Le parole di Fini, un altro Duomo in bocca a Berlusconi. Il cortocircuito della maggioranza. Cicchitto contro Travaglio e Maroni contro internet.

Ferri corti. Nonostante la degenza di Berlusconi in ospedale, Fini non rinuncia al suo ruolo di opposizione interna al governo e critica duramente la decisione dell’esecutivo di mantenere la fiducia sulla legge finanziaria. Le parole del Presidente della Camera producono immediatamente malumori e piccoli litigi: Roberto Cota della Lega rinuncia a parlare, Italo Bocchino ha un diverbio con Cicchitto, ovvero con il suo capogruppo.
Il tutto è stato preceduto dall’informativa del Governo sulla vicenda dell’aggressione. L’intervento dello stesso Cicchitto ha risuonato nell’aula per le durissime accuse contro quella che definisce campagna d’odio condotta dal network Repubblica-L’Espresso, il Fatto, Santoro e Di Pietro, e da terroristi mediatici come Travaglio. Questo, secondo l’analisi di Cicchitto, avrebbe "armato" la mano di un folle.
In sostanza, i falchi fedelissimi di Berlusconi tuonano in parlamento l’ira del (finto) premier. Mettere a fuoco l’assemblea, l’obiettivo. Alfano dice, in un’intervista, che le colpe del clima di violenza verbale fra maggioranza e opposizione non sono equamente divise. Loro avrebbero soltanto difeso il (finto) premier. Di fatto oggi non si sono risparmiati nell’uso della vicenda a proprio vantaggio politico. Hanno, di fatto, capitalizzato il gesto del Tartaglia. I media, giornali e tv, sono un coro pro Berlusconi. Ispirano il pietismo della gente. In poche parole, creano consenso. E trasformano un danno fisico in una bomba mediatica. Se non fosse che è capitato per mano di Uno Qualunque, si direbbe che è una regia perfetta.

FABRIZIO CICCHITTO. Signor Presidente, invio al Presidente Berlusconi il saluto e l’augurio a nome del gruppo parlamentare del Popolo della Libertà e di milioni di nostri iscritti ed elettori (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Lega Nord Padania e Misto-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud).
Quello che è avvenuto – l’aggressione a Berlusconi, la contestazione organizzata e aggressiva di ben due manifestazioni a Milano, le migliaia di solidarietà a Tartaglia su Facebook – è il segno che stanno penetrando nel profondo di settori, fortunatamente assai minoritari, della nostra società i veleni prodotti dalla campagna di odio iniziata fin dal 1994 (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).
In questa campagna di odio non è vero che siamo tutti uguali, perché essa è da sempre concentrata contro una sola persona, contro Silvio Berlusconi. Essa si è avvalsa nel corso degli anni dei materiali più diversi; ultimamente essa è ripartita dai gossip, ma poi si è concentrata su due accuse infamanti e terribili: la mafiosità e la responsabilità delle stragi del 1992-1994.
A condurre questa campagna è il network composto dal gruppo editoriale Repubblica-Espresso, da quel mattinale delle procure che è Il Fatto Quotidiano, da una trasmissione televisiva condotta da Santoro e da un terrorista mediatico di nome Travaglio (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania), da alcuni pubblici ministeri che hanno nelle mani alcuni processi tra i più delicati sul terreno del rapporto tra mafia e politica e che nel contempo vanno nei più vari talk show televisivi a demonizzare Berlusconi….

FURIO COLOMBO. Questi sono i toni bassi (Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)!

FABRIZIO CICCHITTO. …e da un partito, l’Italia dei Valori, il cui leader Di Pietro sta in questi giorni evocando la violenza, quasi voglia tramutare lo scontro politico durissimo in atto in guerra civile fredda, e poi questa in qualcosa di più drammatico (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).
È condotta anche, onorevole Bersani, da qualche settore giustizialista del suo partito. Come se ne esce? A nostro avviso non con esercitazioni puramente verbali, destinate a lasciare il tempo che trovano, ma andando al cuore del problema: disinnescando, cioè, con leggi funzionali all’obiettivo l’uso politico della giustizia, che è il cancro che ha distrutto la prima Repubblica e che sta corrodendo anche la seconda (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Lega Nord Padania e Misto-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud).
Se si prende il toro per le corna – lo dico rispondendo in termini politici all’appello del Presidente della Repubblica – si può iniziare un cammino virtuoso, procedendo ad una grande riforma istituzionale, ad una grande riforma della giustizia, ad un’incisiva riforma dei regolamenti parlamentari e all’istituzione del federalismo fiscale.

Aggiungo per chiarezza che non possono essere messe sullo stesso piano, neanche dalle nostre autorità istituzionali, due problematiche assai diverse: quella di chi, magari con un linguaggio non diplomatico, ha invocato una riforma costituzionale, compresa quella della Corte costituzionale, recuperando le obiezioni fatte a suo tempo da Palmiro Togliatti e da Calamandrei, e quella di quei pubblici ministeri che hanno fatto trattenere il fiato al Paese e alla comunità internazionale in attesa che gli oracoli di nuovo conio, gli Spatuzza e i fratelli Graviano, pronunciassero i loro verdetti, anzi, le loro atipiche sentenze (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Lega Nord Padania e Misto-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud)! Si è verificato a questo proposito, onorevole Presidente, un’ulteriore asimmetria, perché mentre quell’invocazione ad una grande riforma è stata duramente contestata, gli attacchi di tutti i tipi rivolti ad una carica dello Stato eletta dalla maggioranza del popolo non hanno avuto finora una chiara e netta risposta.

Questo è lo stato della questione, detto con senso di responsabilità, ma anche con la dovuta fermezza da parte di un gruppo che vede il suo leader in ospedale, colpito da uno squilibrato, la cui mano è stata armata da una spietata campagna di odio, il cui obiettivo è il rovesciamento di un legittimo risultato elettorale (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

FURIO COLOMBO. Non puoi armare la mano di uno squilibrato!

FABRIZIO CICCHITTO. I termini della questione sono chiarissimi e con chiarezza li abbiamo esposti. A questo punto, ognuno deve assumersi le sue responsabilità. Ci auguriamo che l’aggressione e il ferimento subiti da Silvio Berlusconi possano servire a qualcosa di positivo e che dal male possa venire il bene (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Lega Nord Padania e Misto-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud – Congratulazioni).

Maroni annuncia la censura su Internet:


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3 Comments

  1. Che noia questa politca, sinceramente non se ne può più di questi continui frastagliamenti e battibecchi all’interno degli stessi schieramenti, finchè si tratta di lotte fra i partiti ok, è normale, ma qui non fanno altro che polemizzarsi tutti l’un l’altro come vecchie suocere e a noi, all’ordine del giorno, toccano solo le loro chiacchiere, perdendo di vista magari i problemi più concreti che affliggono il nostro Paese. Ormai per sentir parlare di Finanziaria e disegni di legge devo andare a sfogliare i giornali dal parrucchiere!!

    Sarà un banalissimo sfogo il mio, ma mi è venuto spontaneo leggendo un pezzo tratto da questo articolo:http://loccidentale.it/articolo/fini+%22censura%22+il+governo+e+riaccende+le+tensioni+nella+maggioranza.0083333

    “Ma è la nuova tirata d’orecchi del presidente della Camera alla maggioranza a scatenare nuove tensioni. E pensare che la visita al San Raffaele era stata letta come un segnale importante di riavvicinamento tra lui e il premier. In realtà è sul piano politico che le distanze restano tali e quali. E il no di Fini alla fiducia sulla manovra appare come una censura politica nei confronti dell’esecutivo.”

    1. Fra i problemi concreti, cara lettrice, io metterei il deficit di democrazia insito nel ricorso sistematico al voto di fiducia che di fatto esautora il parlamento e lo priva della sua funzione legislativa. Questo è un problema concreto, certamente non limitato a questo governo e a questa legislatura. Ma nel clima di attacco alle istituzioni che stiamo vivendo, si dovrebbe almeno cercare di privilegiare la dinamica parlamentare e di favorirne il libero dibattito. Il governo rifugge dalle divisioni interne alla maggioranza praticamente blindando ogni pacchetto di norme che propone. Il Parlamento è ridotto a mera certificazione dei desiderata del governo. Che in definitiva si occupa solo del problema del rapporto Berlusconi-Magistratura.

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