Regionali Lazio, il PD manda Zingaretti in avanscoperta. Scoprirà Loretta Napoleoni?

Quale candidato per il Lazio? A questa domanda il PD proprio non sa rispondere. E allora, per evitare un nuovo caos vendoliano – la Puglia insegna? – assegnanno a Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma, un “mandato esplorativo”, che diversamente dal caso di Boccia non significa “fatti avanti tu per primo” bensì ha la valenza di un incarico diciamo da “talent scout”: ovvero, scopri un nome nuovo che ci faccia vincere.
E la domanda sorge spontanea:
l’attività esplorativa di Zingaretti lo condurrà alla scoperta di Loretta Napoleoni, la candidata governatrice espressione del popolo di Facebook?
Dal suo canto, Loretta scrive sul suo blog che nella Regione Lazio “c’è da fare una gran pulizia”. E predica la parità di bilancio per la sanità regionale. Qualcuno trema.

    • ”La segreteria nazionale e la segreteria regionale del Lazio del Pd hanno dato mandato a Nicola Zingaretti di accertare le condizioni politico programmatiche e la candidature piu’ idonee e coerenti per costruire una nuova e larga alleanza per le elezioni regionali nel Lazio. Nicola Zingaretti si e’ impegnato a svolgere questo incarico nel piu’ breve tempo possibile”.
    • Diversamente dall’incarico esplorativo su se stesso conferito a Francesco Boccia per la Puglia, quello a Zingaretti, presidente della provincia di Roma, e’ un vero e proprio mandato esplorativo per risolvere la difficile situazione politica venutasi a creare nel Lazio.
    • “Si, mi metto in gioco. E nel Lazio farei un gran pulizia…”
    • «Mi hanno chiamato la notte di Natale, mi hanno proposto di candidarmi.Ho pensato che fosse mio
      dovere, sono anni che dico che bisogna tornare alla società civile e che il sistema ha bisogno di rinnovamento, non potevo tirarmi indietro, non era logico
      ».
    • È nata è cresciuta a Roma oggi vive a Londra con frequenti viaggi su e giù per il mondo. Attraverso Facebook, un gruppo di persone la candida alle primarie del centrosinistra per la presidenza del Lazio «perché – scrivono – pensiamo che la sua candidatura possa favorire la partecipazione e quel rinnovamento della politica di cui l’elettorato, non solo di centro-sinistra,sente imprescindibile bisogno».
    • «Sì, lo faccio perché è il mio impegno civile. Non posso andare in giro per il mondo a dire mobilitiamo la società civile e poi ritrarmi se mi tirano in campo. Non mi sembrerebbe logico. Lo faccio come dovere, la politica deve ritornare al concetto di dovere, il politico è un servitore del cittadino».
    • Per me è un sacrificio, vivo a Londra, ho una famiglia e altri impegni, ma non intendo vivere l’impegno politico solo a parole. Mi chiedono di fare la mia parte, andrò fino in fondo, poi tornerò a essere un cittadino normale. Non è mia intenzione fare il politico professionista, anzi trovo che questo sia uno dei problemi che abbiamo
    • «Occorre una pulizia generale, come le pulizie di casa, buttare via la zavorra che è dentro la macchina amministrativa, si spreca troppo, si spende in modo sbagliato. Torniamo alla buona gestione e al risparmio. Secondo: aiuto e attenzione ai giovani, sono il nostro futuro, se non riescono a inserirsi che cosa faremo tra vent’anni? Infine la lotta al crimine organizzato: tendiamo a sottovalutare l’influenza della penetrazione del crimine organizzato nella nostra società. E purtroppo negli ultimi 20 anni si è vista un’avanzata progressiva. Il Lazio non è una regione tranquilla, lo sembra, ma la presenza del crimine organizzato è capillare».

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