Deriva psichiatrica e omertà mafiosa: Mr b pronto a un nuovo “predellino”.

Si teme un nuovo strappo, un nuovo scarto in avanti, o a latere, del (finto) premier. Domani sarà a Milano per la campagna di tesseramento del PdL e terrà un discorso: gli ambienti più vicini allo psico-premier parlano di un imminente nuovo attacco al Quirinale e alla Consulta che metterà a dura prova i residui legami con Fini. L’attacco verrà condotto con la copertura televisiva del Tg1 del Minzo che ieri si è inerpicato in una vergognosa difesa di Mr b, paragonandolo – suo malgrado – a Andreotti a alla presunta persecuzione giudiziaria che il matusalemme del Senato avrebbe subito ai tempi delle accuse di mafia e del bacio con Totò Riina. Certamente il Minzo, avvocato dei perseguitati, non ha fatto menzione alcuna riguardo alla condanna prescritta a Andreotti, quella per mafia prima del 1980, che nessuno ricorda naturalmente.
E mentre tutti sostengono che Filippo Graviano ha smentito Spatuzza, nessuno dice che il boss ha semplicemente negato quel che Spatuzza ha riferito al Giudice nella scorsa seduta, mentre non ha fornito alcun elemento oggettivo riguardo a ciò – né la sua deposizione ha inciso in alcun modo sull’impianto accusatorio che ha portato alla condanna di Dell’Utri in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Ovvero, questa fase dibattimentale non aggiunge niente al quadro probatorio che già era servito a condannare il collaboratore di Mr b (di cui potete ampiamente leggere qui: Dossier Dell’Utri). Minzolini non vi ha fornito nemmeno la metà di questo quadro informativo, anzi, ha fatto un vero e proprio panegirico televisivo, spacciando per approfondimento ciò che in realtà è pura semplificatoria attività di maquillage:

La deposizione dei Graviano:

Di seguito l’articolo pubblicato da Il Fatto e ripreso da Micromega in cui la politologa Barbara Spinelli parla di “deriva psichiatrica” dei dittatori e della pericolosità della situazione italiana, appena salvaguardata dai pericoli di una “Weimar” dalla nostra stessa Costituzione, la quale – nonostante quel che dica il (finto) premier –  esce rafforzata da questo tritacarne, poiché diffusa sarebbe la convinzione che non serva cambiarla. La Spinelli sottolinea come la platea di Bonn che udiva Mr b demolire l’impianto costituzionale e democratico della nostra Repubblica, non abbia levato alcuna critica al despota, e evidenzia come questo prefiguri una politica dell’appeasement, una morbida accondiscendenza verso Berlusconi, come spesso gli europei hanno verso i dittatori.

    • Barbara Spinelli, tra le più riconosciute osservatrici dei fatti politici italiani, fa un’analisi secca e lucida della situazione politica e dello scontro istituzionale
    • “Siamo di fronte a una crisi acuta ma ormai è anche finito il tempo di chiedersi ‘cosa accadrà’
    • La Spinelli sottolinea l’importanza della reazione di Napolitano, un presidente “che finora non è che abbia detto molto sul tipo di regime messo in piedi da Berlusconi”
    • individua in Fini “la chiave di volta della situazione” perché “il regime autoritario può essere scalzato soltanto dalla maggioranza”
    • la reazione “abbastanza scandalosa” del Partito popolare europeo, dove “non si è alzata una voce contro ciò che ha detto Berlusconi: in parte si tratta di una forma di appeasement, la tendenza a accomodarsi con i regimi autoritari
    • se l’Europa fa un esame di democrazia ai paesi che entrano, non richiede altrettanto a quelli che sono già dentro
    • Sel’Italia non fosse già nell’Unione europea, non potrebbe avervi accesso
    • non trova scandaloso “che Berlusconi parli di Italia piuttosto che di Europa. Quel che è grave è che Berlusconi utilizzi una sede internazionale per fare un attacco molto pesante alla Costituzione e alle istituzioni del proprio paese”
    • l’Europa, che potrebbe intervenire “di fronte a queste frasi golpiste resti in silenzio: per quel che riguarda l’euro siamo tutti affratellati, e questo ha reso meno importante la politica. La Merkel dovrebbe vergognarsi dei baci con Berlusconi, che si trovavano in tutte le foto. È come il bacio tra Breznev e Honecker”
    • “Berlusconi dice in maniera chiara cosa vuol fare, cambiare la Costituzione a maggioranza semplice, la sua”
    • “Ciò che mi sembra positivo è che in realtà la Costituzione ne esce enormemente rafforzata: la consapevolezza è ormai diffusa che non si sia nessun bisogno di cambiarla, come si è invece sostenuto negli ultimi 10-15 anni”
    • possiamo parlare di “stato d’eccezione”, come scriveva Ezio Mauro ieri su Repubblica, “la differenza è che la nostra Costituzione ci tutela più di quanto quella della Repubblica di Weimar tutelasse la democrazia tedesca”
    • rispetto alla minaccia più o meno ventilata, di un nuovo predellino che porti il Cavaliere direttamente alle elezioni anticipate, la Spinelli fa notare che “non è che Berlusconi può sciogliere da solo le Camere. È più difficile, in un’aula parlamentare, saltare su predellini”
    • “Se Berlusconi dal punto di vista delle uscite televisive e della piazza è imbattibile, non so se lo sia altrettanto dal punto di vista del gioco parlamentare. Minaccia continuamente le elezioni anticipate, ma poi ritira tale minaccia. Perché non è così che funziona: il Parlamento non è un predellino, non è lo scenario perfetto per un tg di Minzolini, né una fiction. E tanto per cominciare, Napolitano potrebbe certo dare l’incarico a qualcun altro della stessa maggioranza di Berlusconi”
    • l’editorialista nota che “tutti i dittatori hanno una deriva psichiatrica, ma l’aspetto politico è molto più importante. La psichiatria non è di nessun aiuto per le vittime delle dittature”
    • una notazione sui processi di mafia: “Non credo che verranno fuori grandi cose. Penso che i capi della mafia in carcere si guarderanno bene dal dire cose compromettenti. Ma è interessante vedere come le posizioni rispetto ai pentiti cambino: vengono considerati farabutti e uomini che sciolgono i bambini nell’acido quando tirano in ballo i politici, e se ne fanno elogi sperticati quando tacciono (come Mangano chiamato un eroe, o Filippo Graviano descritto da Dell’Utri come uomo di grande dignità)”

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