generale.

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.

One Comment

I commenti sono chiusi.