Elegia Craxiana. Tutto pronto per l’offensiva sulla giustizia.

Stasera Raidue, con il programma La Storia Siamo Noi, prodotto storico di Giovanni Minoli, ex agiografo del fu segretario del fu Partito Socialista, roba da antiquario si direbbe, ha inaugurato la settimana dell’elegia in memoria di Bettino: un coro unanime e revisionista volto a restaurare la figura del grande (?) statista perseguitato da giudici politici. Che dire, un’operazione mediatica in gran stile, con lo scopo di preparare il terreno allo choc della riforma della giustizia. Processo Breve o non Processo Breve? Oggi Mr b è salito al Colle per mettere Napolitano in guardia: il Presidente non si metterà di traverso, la riforma della giustizia s’ha da fare, il tempo stringe. E domani, in Senato, di cosa si potrà mai discutere?

Martedì 12 gennaio 2010
alle ore 17
309ª Seduta Pubblica
ORDINE DEL GIORNO

I. Informativa del Ministro dell’interno sui fatti di Rosarno

II. Discussione del disegno di legge:

GASPARRI ed altri. – Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione e dell’articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali – Relatore VALENTINO

Domani Yes, political! pubblicherà il resoconto della seduta.

    • se dipendesse da noi, Craxi riposerebbe in pace da dieci anni: il problema è chi continua a resuscitarlo nella speranza di farne un uso politico non per i morti, ma per i vivi

    • questa ansia di riabilitare Craxi non è il gusto necrofilo di parlar bene di un morto, ma è il tentativo – aggiungo io – mascalzonesco di utilizzare un morto per sdoganare e nobilitare i vivi

    • se Craxi, pregiudicato per corruzione e finanziamento illecito, è un grande statista che va celebrato dieci anni dopo la morte, quindici anni dopo essere scappato latitante all’estero, beh, a maggior ragione il suo figlio prediletto, Silvio, esce come un gigante

    • in fondo non è scappato, non è ancora scappato e Craxi era il corrotto e lui il corruttore

    • la riabilitazione di Craxi è prodromica all’operazione impunità. Nel sondaggio pro o contro la riabilitazione di Craxi mi ha molto colpito il fatto che, se non erro, un terzo delle persone intervistate o forse un quarto, una cifra enorme comunque, non si pronuncia, dicendo “ non so niente di Craxi”

    • temo che ci sia una gran parte di persone che c’erano, che magari guardavano i telegiornali, leggevano i giornali, sentivano parlare, sapevano, ma questo bombardamento a reti unificate in questi quindici anni ha fatto loro dimenticare quello che avevano visto e saputo su Craxi

    • oggi non hanno un’opinione, perché non sanno

    • in quali condizioni giuridiche si trovava Craxi quando è morto, nel 2000: si trovava nelle condizioni di un pregiudicato con due condanne definitive, di cinque anni e cinque mesi la prima – scusate, consulto una cosa che ho scritto su Il Fatto, così evito di dirvi cose imprecise – cinque anni e cinque mesi per corruzione (le tangenti Eni /Sai) e quattro anni e sei mesi per le tangenti della metropolitana milanese, finanziamento illecito.

    • la responsabilità è stata individualmente riscontrata nel suo caso; i magistrati vanno in cerca del tesoro di Craxi e lo trovano, ne trovano un pezzo, perché Craxi aveva messo in piedi un sistema di occultamento dei fondi neri suoi e del partito – suoi e del partito – che era una specie di giro del mondo, di caccia al tesoro: c’erano conti in Svizzera, in Lichtenstein, nei Caraibi, addirittura in Estremo Oriente, a Hong Kong

    • Il pool di Mani Pulite ha accertato grossomodo passaggi di denaro di 150 miliardi di lire

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