La destabilizzazione, il progetto politico all’origine della trattativa.

Nel 1992, prima delle stragi e prima delle elezioni, venne pure dato l’annuncio: si preparava una stagione col botto, una stagione in cui le istituzioni sarebbero state messe duramente alla prova in un tentativo di rivoltarle. L’allora ministro dell’Interno, Vincenzo Scotti, diffuse l’allarme alle prefetture e alle questure. Le voci di una imminente destabilizzazione furono messe in giro da tale Elio Ciolini, depistatore professionista. Ciolini compare nell’inchiesta di antonino Ingroia, “sistemi Criminale2, poi archiviata, nella quale si fa riferimento a un piano eversivo “finalizzato alla divisione dello Stato condotto dai vertici di Cosa Nostra con la complicità di un Sistema Criminale, composto da massoneria deviata – P2 – da elementi dell’eversione nera e da spezzoni deviati dei servizi segreti”. Uno schema interpretativo che oggi, alla luce delle dichiarazioni di ciancimino sull’esistenza della trattativa fra Stato e Mafia, torna stranamente efficace a spiegare le linee generali dei fatti accaduti a cavallo del 1992 e del 1993. In particolar modo, l’idea della scissione dello Stato trova conferma nel papello di Don Vito Ciancimino nel progetto di realizzazione della Lega del Sud. Insomma, probabilmente ciò che indusse lo Stato a trattare potrebbe essere stata la minaccia di una guerra di secessione della Sicilia. In parecchie dichiarazioni di pentiti, pare evidente l’attenzione dei boss mafiosi per il partito della Lega Nord, che secondo loro era opera di Licio Gelli e di Andreotti. Ma pure una delle tante Leghe del Sud, che comparirono nel panorama politico di quegli anni, aveva per fondatore Licio Gelli. E propio nel 1992 la Lega di Bossi sfondò nelle regioni del nord, mettendo in crisi il sistema tradizionale del pentapartito. Che le due leghe siano parti di uno stesso progetto?
Un nome che ritorna spesso, quello di Ciolini. Ciolini nel 1982,

quando era detenuto per truffa nel carcere svizzero di Champ Dollon, riferì al giudice bolognese Aldo Gentile che la strage [di Bologna] era stata commissionata dalla fantomatica Loggia massonica “Montecarlo”, emanazione della P2, ai “neri” di Stefano Delle Chiaie.

La strage, secondo Ciolini, sarebbe stata eseguita dal tedesco Fiebelkorn e dal francese Danet e sarebbe servita a coprire una colossale operazione finanziaria Eni-Petromin.

Ciolini disse che la “Montecarlo” era inserita nella “Trilateral”, che descrisse come una organizzazione terroristica. In seguito cercò di ritrattare tutto, indicando i giudici destinatari della sua testimonianza “come consapevoli strumenti” dell’ inquinamento delle indagini. Poco tempo dopo avere fatto le sue rivelazioni, uscì dal carcere di Champ Dollon. Per questo depistaggio Ciolini è stato processato e condannato a nove anni di carcere (quattro condonati) per calunnia (fonte Repubblica.it/politica).

Si dà il caso che sia il nome di Gelli che quello di Delle Chiaie ritornano nei documenti dell’inchiesta Sistemi Criminali di Ingroia. Sono gli stessi che organizzano la Lega del Sud. Si dà il caso che la strage di Bologna non abbia lacun colpevole, a parte Fioravanti e Mambro. si dà il caso che le rivelazioni di Ciolini ebbero poi riscontro nei fatti.

Questa serie di post su Yes, political!, era cominciata con il titolo “Join the dots. Unisci i puntini”. Una cosa che vi invito a fare cliccando sui tag seguenti, strategia della destabilizzazione, trattativa stato-mafia, lega sud, nicola mancino.

  • tags: no_tag

    • Andò a letto ministro dell’Interno e si svegliò ministro degli Esteri. Era il 29 giugno del 1992. Falcone era già stato fatto fuori, tre settimane dopo sarebbe toccato a Paolo Borsellino. Vincenzo Scotti, fino a quella notte aveva fatto coppia con il Guardasigilli dell’epoca, Claudio Martelli, nell’elaborare e produrre antimafia attiva (decreti, leggi, direttive)
    • Al suo posto fu indicato Nicola Mancino, che l’altro giorno ha ammesso che lo Stato respinse la trattativa con Cosa Nostra: «Trovo inconcepible – dice adesso Scotti – l’idea di intavolare una trattativa con Cosa Nostra. E spero che non se ne sia fatto nulla. E poi, su cosa si sarebbe trattato?»
    • dopo l’omicidio di Salvo Lima, siamo nel marzo di quel 1992, lei allertò i questori e inviò una informativa a tutti i prefetti. Temeva un attacco eversivo per destabilizzare le istituzioni?
    • «L’allora direttore del Dipartimento della Pubbica sicurezza, il prefetto Vincenzo Parisi, capo della polizia, mi trasmise diversi rapporti che ipotizzavano un’azione destabilizzante delle istituzioni. Tra l’altro mi consegnò una informativa del Tribunale di Bologna che riassumeva una deposizione di un dichiarante, senza rivelarne l’identità, che aveva parlato di riunioni internazionali tenute in un’area della ex Jugoslavia, arrivando alla conclusione che avremmo dovuto fronteggiare iniziative mafiose e non solo».
    • Si riferisce alla “patacca” – così la definì il suo presidente del Consiglio dell’epoca, Giulio Andreotti – Elio Ciolini, un inossidabile depistatore?
    • I dossier Parisi mi portarono ad allertare i questori e a inviare una informativa ai prefetti. Messaggi che trasmisi con codici cifrati. Il Corriere della sera sparò in prima pagina l’allerta. Si scatenò un putiferio, anche perché eravamo in campagna elettorale. E io chiesi, a quel punto, di riferire in Parlamento.
    • Prima che arrivassi a palazzo Madama, un’agenzia di stampa rivelò l’identità di quel dichiarante, di Elio Ciolini. Ma l’allarme si poggiava anche su altra documentazione».
    • «In quell’aprile del ‘92, io e Martelli cominciamo a lavorare riservatamente, con Falcone, a un testo con diverse norme, compresa l’istituzione del 41 bis
    • La candidatura di Giovanni Falcone a procuratore nazionale antimafia era evidente che sarebbe stata bocciata dal Csm. Mi resi conto che anche i componenti laici della Dc non lo avrebbero appoggiato. La nostra reazione, quella mia e di Martelli, fu un’ulteriore accelerazione dei provvedimenti antimafia
    • Invio una direttiva alle forze di polizia dando priorità assoluta alla cattura dei latitanti mafiosi. A ciascuna forza di polizia viene assegnato un numero di latitanti da arrestare. Viene ucciso Falcone e a quel punto trasformiamo il pacchetto di norme, anche il 41 bis, in un decreto legge
    • Le elezioni, il nuovo governo. Presidente del consiglio è Giuliano Amato. Lei però perde il posto al Viminale
    • «E mi ritrovo alla Farnesina. La Dc sollevò la questione della compatibilità tra carica di governo e di partito. Io obiettai che proprio perché esposto sul fronte della lotta alla mafia, il ministro dell’Interno aveva bisogno di una copertura politica. Mi ritrovai, però, alla Farnesina e annunciai subito le mie dimissioni, che vennero congelate e poi accettate».
    • «Dopo Falcone, in Antimafia e in Parlamento dissi da ministro dell’Interno che le modalità della strage di Capaci erano molto inquietanti. Mi fermo qui
  • tags: no_tag

    • Nel gennaio del 1993 Salvatore Riina viene arrestato e il giornalista Maurizio Torrealta di Rainews 24 descrive attraverso il racconto del capitano Ultimo l’arresto del latitante numero uno di Cosa nostra.
    • In quelle pagine non c’è traccia di questa trattativa fra mafia e Stato che portò anche all’arresto del boss corleonese. Nel 2002 Torrealta pubblica in un altro libro intitolato “La Trattativa” il resto di quel racconto.
    • Solo alcuni anni dopo l’intervista al capitano che arrestò Riina mi resi conto che le cose che mi aveva raccontato erano solo quelle che lui mi aveva voluto raccontare, quelle che aveva voluto vedere. E soprattutto mi resi conto di quello che mi aveva taciuto: la trattativa.
    • Fu invece intorno alla seconda metà degli anni novanta che iniziai a leggere la sentenza del processo per la strage di via dei Gergofili, nella quale, senza alcuna ambiguità, si parlava di una trattativa portata avanti dal capitano De Donno e dal colonnello Mario Mori
    • I due violando i compiti cui erano preposti: quelli di contrastare cosa nostra, in quegli anni, incontrarono Ciancimino e provarono a trattare con Provenzano, non si sa per conto di chi.
    • La trattativa avrebbe avuto successo solo se fosse stata tenuta segreta all’opinione pubblica e agli altri organi investigativi
    • ci sono anche una serie di episodi molto strani
    • la morte di Gabriele Chelazzi, Pm che stava seguendo le indagini sulla trattativa e l’apparente suicidio della direttrice del carcere di Sulmona, Armida Miserere
    • Il mio lavoro d’inchiesta cominciò quindi dalla lettura degli atti di Firenze ma anche dalla richiesta di archiviazione del magistrato Antonio Ingroia “Sistemi Criminali”
    • L’inchiesta, nonostante fosse riportata in una richiesta di archiviazione, conteneva al suo interno elementi oggettivi di estremo interesse di cui non potevamo essere a conoscenza mentre accadevano
    • Primo. Le stragi erano state annunciate, almeno un paio di volte. La prima volta da Elio Ciolini, un neofascista, già condannato per diffamazione che aveva inviato una lettera al giudice Leonardo Grassi, annunciando l’inizio di una stagione di stragi in Italia
    • Ciolini in questa e in una seconda arrivata dopo l’omicidio di Salvo Lima, precisa che queste decisioni erano state prese in alcune riunione tenutesi in Croazia
    • La strage di Capaci inoltre venne annunciata 48 ore prima da una piccola agenzia di stampa, Repubblica, vicina ai Servizi segreti
    • A scriverlo con ogni probabilità fu in un articolo Vittorio Sbardella, secondo uomo di fiducia di Andreotti, per annunciare che ci sarebbe stato un “botto” che avrebbe modificato l’andamento delle elezioni
    • Sbardella è interessante anche per le cose che scrisse dopo l’omicidio Lima intorno al cosiddetto “pericolo Golpe”
    • Dopo l’ arresto di Rina all’inizio del 93 seguirono una serie mai vista prima di episodi strani: attentati contro chiese e palazzi fiorentini e romani, fatti in luoghi di potere molto specifici, non quelle dei partiti ma luoghi simbolo del potere, delle istituzioni e della massoneria
    • All’inizio degli anni ’90 nacquero diverse organizzazioni, una sorta di Leghe del sud.
    • In una di queste comparivano persino Licio Gelli e Stefano Delle Chiaie, neofascista pluriindagato.
    • Viene da pensare che ci fossero nuovi equilibri politici in bilico e ci fosse l’interesse di qualcuno oltre atlantico a creare più un’ Europa delle regioni che delle nazioni.
    • Questo progetto non si è poi sviluppato ma questa ricerca di nuovi equilibri è rimasta e la trattativa è poi avvenuta su un altro versante: quello della ricerca di una situazione politica che garantisse Cosa nostra, messa in difficoltà dal maxi processo
    • Cosa nostra percepisce che le forze che avevano utilizzato gli enormi capitali di cui disponeva, per fini politici contro il comunismo, stavano per essere cancellate dal panorama politico
    • Così diventò importante attirare l’attenzione con azioni capaci di arrivare anche al di là dell’Atlantico per garantire la sopravvivenza di Cosa nostra.
    • La strage di via d’Amelio è stata completamente riletta.
    • Si è scoperto che le confessioni di un pentito sono state inquinate, fatte ad arte per sviare tutte le indagini mentre adesso ci sono nuovi collaboratori di giustizia cheraccontano come si è sviluppata questa strage, il coinvolgimento dei servizi segreti
    • Ma anche la trattativa. Per anni si era concentrata l’attezione sull’uomo di fiducia di Riina, il medico Antonino Cinà.
    • Sembra che abbiano avuto un ruolo altri uomini politici già condannati per associazione mafiosa e senatori della Repubblica
    • un nome circola da mesi, da dichiarazioni di pentiti e in ultimo anche dalla voce di Massimo Ciancimino nell’ultima puntata di Annozero. Si tratterebbe di Marcello dell’Utri…
      Ciancimino può fare questo nome, noi dobbiamo attendere riscontri precisi
    • qual è stato il ruolo, se c’è stato, dei servizi segreti nelle stragi?
      Ci sono prove della loro presenza nella strage di Capaci ma soprattutto in quella di via d’Amelio, ovvero quella che sembra davvero inverosimile possa essere stata organizzata da Cosa Nostra
    • soprattutto perché avviene in un momento in cui sono in via d’approvazione pesanti leggi antimafia e non poteva esservi mossa più dannosa per Cosa nostra che alzare il tiro contro lo Stato
    • le parole del pentito Salvatore Cancemi, quando gli chiesi di questa strage mi disse: “non parlo” e disse delle altre mezze frasi che lasciavano intendere era opera di “menti raffinatissime”.
    • cito un episodio significativo che riguardava l’allora Ministro Scotti, accaduto durante il processo per la strage di via dei Gergofili
    • Gli inquirenti chiesero al Ministro come mai “si fosse addormentato da Ministro degli interni e risvegliato Ministro degli esteri ” senza episodi specifici che giustificassero questo cambiamento di ruolo.
    • Lui sorrise ma non rispose, tant’è che alla fine gli avvocati chiesero che fosse messo agli atti il sorriso di Scotti, perché quel sorriso significava “non posso parlare”
    • Quello che sappiamo ad oggi è che al suo posto andò Nicola Mancino e viene da pensare che questo cambiamento avesse a che fare con la trattativa
    • Mancino ha sempre smentito e non esistono al momento prove che possano dimostrare il contrario. Quello che sembra evidente è che la trattiva trovò un consenso trasversale nella politica.
    • Dopo 17 anni Sandro Ruotolo prepara una puntata per AnnoZero e riceve delle minacce. Salvatore Borsellino, fratello del magistrato, partecipa ad una trasmissione di Rainews24 sulle stragi e subisce il furto della sua auto. A chi fa ancora paura questa verità?
    • Stiamo parlando di forze trasversali ai partiti che hanno governato il Paese prima e continuano ad influenzarne l’andamento anche adesso. Negli anni le condizioni sono cambiate molto, potranno esserci degli sviluppi importanti ma i tempi della giustizia sono lunghi e complessi. Sarà difficile portare avanti questi processi ma oggi sembrano esserci le condizioni e se si riuscirà ad arrivare alla verità sarà il primo caso in Italia in cui saranno identificati i mandanti esterni di una strage.

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.

Nel 1982, quando era detenuto per truffa nel carcere svizzero di Champ Dollon, Ciolini riferì al giudice bolognese Aldo Gentile che la strage era stata commissionata dalla fantomatica Loggia massonica “Montecarlo”, emanazione della P2, ai “neri” di Stefano Delle Chiaie.

La strage, secondo Ciolini, sarebbe stata eseguita dal tedesco Fiebelkorn e dal francese Danet e sarebbe servita a coprire una colossale operazione finanziaria Eni-Petromin.

Ciolini disse che la “Montecarlo” era inserita nella “Trilateral”, che descrisse come una organizzazione terroristica. In seguito cercò di ritrattare tutto, indicando i giudici destinatari della sua testimonianza “come consapevoli strumenti” dell’ inquinamento delle indagini. Poco tempo dopo avere fatto le sue rivelazioni, uscì dal carcere di Champ Dollon. Per questo depistaggio Ciolini è stato processato e condannato a nove anni di carcere (quattro condonati) per calunnia.

3 Comments

  1. Elio Ciolini – 1996

    http://database.statewatch.org/article.asp?aid=1964

    Belgium: Prosecutors want 2 year sentence for CIA man

    Pubblico ministero richiede due anni di carcere contro agente della CIA in Belgio

    Il pubblico ministero di Bruxelles ieri ha chiesto una pena detentiva per korrektionele techtbank di due anni da Elio Ciolini, un agente della CIA dal ’85 al ’91 nel nostro paese in un certo numero di cose scure coinvolti. Sottolineato che il Procuratore Ciolini anche in Belgio durante la peggiore dell’omicidio banda di Nivelles. Ma era anche in contatto con i membri del Haemers banda. Secondo l’Interpol, l’agente segreto dato una traccia.

    Re avvocato Jean-François Godbille rivelando imparato nella sua rekwisitoor ieri che Ciolini nel nostro paese è emerso alla fine del ’85, proprio quando la banda di Nivelles nei supermercati Delhaize a Overijse, Braine e Aalst oltre vijtien persone uccise. Egli era allora in ambienti economici Bruxelles introdotto da Robert Wellens, una nota di estrema destra figura. Tre, quattro belgi agito come uomini davanti alla fine del ’85 Ciolini la creazione e la gestione di due predominano, e la società Dollon SA nv – Société belge d’Interventions Spédiales (SIS) di Bruxelles.

    I belgi, tra cui René Paul Baron de Châtelet, fratello del famoso magistrato Veronique Paulus de Châtelet, mentre sono stati manipolati da uomo della CIA ha detto Godbille. Ieri è stato certamente solo Ciolini convocato ma lui non si presentò e mandò un avvocato, in modo che solo il rekwisitoor il procuratore è stato detto.

    Oprichtinsakte la SIS dello studio apparso in “The Gazette” due settimane dopo la strage di Delhaize Aalst. Questo dimostra quanto ampia ed eccentrica il raggio di azione della società è stato: il commercio di armi, vendita di attrezzature di sicurezza contro gli attacchi, che fornisce guardie del corpo e la protezione della polizia per gli edifici commerciali, organizzazione dei trasporti in denaro, la sicurezza contro il rapimento di bambini, molti lavorano detective investigativo e simili. Ci fu un reparto di beni immobili (Paolo) e una sicurezza (Ciolini). Inizialmente un sacco di soldi spesi.

    Dopo un po ‘Ciolini vicino Avenue Louise è spesso notato in compagnia di Thierry Smars, un membro della banda Haemers. Smars impegnata il 21 maggio ’86 in circostanze strane suicidio. Tale è almeno la versione ufficiale, ma gli altri pensano di omicidio. L’uomo rimase fino alla morte in contatto con Ciolini. La rivista settimanale “Humo”, ha scritto in luglio su segni che Smars agente della CIA Ciolini reclutato per l’anti-omicidio comandi Baslische dalla polizia spagnola. Dopo ’85-’86 con la scomparsa svanito nel Ciolini, ma è tornato un paio di volte con documenti falsi in Belgio.

    Dopo il suo nome alcuni casi, il processo Haemers deciso primi anni novanta, il pubblico ministero belga per interrogarlo. Ciolini era allora in un carcere italiano. Ha dato ai giudici belgi prontamente ammesso di aver lavorato a Bruxelles per conto della CIA e che le due società belga solo una “copertura” sono stati per il suo lavoro di spionaggio.

    Dal ’86 è stato il record di corte a Bruxelles nelle mani di almeno tre diversi ricercatori. C’era dunque qualche ragione un sacco di tempo perso prima di questa strana vicenda è stata gestita in tribunale ieri. Pressione da sopra sembra, dato il ruolo della CIA, mentre non si escludono affatto. Eppure il caso è stato recentemente dimostrato di essere abbastanza importante all’ultimo minuto di pubblico limitazione per decomprimere. L’accusa si trova il tutto nel mondo dello spionaggio internazionale e di armi, ma solo le accuse comportare il trasferimento nome falso, frode e abuso di fiducia.

    Poiché il Ciolini settanta apparteneva a una sorta di “internazionale nera”, che fu attivo in Spagna, Italia, Bolivia e Belgio. Nel ’81-’82, ha partecipato a una riunione a Madrid attacchi terroristici di estrema destra sono stati pianificati in cui diverse figure di spicco come europei della NATO comandante generale Haig e il presidente Mitterrand. Poi si presentò a squadroni della morte in Bolivia? Nel ’92 volò in Italia in carcere per ostruzione della inchiesta giudiziaria sul destra attacco nel 1980 alla stazione di Bologna. Poi eighty uccisi e feriti. Ciolini, la giustizia italiana intorno ’85 con un successo per mettere una falsa pista, sostenendo che aveva partecipato a Monte Carlo in una riunione della loggia P2 di Licio Gelli e banchiere Roberto Calvi, dove si dice che fu presa la decisione di smettere di Bologna . Lo scorso anno ha lasciato la sua cella in Italia. Da allora è scomparso.

I commenti sono chiusi.