Altre adesioni per Ignazio Marino: Gianfranco Pasquino. Bersani non ha ancora vinto. Fermiamolo.

Il voto nei circoli non ha decretato nessun vincitore, questo perché il voto nei circoli determina solo la composizione della Convenzione, e la Convenzione non elegge il segretario: lo farà invece l’Assemblea Nazionale, quella che emergerà dal voto delle primarie, dal nostro voto di noi elettori delusi, arrabbiati, mortificati da una opposizione senza spina dorsale. Il 25 Ottobre è l’ultima occasione per poter cambiare il paese. Le primarie sono la grande occasione per riprenderci la politica.
Anche Gianfranco Pasquino sostiene Marino. Innumerevoli voci stanno emergendo dal web, dalla carta stampata a sostegno del Senatore. Chi si è espresso criticamente, come Flores D’Arcais, in merito alla questione delle liste collegate, non ha capito il senso della mozione terza. Non serve creare confusione con tre liste, non serve consegnare all’elettore nuovamente l’idea di un correntismo slegato dal leader. Paolo Flores D’Arcais fa bene a portare avanti le sue iniziative; potrebbe nel frattempo esprimersi a favore di Marino, poiché lui lo sa bene, le primarie del PD sono l’ultimo treno.

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    • Gianfranco Pasquino ha annunciato oggi il suo appoggio a Ignazio e al candidato regionale per l’Emilia Romagna a lui collegato, Thomas Casadei. Tratto distintivo delle due candidature è per Pasquino la laicità, con l’auspicio che il risultato delle primarie non sia scontato e che sia possibile promuovere nell’elettorato un dibattito vero in grado di produrre mobilitazione e soprattutto idee su come costruire un partito radicato nel territorio e un gruppo parlamentare capace di fare opposizione.

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    • questo congresso PD è lungo e, ai più di voi, non importerà nulla del suo esito.

    • Io mi sono buttato con convinzione a sostenere la mozione Marino, con slancio e passione.

      E mi sono dato il tempo di leggere il suo programma.

      E di ascoltarlo presentare la sua visione.

    • Se ne avete, fatelo anche voi. È l’unica cosa che vi chiedo.

      Se non ne avete, vi prego però di andare al di là di quanto leggete (o non leggete, perché spesso non se ne parla) a mezzo stampa.

      Lì la candidatura di Marino viene derubricata a: “il campione della laicità, niente di più”.

    • ci sono delle idee fresche che hanno voglia di emergere e di sottoporsi anche al giudizio della gente.

      Che ci sono proposte forti sui temi concreti (posto che anche la laicità lo è): sanità, ambiente, immigrazione, politiche del lavoro…

    • L’unica cosa che chiedo e vi chiedo è di prestare attenzione, bene sempre più scarso in questo mondo che ha fretta. 

      C’è una terza mozione in corsa per la leadership di questo partito ed è una mozione più viva che mai.

      Che propone e che ha voglia di proporsi.

      E a me sembra interessante per tutti, elettori del PD o delusi, esponenti della sinistra radicale o delle forze extra-parlamentari, provare a fare una riflessione su questo partito.

      Dal quale e attraverso il quale, che piaccia oppure no, passa ogni speranza di governo progressista in Italia.

    • Il 25 ottobre le primarie consentono a tutti i cittadini di votare per il segretario PD.

      Io sostengo Ignazio Marino e ovviamente vi invito a votarlo ma, prima di tutto, vi invito ad ascoltarci mentre parliamo di lui e del suo programma.

      Il 3 ottobre prossimo a Morbegno ci sarà l’incontro con Vittorio Angiolini, candidato segretario PD Lombardia per la mozione Marino.

    • Ore 16 sabato, Labos di Morbegno (dietro S.Giovanni).

      Fateci un pensiero.

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    • Stando ai dati dei circoli, la partita interna al partito è chiusa. Bersani segretario, Franceschini staccato di molte lunghezze. Terza piazza per Marino.

    • Ma a gettare la spugna non ci sta nessuno. Anche in virtù di uno statuto (il testo) che prevede un meccanismo elettorale che potrebbe vedere il ribaltamento del risultato, grazie alle primarie.

    • L’iter. Prima il congresso l’11 ottobre e poi le primarie il 25 ottobre. In realtà il primo appuntamento avrebbe dovuto sancire i tre nomi in vista delle primarie. Il fatto che i nomi, fin dall’inizio, non siano andati oltre la terzina, avrà come conseguenza che l’11 ottobre andranno in scena solo i tre discorsi dei candidati.

    • Alle primarie andranno i candidati che hanno ricevuto maggiori consensi, purché abbiano ottenuto almeno il 5% dei voti. Per votare basta semplicemente registrarsi il giorno del voto all’albo degli elettori e pagare un contributo di 2 euro.

    • Ma non è detto che le primarie scriveranno la parola fine alla scelta del leader. Se nessuno candidato otterrà la maggioranza assoluta, la scelta toccherà ai membri dell’assemblea nazionale (eletti attraverso le primarie, sulla base di liste collegate ai candidati a segretario nazionale), con un ballottaggio a scrutinio segreto tra i due candidati collegati al maggior numero di membri dell’assemblea.

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