Berlusconi, il Mostro della Repubblica. Attacco a Magistratura e Consulta dal palco del congresso PPE.

Ribalta la realtà dei fatti e ne approfitta per sferrare un duro attacco ai magistrati e alla Consulta. Lui, il Mostro della Repubblica, un nuovo Sovrano Assoluto che si sostituisce al Popolo e pretende di essere sopra la legge. La regressione democratica italiana, la sua involuzione verso una foma pre-moderna, si è definitivamente palesata al pubblico europeo in tutta la sua pericolosità. Davanti al congresso del PPE, il Partito Popolare Europeo, partito costituito da liberali, conservatori, ma nonostante tutto democratici, Mr b si è esibito in una parabolica demolizione della libertà democratica del nostro paese annunciando di voler metter mano alla Costituzione e di stravolgerla. L’esternazione di oggi mostra la sua fondamentale ignoranza in fatto di principi democratici e rischia di preparare una deriva gravissima verso una riforma costituzionale che spiani la strada alle leggi salva-premier (finto).

Quelle che seguono sono le dichiarazioni di Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, rilasciate stasera alla registrazione della odierna puntata di ‘Porta a Porta. Alfano, pur di dar sostegno ideologico alla nuova campagna di demolizione dello stato di diritto e della legalità, estrapola dai lavori parlamentari della Costituente del 1947 un passo in cui Togliatti espresse dubbi circa la formula impiegata per istituire la Corte Costituzionale, strumentalizzandola a proprio favore:

“La Corte Costituzionale e’ pacificamente collocata tra gli organi di garanzia del Paese. Non e’ pacifica la sua serena nascita e la sua composizione attuale”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano, commentando le parole del premier Berlusocni, e citando un documento firmato da Palmiro Togliatti nel ‘47, in cui si parlava della “bizzarria” della Corte e ricordando come la bicamerale nel ‘97 ipotizzo’ di aumentare i membri della Consulta da 15 a 20, con i nuovi cinque eletti dalle Regioni.

Mentre Bonaiuti, il fedele portavoce del premier (finto) ci ricorda la sua “cultura” in fatto di Diritto Pubblico:

«C’è da chiedersi – rileva il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti – perchè quando viene attaccata un’istituzione votata dalla maggioranza degli italiani come il Presidente del Consiglio, nessuno esca in sua difesa». “L’idea che la Corte Costituzionale sia meritevole di una modifica del suo funzionamento e di un intervento riformatore – ha aggiunto Alfano – pende dal 1947″.

Qualcuno ricordi al Signor Portavoce che la presidenza del Consiglio NON è votata dalla maggioranza degli italiani. Semmai il Presidente del Consiglio è NOMINATO dal Presidente della Repubblica, articolo 92, titolo III della Costituzione.

Sandro Bondi, coordinatore nazionale del Pdl, afferma: «La sovranità del popolo, da cui traggono la propria legittimità tutte le altre istituzioni dello Stato, da oltre un decennio subisce un violento condizionamento a opera di poteri variamente interessati a esercitare un magistero politico e a guidare il Paese». qualcuno ricordi al benemerito ministro della Cultura – che in quanto a cultura istituzionale ha mostrato un vero e profondissimo deficit – che:

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione (art. 1, comma II, titolo I della Costituzione).

Che cosa ci insegna questo comma, alunno Bondi? Che la Sovranità è del Popolo e che la Sovranità non è Assoluta. Ovvero il Popolo Sovrano non è Sovrano Assoluto. Lo ripeto?

Per questa ragione esiste un organo come la Corte Costituzionale (e la Magistratura).

Conviene studiarla, la Costituzione, prima di pensare a modificarla. Ecco una carellata dell’odierno BESTIARIO.

    • «In relazione alle espressioni pronunciate dal Presidente del Consiglio in una importante sede politica internazionale di violento attacco contro fondamentali istituzioni di garanzia volute dalla Costituzione italiana, il Presidente della Repubblica esprime profondo rammarico e preoccupazione. Il Capo dello Stato continua a ritenere che, specie per poter affrontare delicati problemi di carattere istituzionale, l’Italia abbia bisogno di quello spirito di leale collaborazione e di quell’impegno di condivisione che pochi giorni fa il Senato ha concordemente auspicato»
    • «Permettetemi di parlare un secondo del mio Paese». Silvio Berlusconi coglie l’occasione del suo intervento davanti alla platea del congresso del Ppe a Bonn per ripercorrere i temi prediletti: i giudici che si sono sostituiti al Parlamento, la sinistra allo sbando, la maggioranza coesa e il premier «super forte e con le palle»
    • un nuovo duro attacco alla magistratura, alla Consulta e al presidente della Repubblica
    • l’annuncio di voler mettere mano alla Carta costituzionale. Parole che hanno scatenato la reazione non solo dell’opposizione, ma anche del presidente della Camera Fini («Berlusconi chiarisca il suo pensiero») e del presidente Napolitano
    • «la sovranità sta passando al partito dei giudici. Il Parlamento fa le leggi, ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte Costituzionale e la Corte abroga la legge – spiega il premier -. Stiamo lavorando per cambiare questa situazione anche attraverso una riforma della Costituzione». La Consulta, attacca, «da organo di garanzia si è trasformata in organo politico. Abrogando il Lodo Alfano he praticamente ha detto ai pubblici accusatori: riprendete la caccia all’uomo nei confronti del primo ministro». E una delle cause di questo, dice, è che «abbiamo avuto purtroppo tre presidenti della Repubblica consecutivi tutti di sinistra».

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