Giovanni Favia a Yes, political!: l’attacco indegno di D’alessio. Il MoVimento e i rapporti con IDV.

Questo blog ha seguito la vicenda delle primarie del MoVimento 5 Stelle in Emilia-Romagna chiedendosi se il MoVimento stesse rinunciando forse al modello democratico-partecipativo in cambio di forme di aggregazione più sbrigative.

Giovanni Favia, il candidato governatore per la lista a 5 Stelle in Emilia-Romagna, è intervenuto per smentire clamorosamente le dichiarazioni del consgiliere circoscrizionale di Bologna Savena, Valerio D’alessio, le cui critiche prima di Natale furono oggetto di un articolo su La Stampa. D’alessio è oramai in rotta con il mondo dei Meet-Up ed è approdato improvvisamente alla corte della lista bolognese di Italia Dei Valori (IDV) con capolista Grillini, l’ex presidente dell’Arcigay e navigato politico ex PCI, PDS, DS, PD.

Ecco cosa ci racconta Favia.

Favia: – Ho letto l’intervista a D’alessio.

Cubicamente: – Me l’aspettavo di sentirti. La mia intenzione era di generare dibattito. Mi sono incuriosito alla vicenda prima di Natale, quando ho letto di D’alessio in un articolo de La Stampa. Ho cercato conferme alla notizia. Devi sapere che La Stampa ogni tanto usa mettere l’articolino per gettare un po’ di discredito.

Favia: – E’ una vicenda squallida. Ho l’sms del giornalista Franco Giubilei, che ha firmato l’articolo. Il giorno dopo mi chiede scusa. L’articolo è uscito ma non è quello che ha scritto lui.

Cubicamente: – Addirittura? E pensare che quando ho contattato D’Alessio la prima volta gli ho espressamente chiesto se l’articolo corrispondesse a ciò che aveva scritto, oppure se era ravvisabile una lettura tendenziosa da parte del giornalista de La Stampa. Ma lui rispose di sì, che quello era quanto aveva scritto. E che c’erano diversi motivi di doglianza con i colleghi dei meet-up. Ho poi visto il video relativo alle primarie, quello realizzato da Ravenna.

Favia: – Sì, il famoso video. Erano sei ore di riunione. Si capisce ben poco. Sempre la famosa manipolazione: noi lo pubblicheremo integrale, fra una settimana, così poi vediamo chi è per l’informazione e la trasparenza e chi invece vuole solo fare propaganda; calunniosa, ovviamente. Tutti allora si potranno fare un’idea di cosa sono state questa sorta di primarie.

Cubicamente: – Tutto è nato dal comunicato politico n. 28, in cui Grillo ti indicava come candidato per l’Emilia-Romagna.

– Noi abbiamo iniziato una discussione a partire da Settembre, quindi tutto ha inizio molto prima. Scrivere che tutto ha inizio dal post di Grillo è un’analisi parziale: io e Roberto Fico eravamo già, dopo un ciclo di assemblee locali, favoriti come candidati, ma non per motivi particolari, bensì per il nostro semplice attivismo, la nostra dedizione al MoVimento, per quello che avevamo dimostrato nel concreto. Quando a Bologna abbiamo scelto il candidato da proporre alle altre città, c’è stato un lungo dibattito. E su un’assemblea comunale di sessanta persone, che sono gli attivisti, lo zoccolo duro del movimento, ci sono stati due astenuti e due contrari, e gli altri si sono espressi per la mia candidatura.

Io non mi sono autocandidato, mi hanno candidato: hanno pensato che l’unica persona che avesse la possibilità di svolgere la campagna elettorale fossi io. Un po’ per l’esperienza che ho accumulato in questi mesi, un po’ per il tempo che ho a disposizione. Ma ci tengo a precisare che il candidato presidente non diventa automaticamente consigliere. Quando noi abbiamo dovuto scegliere il candidato presidente abbiamo dovuto scegliere la persona che si caricasse sulle spalle la campagna elettorale. Aggiungo che è più difficile prendere le preferenze da candidato presidente che da singolo cnadidato in una lista provinciale. Questo perché le persone dovranno riscrivere il mio nome a fianco del mio nome, paradossalmente. Noi abbiamo visto i Fac Simile delle schede elettorali. Se il mio primo obiettivo fosse stato non mettermi ad disposizione del MoVimento, come ho sempre fatto, ma arrivare alla poltrona, sarei stato ben zitto, mi sarei candidato solo nella lista di Bologna e probabilmente sarei entrato nel consiglio regionale, magari a discapito del candidato Presidente.

Si è trattato di un perscorso partecipato. Nonostante ciò dobbiamo difendeci da questi attacchi che sono montati sul nulla. Grillo ha fatto quel post, ma Grillo è un libero cittadino che ha il diritto di esprimersi. Io non ero avvisato di quell’articolo sul suo blog. Noi avevano già iniziato il percorso delle primarie e avevamo già valutato i metodi: la grande giornata di elezioni a Bologna, in un teatro, le dirette web con le assemblee locali, il voto con il sistema ” una provincia un voto”. si è trattato di un lungo studio. Poi un ragazzo di Forlì – noi cerchiamo di portare avanti il concorso di idee – ha proposto il sistema dei grandi elettori, che consiste nel fatto che ogni provincia esprime un numero di delegati in base al numero dei suoi candidati alla lista regionale, e questi delegati portano avanti il mandato delle loro assemblee locali. Quindi si svolgono le assemblee locali, e ai delegati o vine loro assegnato un mandato con delega (votare esplicitamente per un candidato) o un mandato fiduciario (ascoltate i candidati e scegliete). Abbiamo lasciato le libertà di voto: segreto o palese.

Queste sono state le nostre primarie. Io non capisco perché si dica che io sono stato calato dall’alto. Noi avevamo già verificato le candidature. C’era solo da decidere la data. Nessuno può tappare la bocca a Beppe. Io avrei preferito che non si fosse espresso. Gli avevo anche scritto via sms un mese prima, avrei preferito che non avesse fatto quell’articolo, perché ci ha fatto del male. Ma lui era in assoluta buona fede.

Finché non c’è il sito online del movimento dove si potrà votare, chi c’è a garanzia della rappresentatività? I meet-up con quindici persone?

Io credo che in Emilia-Romagna il mondo attorno al blog di Grillo sia composto da migliaia di persone, e lui fa da garante. Partirà presto il portale con la e-democracy per il nostro MoVimento. Ma la volontà di Grillo di rispettare i dettami della democrazia dal basso si riconosce dal fatto che ha voluto fortemente costituire questo portale. Fino a ieri ha dichiarato che si tirerà fuori appena il MoVimento avrà le sue gambe. Credo che di tutte le forze poltiche in campo in questo momento, partiti e non, quella che ricerca di più l’apertura verso il basso sia proprio la nostra. Mi fa ridere leggere questi articoli. D’alessio ha scritto delle righe deliranti che i giornali locali non hanno neanche preso in considerazione. Come è possibile che La Stampa, un giornale nazionale, che quando io ho promosso gli ordini del giorno sulla trasparenza non ha fatto mezzo articolo, faccia invece un articolo per rendere conto di un consigliere di quartiere che scrive delle cose false, che nessun giornalista de La Stampa ha cercato di verificare né tantomeno di vedere se veramente avessimo fatto le primarie e come. In più il giornalista mi chiama la sera prima io gli mando tutti i verbali dellle nostre assemblee. Si capisce che gli hanno chiesto di fare questo articolo. Me lo ha detto. Lui capisce che non c’è niente dietro le parole di D’alessio. Scrive l’articolo completo con le mie dichiarazioni che smentiscono l’accusa di D’alessio. E cosa succede? Glielo mettono in terza pagina, tagliato, con solo le frasi del comunicato stampa di D’alessio. Lui, che dal primo di novembre, parola della Mura (coordinatrice regionale dell’IDV, ndr.), è già nella lista di IDV per le regionali.

Cubicamente: – Questo ha sorpreso anche me. Tanto più che quando ho contattato D’alessio la scorsa settimana per l’intervista lui non ha fatto alcun cenno a IDV, sebbene avessi supposto l’esistenza di problemi di coesistenza del MoVimento 5 Stelle con IDV. Proprio su questo vorrei avere la tua opinione. Gira un video su Fb riguardo Roberto Fico e la sua partecipazione a una trasmissione televisiva a carattere politico-regionale durante la quale è stato attaccato dall’esponente di IDV. Conosciamo i guasti di IDV soprattutto in determinate regioni, a causa della grave mancanza di direzione politica. Quale è la tua opinione in merito ai rapporti con IDV?

Favia: – IDV si pone come la novità, come l’antisistema e poi fa politica con gli stessi metodi e le stesse strutture dei partiti che hanno ridotto l’Italia in questo modo: tessere comprate, commisssari, piccole caste che fanno accordi con PD in Emilia-Romagna per avere delle poltrone. E’ un partito che non c’è sul territorio.

Noi invece siamo un gruppo di cittadini che fa volontariato politico tutti i giorni, banchetti, ricerca le idee per portare le nuove tecnolige e ridurre lo spreco nella pubblica amministrazione per un futuro sostenibile. Noi siamo frose più ingenui di loro, ma siamo orgogliosi di esserlo. Noi non siamo così terrorizzati da loro come loro lo sono da noi. Di Pietro deve ringraziare Grillo. Di Pietro raccolse alle scorse elezioni regionali in Emilia-Romagna il 2%. Alle ultime europee era all’8%. Io credo che una buona mano gliela abbia data Grillo. Noi non portiamo via voti a IDV, sono i nostri voti che tornano a noi. Prima non avevamo rappresentanza ma asesso ce l’abbiamo. Perché loro ce l’hanno con noi se teoricamente sono le battaglie che contano, i contenuti, se dicono di condividerne molte di queste battaglie? E poi perché le condividono solo a parole? Perché votano, per esempio, come è successo a Parma, a favore dell’inceneritore? Rispondano a queste domande. Io non voglio fare della mera polemica politica. Perchè dicono sì alla gestione privatistica dell’acqua? I sindiaci non saranno più in grado di controllare la gestione dell’acqua pubblica. Cosa rispondono a questo? Perché il passante nord, che è un opera che porterà alla cementificazione del territorio di questa regione, l’hanno portato avanti loro quando era ministro Di Pietro? La rete è molto attenta a queste cose. Come hanno deciso i loro candidati? Hanno fatto delle primarie? Franco Grillini come è diventato capolista in Emilia-Romagna? Hanno ascoltato la base? D’alessio critica noi su cose false e va in un partito che è completamente verticistico.

Cubicamente: – Ti ricordo solamente che IDV non va a congresso dal 2005. Forse l’unica regiopne dove funziona è il Lazio, dove c’è un coordinatore regionale come Stefano Pedica che sale sul tetto dell’ispra piuttosto che difender equelli che vengono amaazzati in carcere. E’ l’unica regione dove IDV si distingue. Purtroppo ho notato questa tensione e infatti quando ho letto l’articolo di La Stampa è venuto in mente che si trattasse di un articolo scritto con intenzioni sospette. qualche critica era già emersa con un articolo di Flores D’arcais su Micromega, ma gli ex girotondini trovano ancora posti nell’IDV, vedi il caso di Grillini.

– Io non ho mai seguito la logica del profitto politico. Ho sempre cercato, avendo degli antagonisti politicamente più pericolosi, di lasciare perdere IDV che in Emilia-Romagna è un nano politico.

Quando mi scrivono le email gli attivisti di IDV, lamentandosi del proprio partito, dei doppi incarichi, del familismo, delle poltrone, io le ignor, perché credo che un partito debba saper risolvere i propri problemi, magari con una certa emancipazione degli iscritti. Ci sono delle grandi differenze fra noi e loro. La vicinanza è data solo dal fatto che in Parlamento IDV è l’unica vera dura opposizione,e a Grillo qeusto piace. C’è una differnza fra noi e Grillo: Grillo è il detonatore, è la persona che ha messo in gioco la sua carriera per darci la possibilità di candidarci, però il MoVimento siamo noi. Io credo, e penso che anche tu sia d’accordo, che siano i cittadini a avere il potere di cambiare il paese. Non Grillo.

Cubicamente: – Il problema della politica nasce dalla casta, quello che nella Teoria Politica si chiama “circolazione delle elité”: se non esiste circolazione allora l’elité è bloccata e si riproduce campando sul privilegio. Nel nostro caso, nella formazione delle liste non si sono fatti tanti scupoli. C’è chi ha attraversato tutte le stagioni della sinistra italiana e ora è capolista di IDV.

– Io credo che tutte le posizioni siano giuste, purché animate da buone intenzioni. Alcuni attivisdti dei Meet-Up si sono candidati con IDV alle ultime elezioni. E’ possibile che uno cambi idea, che decida di andare in un partito. Non è possibile la scorrettezza, la menzogna usata in naniera sistematica. E’ un mese che D’alessio ci prende in giro dicendo che non c’enta niente con gli altri partiti, che vuole solo protestare. Capirei se rappresentasse una corrente, cioè se dietro a lui ci fossero delle altre persone. Ma lui è un consiglere di quartiere che rappresenta solo se stesso. Non è vero che noi perdiamo pezzi, come ha scritto oggi Il Resto del Carlino. E’ vero che tanti altri hanno lasciato il MoVimento, ma noi siamo un treno. C’è chi scende e c’è chi sale. Stare con noi è difficile perché faccimo attività, ci vuole tempo libero, c’è il confronto con l’assemblea in cui stiamo in minoranza. D’alessio parla del Favia pensiero. Sai quante volte io mi arrabbio e vado in minoranza?

Io sono finito lì per caso. Avevo un altro candidato per le elezioni comunali, che però a tre mesi dal voto si è ritirato. Ci siamo trovati nel guado, molti hanno lasciato per poi tornare. Ad un certo punto eravamo rimasti in cinque come lista civica per le comunali. Ci siamo rimboccati le maniche. Mi hanno detto: “tu sei giovane, hai il tempo per farlo”, qundi sono stato buttato nell’arena con grande incoscienza. Mi sono così ritrovato in Consiglio, ma è stata una casualità. Così come è stata una casualità essere entrato nella lista per le Regionali: io avevo contattato per la candidatura Patrizia Gentilini, l’oncologa (Faenza nel 1949, si è laureata in medicina e chirurgia a Bologna nel 1975, specializzata in Oncologia a Genova nel 1980 e poi in Ematologia a Ferrara nel 1988; fa parte dell’ Associazione contro Leucemie, Linfomi, Mieloma AIL sezione Forlì-Cesena, con l’incarico di vice presidente. Fa inoltre arte dell’Asociazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia, ndr.). Ma lei è perito terzo in molti processi per gli inceneritori e non poteva esporsi. Io mi spesi che fosse lei la candidata. Idem feci per Boschini. Solo che lui aveva la tessere del PD. Il mio nome è venuto fuori dopo.

E’ chiaro che è facile per qualcuno dire che io ho fatto il passaggio delle poltrone. Cosa c’è di più cavalcabile di me? Probabilemente non riuscirò neanche a prendere il seggio. Noi crediamo che i politici debbano essere controllati. Quando durante la campagna elettorale ho sempre specificato che io sarei stato uno strumento, che non avevo una delega in bianco per cinque anni, che avrei fatto di sei mesi in sei mesi quello che mi chiedeva l’assemblea, e se essa avesse chiesto di dimettermi, o di fare altro, io avrei fatto altro. E l’avevo detto prima che i bolognesi mi votassero. Tant’è che abbiamo firmato tutti la lettera di dimissioni in bianco nel caso in cui l’eletto non risponda più alla base. Adesso vedremo cosa farà D’alessio. Noi convochiamo gli iscritti con email tutte le settimane e a loro rendo conto di quello che ho fatto. E quando abbiamo altri impegni o riunioni straordinarie – non accade mai meno di una volta al mese – io rendo conto di quello che ho fatto in consiglio, raccolgo proposte, porto avanti delle istanze, ovvero quello che mi suggerisce l’assemblea. A noi viene la nausea quando vediamo una persona – un farabutto per come si è comportato, ha sfruttato il fatto di avere lo stemma di Grillo sul petto per entrare nell’IDV – che alle comunali, su un bacino di 219.000 lettori, ha preso 19 preferenze. E su 70 candidati alle liste di quartiere – da noi nessuno si vuole candidare e invece dovevamo candidare 70 persone, allora abbiamo lasciato la porta aperta a tutti – è stato l’unico che non ha voluto rispettare l’ordine alfabetico per la composizione della lista. Ha insistito, e ci fu anche una discussione, per farsi mettere capolista nel suo quartiere. Per questo ha preso 15 prefrenze in comune e 26 in quartiere. Perchè erano i voti che gli elettori danno a chi è primo nella lista, che di solito è consigliato dal MoVimento. Ventisei voti in un quartiere di 40.000 abitanti. Con questo curriculum, lui è entrato nella lista regionale del collegio della pprovincia di Bologna dell’IDV. Se io fossi un iscritto dell’IDV mi ribellerei.

Cubicamente: – Ha fatto un bel salto. Fra l’altro lui dice che è rimasto deluso perché proprio il 4 ottobre, il giorno dell’assemblea del MoVimento al Teatro Smeraldo di Milano, si è sentito tagliato fuori perché Grillo stesso ha imposto un tetto anagrafico nella composizione delle liste regionali. Lui essendo già ultraquarantenne non poteva rientrarci.

Favia: – Questa è una balla. Noi dobbiamo rispettare tre requisiti: non aver fatto due mandati rappresentativi, non avere pendenze penali, non essere iscritti a partiti. Sono tre gli obblighi. Non c’è scritto nessun limite d’età. Grillo lo ha detto, ma cosa c’è di male se uno dice che vuole dei trentenni in politica? Tantè che il mio oppositore alle primarie si chiama Giorgio Gustavo Rosso, ed ha sessantanni. Se avesse vinto lui, sarebbe stato il nostro candidato.

Cubicamente: – Riguardo alla questione, sollevata da D’alessio, di Decrescita Felice, il movimento di Pallante, che lui chiama in causa come fatto dimostrativo delle accuse nei tuoi confronti, cosa rispondi?

Favia: – Dovremmo chiederlo a Pallante. Noi abbiamo un circolo della Decrescita Felice. Non ho capito cosa dice riguardo all’episodio delle tovagliette. Noi siamo stati eletti a Giugno e la questione delle tovagliette è venuta fuori a Settembre, fra l’altro su proposta di un altro consigliere del quartiere Reno, Dario Bisi, ed è tuttora in corso perché non è una affatto questione semplice. C’è una società partecipata, che si chiama Seribo, la quale gestisce le mense scolastiche, e io ci sto lavorando. Ma il circolo della Decrescita lo abbiamo fatto nella primavera scorsa in seguito alla visita di Pallante a Bologna. A noi non interessava tenere la “bandierina”. E allora lo abbiamo sciolto in favore di un altro circolo bolognese. Lui dice che noi avremmo fatto un circolo parallelo in seguito alla sua proposta delle tovagliette? Questo è delirio.

Cubicamente: – Diciamo che c’era, secondo la sua ricostruzione, una sorta di firizione con il movimento principale di Decrescita Felice. Lui ha voluto dire questo. Non ne ho trovato riscontro.

Favia: – Noi come circolo abbiamo rinunciato all’identità perché ci interessa lavorare per aree tematiche e ci siamo uniti al circolo Castiglione di Bologna. Ma siamo andati al convegno con la Decrescita a Reggio Emilia, e all’ora dov’era D’alessio? Io c’ero con Maurizio. E in quella cirocstanza chiesi di fare circoli unici nelle grandi città. L’esatto contrario di quello che lui dice. Siamo al ribaltamento della verità. D’alessio, da quando è stato eletto, ha raccolto delle critiche che sono finite nei verbali delle nostre assemblee. Queste voci critiche dicono che lui non fa abbastanza, che non è abbastanza trasparente, che non condivide con la base. Ti posso dire, contatta Pallante, il diretto interessato. Quello che ti ha rifertito D’alessio è fantascienza.

Cubicamente: – Mi sembra da sciocchi esporsi in dichiarazioni poi non verificabili.

Favia: – Non c’è nessuno che lo difende. La Stampa ha preso un caso sociale, un consiglere di quartiere. Come mai i consigleri del PD, sui quali ci sarebbe tanto da dire, non vanno mai su La Stampa? Capisci in che condizione siamo? Siamo attaccati dappertutto. Ho presentato la lista ieri a Bologna: è possibile che nell’edizione regionale del Carlino non scrivono una parola? Lo riporta solo il Carlino di Bologna.

Cubicamente: – Se le premesse sono queste, aspettati di peggio. La disinformazione lavora così: succede, ma non ne parlano, oppure se ne parlano ne parlano male. Questo è un sistema consolidato che ho visto applicare anche alle primarie del PD. Arriveranno agli attacchi personali. Forse già questo di D’alessio può essere ravvisato come un tentativo.

Favia: – Sicuramente questo lo è stato ma lo ribadisco, non gli dò neanche tanta importanza, tanta è la pochezza degli argomenti. Se poi uno cerca di fare qualche verifica, nulla ne rimane. D’altronde D’alessio è una di quelle persone che girano di movimento politico in movimento politico, seguendo quelli che sono più in voga. Lui da giovane è stato anche nella Fiamma, nel Fronte della Gioventù. E’ una di quelle persone che fanno “le parabole”. A cui il potericchio dà alla testa. Non sono questi i nostri antagonisti. Mi dispace per IDV se crede di poterci portar via voti così, bé, fa proprio il gioco contrario prendendo una persona che ha così poco credito sociale. Forse non hanno capito bene che cosa hanno acquistato. Ma come si dice? A ciascuno il suo.

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4 Comments

  1. ribadisco i miei interventi fatti sull’articolo (comprensivo di video) in cui si accennava alla presunta calata dall’alto di favia…ed essendo un dipietrista ‘della prima ora’, capite quanto sia ‘genuino’…
    seguite bene le situazioni (specialmente quelle locali)…
    qui mi sembra che le argomentazionidi favia siano più che plausibili e in sintonia con quel che io dicevo di grillo: che ci mette la faccia e che ha tutto il diritto (ma anche il dovere) di dire la sua e di prendere anche decisioni, qualora necessiti…eppoi bisogna aspettare che si realizzi la possibilità del voto online dove uno varrà uno…
    allo stato più che altro mi preoccupa quel che avviene in idv, se quello che si dice nel post risponde a verità…e magra consolazione è il fatto che io viva a roma, dove pare che tonino & co. svolgano l’azione più proficua…
    il mio augurio è che movimento e idv, grillo e di pietro possano fare tanta strada assieme, perché i ‘presupposti ideali’ a mio avviso ci stanno tutti…
    poi, state parlando di bologna a cui sono particolarmente affezionato…quindi, fate le pulci a chiunque sia in odore di scorrettezze, senza riguardo per alcuno…

    un saluto a tutti

    paolo

    1. Hai ragione, Paolo, IDV preoccupa non poco. Un partito che a livello locale ha troppe diramazioni verso ambienti della politica dell’Ancien Régimé, per così dire, avrà ben poche speranze di incarnare l’ideale di democrazia dal basso che in molti speravano potesse avere. Ben vengano persone come Favia: in questa occasione ha saputo affrontare il problema ed ha qui risposto con argomentazioni assolutamente convincenti .

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