Emendamento 138, la soluzione finale. Netizen nelle mire dei Governi.

L’accordo raggiunto questa notte in Unione Europea fra Consiglio e Parlamento ha sancito quel che già era nell’aria da giorni, vale a dire l’affossamento dell’emendamento 138, approvato mesi fa dal Parlamento stesso, con il quale di fatto si escludeva la possibilità delle disconnessioni ad opera delle autority governative attribuendone la facoltà soltanto a un’autorità giudiziaria, previo svolgimento di regolare e giusto processo. Il Parlamento ha ceduto nei confronti delle pressioni esercitate dal Consiglio, vale a dire dei nostri governi, i quali di fatto si sono messi contro la Rete a tutela dell’unica forma di diritto d’autore contemplata, ovvero la proprietà esclusiva dell’opera.
L’accordo lascia molto spazio ai governi: essi dovranno recepire la direttiva che conterrà il predetto emendamento con legge nazionale entro 18 giorni ed avranno ampio margine per decidere quali saranno le misure "appropriate e proporzionate" da applicare in caso di un netizen colto a violare il diritto d’autore per mezzo della rete. Quindi queste misure potranno anche essere le disconnessioni. Non esiste alcun riferimento esplicito alla attribuzione di questa facoltà all’autorità giudiziaria ma esclusivamente considerazioni generiche nelle quali si assicura al netizen la presunzione d’innocenza e il rispetto della privacy. Insomma, è stato lasciato aperto uno spazio per la reintroduzione della dotrina Sarkozy.

  • L’emendamento 138 è morto per la mancanza di coraggio del Parlamento.
    Strasburgo, ottobre 21, 2009 – Ieri, i rappresentanti del Parlamento europeo – un’istituzione che si solitamente si pregia di difendere i diritti umani in patria e all’estero – hanno deposto le armi sotto la pressione esercitata dagli Stati membri. Il Parlamento ha abbandonato l’emendamento 138, una norma che era stata adottata in due occasioni con una maggioranza del 88% in seduta plenaria, che mirava a tutelare le libertà civili online. Al posto dell’assicurazione che nessuna restrizione di accesso a Internet possa essere imposta senza una preventiva decisione della Corte, l’emendamento 138 sarà sostituita da una disposizione neutrale, che non prevede alcuna tutela significativamente nuova per i cittadini.

    Leggi il comunicato stampa sul sito web di La Quadrature du Net:
    http://www.laquadrature.net/fr/lamendement-138-mort-par-manque-de-courage-du-parlement

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    • Rispetto dei diritti fondamentali della persona, tutela della privacy, garanzia ad essere giudicati in maniera ponderata e imparziale, sanzioni proporzionate per punire coloro che vengano colti a violare il diritto d’autore con la mediazione della Rete

    • il testo di compromesso definitivo di quel che è comunemente noto come emendamento 138 è scaturito da un tira e molla europeo che si trascina de mesi

    • Non si tratta dell’emendamento 138 originario, quello che avrebbe dovuto sancire con decisione l’inapplicabilità del regime delle disconnessioni in quanto inefficace e non proporzionato, né si tratta dell’ultima versione del testo che sembrava non offrire al cittadino alcuna garanzia dalle rivendicazioni dell’industria dei contenuti.

    • Con la negoziazione notturna fra Consiglio e Parlamento Europeo è stato plasmato un testo che sembra voler garantire i diritti del cittadino nel quadro dell’enforcement della tutela del diritto d’autore

    • "le misure adottate dagli stati membri relative all’accesso e all’uso di servizi e di applicazioni attraverso le reti di comunicazioni elettronica da parte degli utenti finali dovranno rispettare i diritti e le libertà fondamentali dell’individuo

    • Misure, si spiega, che devono risultare "appropriate" e "proporzionate"

    • Nessun riferimento alle modalità con cui si soppeseranno questi equilibri e queste proporzioni

    • Al netizen, si chiarisce in maniera esplicita nel testo, sono assicurati il principio della presunzione di innocenza e la privacy

    • Ma la nettezza con cui queste garanzie venivano assicurate dall’emendamento 138 nella sua prima formulazione sembra essersi sfocata

    • il cittadino della Rete possa essere sanzionato solo in seguito ad una procedura equa e imparziale, mentre si perde il riferimento, contenuto nell’originario emendamento 138, alla "decisione dell’autorità giudiziaria"

    • Un elemento che avrebbe garantito al cittadino additato come pirata dai detentori dei diritti la possibilità di difendersi nel quadro di un ordinario processo, di fronte ad un magistrato imparziale e non ad un’autorità che potrebbe essere portatrice di interessi di parte.

    • La Quadrature du Net, che da tempo si adopera a favore dei diritti nella società civile connessa: "questo testo – ha chiosato il cofondatore del gruppo Jérémie Zimmemrmann – fornisce le armi legali per continuare a combattere le restrizioni dell’accesso a Internet"

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    • Il Parlamento Europeo e il Consiglio Ue, che rappresenta i governi, hanno trovato nella notte un’intesa definitiva sul pacchetto di riforma Ue delle telecomunicazioni, che potrà così entrare in vigore nel 2010

    • Gli stati membri avranno 18 mesi per recepirla nel diritto nazionale

    • nuova authority europea, la possibilità di una separazione funzionale tra gestori di reti e fornitori di servizi, più tutela per gli utenti di internet

    • Si era però creata un’impasse durata oltre sei mesi, dopo che il Parlamento Europeo aveva approvato un emendamento che imponeva come necessaria la decisione di un giudice prima di poter chiudere la connessione internet di persone che scarichino materiale illegale dalla Rete.

    • La riforma introduce anzitutto un regolatore europeo delle comunicazione elettroniche, il Berec (Body of European Regulators in Electronic Communication), che dovrà rafforzare l’applicazione del diritto Ue in materia, impedendo che un operatore possa sottrarsi alla concorrenza

    • La nuova authority Ue prenderà decisioni a maggioranza.

    • La normativa concordata a Bruxelles prevede inoltre la possibilità per le authority nazionali di obbligare le grandi società di tlc alla separazione funzionale tra gestori di reti e fornitori di servizi, sia pure solo in «casi estremi»

    • Secondo la Commissione «la separazione funzionale può migliorare rapidamente la concorrenza nei mercati mantenendo incentivi agli investimenti in nuove reti»

    • possibilità per i consumatori di cambiare operatore di telefonia fissa o mobile in un giorno lavorativo mantenendo il proprio numero

    • diritto a una migliore informazione al momento di sottoscrivere a un servizio

    • il rafforzamento dei diritti dei cittadini per quanto riguarda l’accesso a Internet

    • nel testo emendato si afferma ora che qualsiasi misura intrapresa dagli stati membri sull’accesso, essa dovrà «rispettare i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini», e dovrà essere «appropriata, proporzionata e necessaria» e «rispettare la presunzione d’innocenza e il diritto alla privacy»

    • in caso di blocco dell’accesso, i cittadini avranno diritto a una «procedura equa e imparziale, incluso il diritto di essere ascoltati», e «un revisione giudiziaria efficace e tempestiva»

    • maggior scelta sui fornitori di servizi a banda larga, mentre le authority nazionali dovranno imporre livelli minimi di qualità e promuovere la «neutralità della rete»

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