Marino a colpi di bisturi. Anche Il Sole 24 Ore riconosce la sua vittoria nel confronto.

Ancora oggi l’onda lunga del confronto fra i tre candidati alla segreteria del PD che corre sottotraccia alle altre notizie: Marino ribadisce che la laicità è un metodo da praticare non solo a parole, riferendosi esplicitamente alla mozione Franceschini e alla sua improvvisa conversione, che occorre fare un secondo incontro a tre – non nella versione delle interviste separate, ma uno scontro puro, leale, faccia a faccia sugli argomenti. “Da oggi è evidente che è una corsa a tre”, titola un lancio di agenzia che racconta di un Marino alla carica anche verso Repubblica, ancor ieri prudentemente ancorata al concetto del duello fra i due principali candidati solo ora appena infastiditi dal cosiddetto terzo incomodo.E’ dura a morire questa impostazione giornalistica che ha messo fin dall’inizio il senatore in disparte, collocato in una zona d’ombra dalla quale ha fatto emersione nel tempo stesso del palesarsi delle contraddizioni del PD e del suo segretario. Ora il voto dei non iscritti è fondamentale, deciderà il match, e Franceschini arranca su per la salita.

Paola Concia in una intervista a il Corsera ha detto che la Binetti non deve essere cacciata, è il PD che deve dire con chiarezza quali sono i suoi valori fondanti e identitari, e solo allora la Binetti chiederà a se stessa se è il caso di rimanere in un partito che non la contempla nel quadro dei riferimenti valoriali. E poi ha attaccato Franceschini, definendolo Sor Tentenna, rivelando di aver meglio lavorato sui temi dell’omosessualità e dell’omofobia con Gianfranco Fini che con lui. E’ evidente che Franceschini non abbia mai espresso una posizione chiara in merito e anche qualora lo facesse, sarebbe solamente guidato da un principio di opportunità politica e non già da precise ed esplicite convinzioni. Franceschini non crede a nulla, se non alla legge della convenienza.

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    • ”Per ‘La Repubblica’ il confronto si e’ concluso alla pari? Non male per chi fino a poco tempo fa veniva considerato come uno sconosciuto o quasi”. Per il Comitato nazionale a sostegno della candidatura di Ignazio Marino per la segreteria del Pd , le considerazioni da fare al termine del confronto con Pierluigi Bersani e Dario Franceschini svoltosi oggi all’Acquario di Roma, debbono essere improntate all’ottimismo.
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    • “Sarebbe un’esagerazione fare 25 confronti come Obama e Hillary ma un altro sarebbe giusto farlo. Poi dobbiamo sapere che dal 26 ottobre dobbiamo essere tutti uniti”. Lo dichiara Ignazio Marino a margine del faccia a faccia televisivo su YouDem Tv tra i tre candidati alla segreteria del Pd, da poco terminato all’Acquario romano di piazza Fanti.
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    • “Nel Pd i problemi sono grossi, ci sono molti sostenitori di Franceschini che voterebbero come la Binetti sul testamento biologico. Devo fare i nomi: Fioroni, Bianchi, Bosone…E’ facile dire laicita’ e riempirsi la bocca a parole. Bisogna praticare la laicita’”. Lo ha detto Ignazio Marino nel faccia a faccia tra aspiranti segretari del Pd.
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    • In America o in qualunque paese europeo la notizia del dibattito tra i 3 candidati alla segreteria del più grande partito di opposizione avrebbe aperto i giornali.
    • invece, da noi, il confronto corre solo sul web ed è già un miracolo che sia stato fatto
    • Curioso, un partito che ha sempre chiesto a gran voce un confronto pubblico in tv con Berlusconi oggi si mostra reticente nell’offrire ai suoi stessi elettori un vero dibattito democratico
    • Il giudizio dei presenti a sentire il dibattito dal vivo a Roma è che Ignazio Marino sia andato molto bene, molto meglio degli altri 2. Oggi sui giornali questo commento a caldo, condiviso da quasi tutti i presenti ieri, si legge meno ma emerge comunque (Goffredo De Marchis su Repubblica, Zoro su Il riformista).
    • Il chirurgo, invece, ha dato il meglio di sè, soddisfatto di esserci per la prima volta. Marino si è seduto al centro del tavolo e si è divertito. Ha gestito bene i temi. Ad ogni domanda lo stesso schema che funziona: dati, visione del mondo, proposta concreta. Chiaro e puntuale.

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