Marrazzo si è dimesso, Rutelli se ne va, e Mills mai in galera.

L’atto di killeraggio politico che ha colpito Piero Marrazzo ha avuto il suo primo effetto, le sue dimissioni. Signorini, il direttore del MinCulpop berlusconiano, ha avuto il video di Marrazzo fra le mani e ha prontamente avvisato il finto-premier. E Mr b non ha esitato a consigliare a Marrazzo il suo acquisto. Mr b è in grado di vendere qualsiasi cosa.
Marrazzo, si dice, si è rinchiuso in un istituto religioso. Alla ricerca di se stesso. Ora, dice, nello stato in cui è non può essere utile ai cittadini del Lazio. Forse non lo è stato neanche prima.
Intanto è già tempo di "doparie": Rutelli prepara i bagagli, ma neppure oggi ha dato il grande annuncio. Non è ancora ora di far nascere la Kadima italiana (Kadima è il partito di Nethanyau in Israele, partito che fu fondato da Ariel Sharon, famoso per aver rotto il bipolarismo israeliano fra il partito laburista e il Likud, il partito conservatore). Ebbene, Rutelli ha ansia di passare alla storia come colui che ha eliminato ogni ombra e sospetto di bipolarismo in Italia. Come Kadima, anche la Cosa di Rutelli e Casini, forse Fini e Montezemolo, stringerà accordi un po’ a destra e un po’ a sinistra. Si chiamerà il partito della Convenienza, poiché essa sarà il suo vero principo ispiratore.
Con il suo addio, forse il PD si libererà anche della pletora cleriacale dei cosiddetti "teodem": di fatto si potrà dichiarare conclusa l’esperienza della sintesi fra il socialismo riformatore e la correntona di sinistra della vecchia e arci defunta DC. A sinistra-sinistra si affrettino, poiché sul carrozzone a tre posti che Bersani ci preparerà in vista delle politiche del 2012 (se la Lega e Tremonti non fanno lo sgambetto a Mr b) c’è un posto libero fatto apposta per loro.
Mills. Condannato in appello per corruzione. Difficilmente la Cassazione ribalterà il risultato. Il corruttore? Latita, ma verrà presto prescritto.

  • tags: no_tag

    • Dopo 4 ore di camera di consiglio, la seconda sezione della Corte d’appello ha confermato la condanna a quattro anni e sei mesi nei confronti dell’avvocato inglese David Mills per corruzione in atti giudiziari.

    • Confermato anche il risarcimento alla presidenza del Consiglio, costituitasi parte civile, pari a 250 mila euro.

    • Secondo la sentenza di primo grado, il legale avrebbe ricevuto 600mila dollari da Silvio Berlusconi per essere un testimone reticente in due processi nei quali era imputato il presidente del Consiglio, quello su "All Iberian" e quello sulle tangenti ad uomini della Guardia di finanza.

    • il procedimento a carico di Berlusconi ricomincerà, anche se davanti a un altro collegio rispetto a quello che aveva inflitto a Mills la condanna in primo grado. Questo collegio, infatti, è incompatibile e di conseguenza si dovrà tenere una apposita udienza nella quale i giudici presieduti da Gandus "si spoglieranno" del processo che sarà assegnato ad altri giudici. Difficile che si arrivi a un verdetto definitivo entro aprile 2011, quando anche per il premier scatterà la prescrizione.

    • Mentre i legali di Mills annunciano il ricorso in Cassazione, comincia la corsa contro il tempo per evitare la prescrizione. Per l’avvocato inglese questa scatta nell’aprile del 2010 perchè nel 2000 ebbe la disponibilità dei 600mila dollari ritenuti prezzo della corruzione. Secondo la Corte d’appello, che anche in questo ha accolto le tesi dell’accusa, non decorre da prima che deponesse nei due processi ‘incriminati’, nel ’97 e nel ’98, cosa questa che renderebbe il reato "abbondantemente prescritto".

    • I giudici, proprio per permettere una sentenza definitiva il prima possibile, entro 15 giorni renderanno note le ragioni del verdetto e da quel momento gli avvocati di Mills avranno 30 giorni per presentare ricorso. Anche nel caso di una condanna in via definitiva, grazie all’indulto, Mills non andrà in carcere.

  • tags: no_tag

    • Non dice in modo diretto "me ne vado". Ma di fatto per Francesco Rutelli oggi è il giorno dello strappo dal Pd. Prima sussurrato, poi reso sempre più esplicito.

    • Manca l’ufficializzazione, ma probabilmente non c’è bisogno. Da Milano, durante la presentazione del suo libro, le parole l’ex leader della Margherita che pronuncia non lasciano margini di dubbio: "Occorre iniziare un percorso diverso, con persone diverse. Davanti a noi c’è un altro tragitto". E, si capisce, un altro partito.

    • Per il presidente del Copasir si apre la strada di un raccordo con Casini, Pezzotta e forse con quell’aggregato centrista che sogna Luca Cordero di Montezemolo. Un nuovo partito che non può essere il Pd che, con l’elezione di Bersani, "ripropone strade del passato".

    • Rutelli (che in in 30 anni è passato per quattro partiti, Radicali, Verdi, Margherita e Pd)

    • "Il centrodestra è diventato destra e il centrosinistra con il Pd, alleato con l’Idv, ripercorre strade del passato. C’è poi la Lega al nord ed è prossima la nascita di un partito del Sud, un cambiamento dello scenario politico italiano di fronte al quale un centrosinistra non avrebbe parole da spendere e finirebbe in minoranza"

    • l’interrogativo è questo. Capire quanti si accoderanno alla scelta rutelliana. Quantificare quanti si getteranno nella creazione del "Grande Centro" o "Kadima italiano"

    • Quante truppe hanno Rutelli e i suoi? E’ questa, forse, la vera questione su cui il Pd, alle prese con una campagna elettorale difficile, dovrà interrogarsi

  • tags: no_tag

    • Piero Marrazzo si è dimesso. "Basta, voglio chiudere, non avere più alcun contatto con la mia vita politica", avrebbe detto ai collaboratori annunciando la decisione di lasciare l’incarico di Governatore dopo lo scandalo del video

    • "Le mie condizioni personali di sofferenza estrema non rendono più utile per i cittadini del Lazio la mia permanenza alla guida della Regione. Comunico con la presente le mie dimissioni definitive e irrevocabili"

    • I tempi per il voto. Dalle dimissioni al voto passeranno 135 giorni, 90 per i decreti di indizione dei comizi elettorali e 45 per indire i comizi. Si potrebbe andare alle urne a metà marzo ma non è escluso che le elezioni si tengano il 28-29 marzo in coincidenza con l’Election Day fissato dal governo.

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.

Annunci