Clima teso in Rai, Bignardi posticipata di un’ora per delle battute su Berlusconi.

Che clima in Rai. Ora persino delle sciocche battute su Berlusconi creano un clima di caccia alle streghe. L’Era Glaciale, il programma di Daria Bignardi, transfuga da La7, era all’ultima puntata, venerdì scorso. Ma qualcuno ha dato l’ordine di bloccarlo, almeno di ritardarlo. Si sono agitate delle poltrone. Qualcuno ha fatto delle telefonate. Alla fine il programma è andata in onda dopo un’ora, ufficialmente per “problemi tecnici”. Si dà il caso che al suo interno ci fossero due interviste scomode: una a Morgan e l’altra a Fiorella Mannoia. Morgan parla del suo ruolo nel programma musicale di Raidue e delle difficoltà in termini di share. A quel punto Morgan dice che è colpa di Berlusconi, degli uomini di Berlusconi in Rai. Poi fa capire di scherzare. Ma in coda all’intervista riorna a parlare di politica, dice di voler diventare “presidente del consiglio”, di non scender in capo, ma di salire in quota. E stila un “patto della Concordia”, basato su surreali dieci punti. E’ chiaramente un gioco. Improvvisa una imitazione di Prodi, dice “bisogna rivalutare Prodi”, “Prodi è veramente l’unico che lavorava, quindi è impopolare”. “Berlusconi è il problema della sottocultura della televisione”, “è il problema della P2 che parte negli anni settanta”, “Tina Anselmi sarebbe presidente della Repubblica in un paese normale”. Hanno tremato. Tutto questo ha agitato a tal punto i vertici di Raidue da far posticipare la messa in onda della trasmissione. Questi i passaggi “incriminati”:

La Mannoia invece parla del No B Day, che se il presidente del consiglio ha dei problemi sono affari suoi e deve risolverseli non con l’uso privato della cosa pubblica; dice che il PD si deve dare una mossa e fare vera opposizione. Parla di bene della collettività, di Fini e della lettera che Fiorella gli ha scritto, del suo presunto futuro partito, che se fosee in grado di poterci sottrarre a questo pantano, lo potrebbe anche votare.

Tutto ciò è una miscela di antiberlusconismo che per i vertici Rai era meglio passare al vaglio di un controllo preventivo. Nessun taglio, è vero, ma un tentativo di azzoppare l’ascolto del programma c’è stato. Chi va in Rai è avvisato.

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