Scudo fiscale: le pregiudiziali di incostituzionalità erano due. PD e IDV divise. La Camera vota la fiducia.

A cosa serve la fiducia sullo scudo fiscale? Non certamente per fronteggiare l’opposizione. PD e IDV sono andate al voto in ordine sparso, con grandi defezioni nel PD, come ha riportato il fatto. E le pregiudiziali di incostituzionalità erano due: un testo per il PD, un testo per IDV.
E allora la fiducia serve ad annichilire l’opposizione interna alla maggioranza. A mettere a tacere quel gruppo di peones che non ce la fa più a mandar giù il groppone. Lo stesso Fini ha accelerato l’iter di questa inutile discussione per consentire al Presidente della Repubblica di prendere in esame il testo “prima possibile”.
La fiducia arriva ora, ore 21,01. Un’opposizione solidale, di questo ci sarebbe bisogno. di questo parlo nel prossimo post.
Questo il testo della seduta di oggi:

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO FINI

La seduta comincia alle 18,20.

La Camera approva il processo verbale della seduta del 28 settembre 2009.

I deputati in missione sono ottantuno.

Seguito della discussione del disegno di legge S. 1749, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 103 del 2009: Disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009 (approvato dal Senato) (A.C. 2714).

Nella seduta del 29 settembre 2009 il Governo ha posto la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione.

Pag. II


(Dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia)

SIEGFRIED BRUGGER (Misto-Min.ling.). Richiamata l’importanza cruciale delle disposizioni sul cosiddetto scudo fiscale, manifesta contrarietà alla misura, introdotta dal Senato, volta ad estendere la possibilità di rimpatrio dei capitali illecitamente detenuti all’estero con la previsione dell’impunità per gravi reati societari e tributari, peraltro con prospettive incerte circa l’effettivo rimpatrio dei capitali stessi. Dichiara quindi che la sua componente politica negherà la fiducia al Governo, stigmatizzando inoltre il ricorso per l’ennesima volta a tale strumento.

DANIELA MELCHIORRE (Misto-LD-MAIE). Espressi sdegno e netta contrarietà alle disposizioni del decreto-legge in esame concernenti il cosiddetto scudo fiscale, che giudica scandalose, inefficaci e irresponsabili, dichiara che la sua componente politica negherà la fiducia al Governo.

MARIO BACCINI (Misto-RRP). Dichiara che la sua componente politica accorderà la fiducia al Governo, ritenendo che il decreto-legge in esame si inscriva nel contesto delle positive misure varate dall’Esecutivo per sostenere l’economia del Paese, favorendo in particolare le fasce più deboli della popolazione.

Pag. III

CARMELO LO MONTE. Nel manifestare un orientamento non pregiudiziale e complessivamente positivo sul decreto-legge in esame, ravvisa, tuttavia, talune criticità nelle disposizioni relative allo scudo fiscale, che reputa di carattere eccezionale e quindi inadeguate a reperire risorse per interventi strutturali. Evidenziata, inoltre, la necessità di recuperare il ritardo infrastrutturale del Mezzogiorno, dichiara che la sua componente politica confermerà la fiducia al Governo.

ANTONIO DI PIETRO (IdV). Stigmatizzate le gravi e reiterate lesioni delle prerogative del Parlamento perpetrate dal Governo anche nel corso dell’iter del decreto-legge in esame, esprime indignazione per i contenuti del medesimo, che ritiene dettati da interessi meramente personali del Presidente del Consiglio, giudicando di stampo criminale e costituzionalmente illegittime le norme sullo scudo fiscale e paventando il rischio che le stesse agevolino la malavita organizzata. Contestata inoltre la surrettizia introduzione di una amnistia per gravi reati, dichiara che il suo gruppo negherà la fiducia al Governo, rivolgendo altresì un appello al Presidente della Repubblica a non promulgare – qualora approvata – la legge di conversione del provvedimento d’urgenza in esame.

Pag. IV

PIER FERDINANDO CASINI (UdC). Lamentato l’ennesimo ricorso, da parte del Governo, alla questione di fiducia su un provvedimento d’urgenza, giudica negativamente le disposizioni sullo scudo fiscale, che premia esclusivamente chi ha posto in essere comportamenti illeciti, nonostante lo stesso Ministro Tremonti abbia indicato nella carenza di etica e nella mancanza di regole le cause della grave crisi economica in atto. Giudicata altresì particolarmente odiosa e di dubbia costituzionalità la sanatoria per reati tributari e societari, sottolinea come la politica del Governo, forte con i deboli e debole con i forti, mortifichi i cittadini onesti.

Pag. V

LUCIANO DUSSIN (LNP). Giudicate le dichiarazioni degli esponenti delle opposizioni offensive, non veritiere e improntate ad un catastrofismo strumentale, utile anche a celare le responsabilità storiche del centrosinistra nella politica economica e fiscale condotta in passato, segnatamente sul versante delle privatizzazioni, rivendica al Governo e alla maggioranza di centrodestra gli importanti risultati conseguiti nella lotta alla mafia e alla criminalità economica, con particolare riferimento agli accertamenti tributari e al recupero dell’evasione fiscale. Ricordato, quindi, che le disposizioni sullo scudo fiscale renderanno disponibili per il sistema economico le risorse necessarie ad una effettiva ripresa e non favoriranno, invece, il paventato riciclaggio dei proventi di reati diversi da quelli fiscali, dichiara che il suo gruppo confermerà la fiducia al Governo.

ANTONELLO SORO (PD). Espressa forte indignazione per le disposizioni in tema di scudo fiscale, giudicato una vergognosa ed iniqua sanatoria tombale che infligge un grave vulnus alla legalità, paventa il rischio che dall’attuazione delle stesse derivino insoddisfacenti risultati finanziari ed un rilevante aumento dell’evasione fiscale. Nel ritenere che il Governo abbia occultato ai cittadini la verità sugli effetti del provvedimento d’urgenza in esame e sulle dinamiche della crisi economica celando l’inefficienza della sua politica, invita il Presidente della Camera a riconsiderare la prospettata ipotesi di conclusione forzosa del dibattito, che costituirebbe un grave precedente. Dichiara, infine, che il suo gruppo negherà la fiducia al Governo.

Pag. VI

PRESIDENTE. Nel precisare che in base al dettato costituzionale la Camera ha il diritto di votare un decreto-legge, a garanzia del dovere che le istituzioni devono avvertire di essere trasparenti, sottolinea che, come espressamente previsto dal Regolamento, il Presidente della Camera ha il dovere di rendere possibile l’esercizio del voto da parte di ogni deputato e dunque ha la prerogativa di avvalersi delle norme che rendono vano l’ostruzionismo politico, pur legittimo, ma teso a far decadere il decreto-legge in esame.

Pag. VII

FABRIZIO CICCHITTO (PdL). Stigmatizzate le considerazioni del deputato Di Pietro, il cui comportamento non è stato sempre coerente con le posizioni sostenute, esprime apprezzamento per l’azione di contrasto ai paradisi fiscali posta in essere dal Governo, nell’ambito di una strategia internazionale finalizzata ad arginare la crisi economica in atto. Sottolinea quindi che le misure sul rientro dei capitali detenuti all’estero sono volte anche ad impedire, in futuro, la reiterazione di comportamenti illeciti. Giudica inoltre impropri taluni rilievi critici dell’opposizione, secondo la quale le norme sulla non punibilità di alcuni reati tributari e societari configurerebbero una vera e propria amnistia, atteso che tali disposizioni si sono rese necessarie per garantire la corretta applicazione dello scudo fiscale.

Pag. VIII

La seduta, sospesa alle 19,25, è ripresa alle 19,35.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROSY BINDI

PRESIDENTE. Indìce la votazione per appello nominale sull’articolo unico del disegno di legge di conversione, nel testo delle Commissioni, identico a quello approvato dal Senato, sulla cui approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, il Governo ha posto la questione di fiducia.
(Segue la votazione).

  • tags: no_tag

    • Anche l’Idv ha presentato una pregiudiziale di costituzionalità per motivi analoghi a quelli del Pd. “Lo scudo fiscale
      ha gli stessi effetti di un’amnistia e secondo al nostra costituzione per approvarla ci vuole una maggioranza qualificata”, ha spiegato il presidente vicario dei deputati dell’Italia dei Valori Fabio Evangelisti.
  • tags: no_tag

    • A sole due settimane dal via (il 15 settembre) la quantità di denaro già rimpatriato è “superiore a ogni aspettativa”, scrive ItaliaOggi.
    • Lo scudo fiscale sta suscitando grande interesse presso i contribuenti, secondo quanto riferiscono gli intermediari – banche, sim, fiduciarie, commercialisti. E il quotidiano già la chiama “febbre” da scudo fiscale. Si tratta solo dei primi calcoli, sussurrati “a mezzabocca”, ma secondo alcuni sarebbero già rientrati 8 miliardi, secondo altri 10 o ancora di più.
    • La scorsa settimana il Senato ha dato via libera all’emendamento Fleres che amplia la copertura dello scudo e la platea dei potenziali beneficiari, pur restringendo la scadenza per aderire al 15 dicembre, ma le modifiche devono ancora passare alla Camera dei deputati, dove oggi riprende l’esame della legge di conversione del decreto 103/09
    • I deputati democratici rilevano “l’incostituzionalità del decreto in discussione a Montecitorio perché sul piano sostanziale lo scudo favorisce le attività di riciclaggio, in particolare delle organizzazioni criminali e terroristiche, creando una corsia preferenziale ai proventi di delitti gravi che finiranno per mimetizzarsi nella massa dei capitali che rientrano mentre sul piano del diritto si pone in contrasto con la direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo nonché della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione”.
    • DONADI (IDV): FIDUCIA BLINDA NORMA CRIMINOGENA – “Siamo ormai abituati ai costanti schiaffi del governo al Parlamento, ma questa fiducia è ancora più incomprensibile delle altre, perché blinda una norma criminogena che è un vero e proprio favore a mafiosi e criminali. Un atto antidemocratico di una gravità estrema che rivela il vero volto di questa maggioranza. Ci opporremo con tutte le nostre forze a questo brutale atto di arroganza contro tutti i cittadini onesti”. Lo afferma il presidente dei deputati Idv Massimo Donadi.
  • tags: no_tag

    • Terminata la discussione generale si va verso la fiducia per il contestato scudo fiscale.
    • I deputati del Pd hanno presentato una pregiudiziale di costituzionalità al decreto legge che contiene lo scudo fiscale, primo firmatario il presidente Antonello Soro. «Il decreto prevedeva, secondo le iniziali intenzioni esposte dal governo, una serie limitata e puntuale di interventi correttivi del decreto legge dello scorso luglio – evidenziano i deputati – ma l’introduzione dello scudo fiscale, teso a favorire il rientro di capitali dall’estero, è stato strumentalmente trasformato in mezzo per realizzare un vero e proprio condono tributario e un’amnistia mascherata».
    • Per i deputati Democratici quindi l’incostituzionalità del decreto in discussione a Montecitorio si riscontra sul piano «sostanziale» e su quello «del diritto»: lo scudo «favorisce le attività di riciclaggio, in particolare delle organizzazioni criminali e terroristiche, creando una corsia preferenziale – affermano – ai proventi di delitti gravi che finiranno per mimetizzarsi nella massa dei capitali che rientrano». Infine, concludono, si pone «in contrasto» con alcune direttive europee.
  • tags: no_tag

    • Ieri il Fatto domandava: “Ma il Pd dov’è?”. Ieri, puntuale, il Pd ha risposto: siamo momentaneamente assenti. Almeno fino al congresso. Purtroppo il Parlamento non si ferma: ieri si votava la pregiudiziale di incostituzionalità dell’Italia dei valori contro scudo fiscale (tutte le opposizioni si erano associate). Risultato: presenti 485, votanti 482, astenuti 3, maggioranza 242. Contro lo scudo 215, a favore 267. Traduzione: malgrado la ressa sui banchi del governo, Pdl e Lega sarebbero andati sotto (70 assenze su 329) e lo scudo sarebbe stato bocciato. Peccato che in aiuto del centrodestra sia arrivato il soccorso “rosa”. Quasi un deputato Pd su quattro era altrove (28% di assenze, 59 su 216). Quasi al completo i dipietristi (24 su 26). Più virtuosa del Pd è stata persino l’Udc (8 assenti, 29 al voto su 37). Bastavano 27 deputati di opposizione, quindi, per seppellire il mega-condono. Domani pubblicheremo i nomi degli assenteisti salvascudo. Ma quattro a caso ve li anticipiamo: Franceschini, Bersani e D’Alema. I veri leader.

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.