Piero Ricca, Marco Travaglio: Libertà è Critica.

Ora, la caccia alle streghe. Via gli striscioni dalle Università, via le scritte dai muri. Chi osa avanzare una critica è trattato da untore. Chi è critico è un terrorista mediatico. Ma “la critica è un’arte del giudizio, la sua attività consiste nel vagliare l’esattezza o la verità, la giustezza o la bellezza di un contenuto già dato, per ricavare dalla conoscenza così ottenuta un giudizio che come risulta dall’uso stesso del termine può essere esteso a persone” (in R. Koselleck, Critica e crisi, p. 120.). La critica come portavoce dell’opinione pubblica ha le stesse funzioni della lockiana censura morale, vale a dire ininfluenza sui costumi privati ma determinazione delle azioni pubbliche. E’ una commutazione verso l’esterno; non si tratta più di libero pensiero giudicante in foro interiore. Tutto è travolto nel vortice della pubblicità. Tutto diviene pubblico ma anche estraniato ideologicamente. Il critico non si arresta davanti al sovrano, bensì giudica tutti gli uomini, da uomo virtuoso, ma in ogni modo da «uomo». Ciò significa livellare tutto, anche il Re, ridurre l’uomo – chiunque esso sia – alla sola condizione di cittadino.

Gli Illuministi smascherano il re mostrando in lui l’uomo, e in quanto uomo egli non può che essere un usurpatore. La critica carpisce alla figura storica la sua importanza. Così il re estraniato dal suo elemento, cioè dalla politica, diviene un uomo e in quanto tale è un usurpatore, un tiranno. E se è un tiranno, gli Illuministi hanno ragione con la loro critica. Il critico giusto è il giudice, non il tiranno dell’umanità (in R. Koselleck, Critica e Crisi, p. 134).

L’illuminismo di Piero Ricca e la pratica della critica di Marco Travaglio sono il giudizio che riduce il Tiranno a uomo fra gli uomini, quindi lo rendono un eguale, un pari, e trattengono questo paese sul binario della democrazia. L’attacco a loro è l’attacco alla libertà di critica, ovvero alla libertà d’espressione. Se il Tiranno non può essere criticato, allora egli è posto al di sopra degli altri, e al di fuori della legge. Il medesimo senso che viene dato ai privilegi del (finto) premier, che secondo la sua pletora di giuristi, è “eletto” dal popolo e pertanto deve governare e non può rispondere delle proprie malefatte davanti alla Legge. Egli, pertanto, diventa Tiranno su mandato popolare, ed è intoccabile, in primis con la parola.

Questo il retroscena della manifestazione di domenica, della “pericolosa” manifestazione di barboni al soldo di Piero Ricca… Traetene voi conclusioni in fatto di libertà e critica in Italia, oggi, sedici dicembre duemilanove.

Firma l’appello in difesa di Marco Travaglio: Io sto con Marco Travaglio, dalla parte dei fatti.

  • Piero Ricca » Liberi cioé violenti

    • Mi dicono che su Telelombardia a botta calda già un critico d’arte (indovinate chi) faceva risalire a me le responsabilità dirette o indirette dell’episodio, e ha poi proseguito stamane su Canale 5. Mi dicono che una testata on line scrive che sono quello del treppiede in testa al “premier” e che ero in piazza ieri, poiché inspiegabilmente non c’è nessun provvedimento restrittivo a mio carico. Mi dicono che Sky tg 24 ha trasmesso un filmato in cui si ricostruiscono le “aggressioni al premier” nel quale compare anche (con tanto di foto in primo piano) la mia contestazione del 5 maggio 2003, che non ha prodotto nemmeno una multa e anzi è stata giudicata un atto di libertà di critica da una sentenza definitiva.
    • una critica evidentemente è considerata un’aggressione, o almeno un insulto, se a riceverla è un gran signore
    • Mi dicono che il Tgcom fa lo stesso. E il corriere on line di ieri pure. Leggo che sulla Stampa un certo Jacoboni infila in un editoriale l’episodio del buffone e della querela e sostiene che me la sarei cavata con la celia puffone-buffone (falso), evitando di parlare di assoluzione e di riportare in modo corretto la frase incriminata.
    • Naturalmente il fatto che ieri Berlusconi nella piazzetta dietro il Duomo sia stato contestato con ben motivata indignazione e in modo pacifico da molti cittadini, (comprese anziane signore e adolescenti) e che i tifosi del “premier” abbiano messo le mani addosso e colpito con pugni, calci e le aste delle bandiere alcuni dei contestatori sotto lo sguardo compiaciuto dei capetti del partito dell’amore, non è considerato una notizia
    • si approfitta di un fatto di cronaca (un folle che colpisce un uomo pubblico a margine di un comizio) per gettare fango su chi da anni esercita una funzione critica e fa opposizione in modo intransigente

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