IDV, De Magistris prepara la successione. La base ribelle presenta la mozione congressuale.

Ancora nuove voci di una tensione fra De Magistris e Di Pietro che si sta consumando nella scelta dei candidati per le liste: per la lista lombarda si è parlato anche di Piero Ricca, il blogger che appellò Mr b con un “buffone”, ma oggi è arrivata la smentita di Piero, con un post nel quale si felicita però per la candidatura dell’amico Giulio Cavalli, autore dello spettacolo teatrale contro la Mafia “Do ut Des”. Cavalli è proprio al centro di un dissidio, essendo lui uomo espressione della linea di De Magistris, di Di Pietro con il coordinatore regionale della Lombardia Sergio Piffari, il quale si è molto seccato per l’ostinazione di Cavalli a voler render conto della sua attività politica al solo De Magistris. L’articolo che segue – ripreso dal sito La Voce delle Voci – spiega tutta la vicenda. Secondo l’autore, Giulio Sansevero, De Magistris avrebbe messo all’opera due supervisori, uno per il nord ovest e uno per il nord est, con lo scopo di preparare la successione al monopolio dipietrista.
IDV è di fatto una associazione partitica con un plenipotenziario unico, Antonio Di Pietro. Da tempo sono conosciute le pratiche poco ortodosse del giro di rimborsi elettorali che vengono fatti migrare, attaverso l’affitto di immobili a carico di IDV, direttamente alla società di di Pietro, la Antocri (unico socio, Antonio Di Pietro; amministratore unico Claudio Bellotti, compagno o marito di Silvana Mura, tesoriere di IDV, nonché ex fiamma di Di Pietro, sua conoscente da vent’anni, oggi anche coordinatrice regionale IDV dell’Emilia Romagna).
Da circa due mesi la base ribelle, che si ostina a chiedere un congresso e primarie aperte per la selezione del segretario del partito, si è organizzata intorno al gruppo “La base IDV” – “Baraccano 2”, ed ha già all’attivo tre riunioni autoconvocate, l’ultima delle quali si è tenuta il 17 Gennaio scorso. Così si esprimono dalle pagine di Facebook:

Brescia – 17 gennaio 2010

Oggi si è tenuta a Brescia il 3° appuntamento degli autoconvocati IDV.
I lavori introdotti dal rappresentante locale Mario Bruno Belsito hanno riguardato la preparazione della mozione da presentare al congresso nazionale IDV.
Sono intervenuti: l’on. Franco Barbato, candidato alla presidenza del partito, ed il consigliere regionale del Trentino – Alto Adige Bruno Firmani.
I coordinatori de “La Base IDV” Alessandra Piva, Giuseppe Vatinno e Domenico Morace hanno illustrato i principi sui quali poggia la proposta politica: la centralità e la difesa della carta costituzionale, ed il rinnovamento culturale e politico nel segno della risoluzione della questione morale. In particolare l’accento è stato posto sull’esaurimento della spinta rinnovatrice che aveva caratterizzato l’IDV.
Il movimento di base, ampiamente radicato e strutturato su tutto il territorio italiano, si propone di proseguire la propria attività anche dopo la celebrazione del congresso nazionale.
Durante l’assemblea sono state esaminate situazioni di scarsa democrazia e casi di vera e propria prevaricazione all’interno della struttura organizzativa dell’IDV, troppo spesso in mano a personaggi che ricordano più il partito di Berlusconi che non quello di Di Pietro.
La mozione che La Base IDV porterà al congresso si può trovare su Facebook ed è aperta ai contributi di iscritti e simpatizzanti.

La notizia è che “La base IDV” sarà promotrice di una mozione al congresso che si terrà il 5-6-7 Febbraio prossimi. A questo link la bozza della mozione, con la quale la base vuole introdurre alcuni elementi di democrazia diretta nel partito, in una cornice complessiva di “spersonalizzazione”, rifondando interamente l’assetto gerarchico di IDV.

    • l’ex sostituto della Procura di Catanzaro sta tessendo la sua trama: ha diviso l’Italia in cinque circoscrizioni, che coincidono con quelle delle elezioni europee e in ognuna ha piazzato un suo fedelissimo per avviare i contatti con iscritti e militanti
    • due “colonnelli” di De Magistris: si tratta di Davide Pane, giovane ingegnere milanese e di Giada Oliva, 27 anni, bolognese, giornalista praticante e assistente parlamentare di De Magistris. Il primo si occupa del Nord Ovest, la seconda del Nord est
    • La strategia e’ quella indicata da Paolo Flores D’Arcais: fuori dal partito i “cacicchi” (ampiamente documentati nel reportage pubblicato a settembre da Micromega) e dentro la “societa’ civile”.
    • l’europarlamentare non sta a guardare e a Milano ha messo a segno un colpo eccezionale: ha sponsorizzato la candidatura alle prossime regionali dell’attore Giulio Cavalli. Di Pietro l’ha accettata e Cavalli sara’ il capolista in Lombardia dell’Italia dei Valori. Milanese doc, 32 anni, Cavalli e’ l’autore dello spettacolo sulla Mafia “Do ut des” che gli ha procurato gravi minacce da parte delle cosche costringendolo a vivere sotto scorta
    • pare che l’autore di “Do ut des” abbia ottenuto carta bianca dall’ex pm e che abbia gia’ manifestato la sua contrarieta’ alla candidatura di Alessandro Milani, coordinatore provinciale di Varese ed esponente tipico del familismo che impera nell’Idv, avendo piazzato sua moglie consigliera provinciale a Varese e sua figlia come segretaria personale di Silvana Mura nonche’ tesoriera dell’IdV dell’Emilia Romagna

    • Questi giri di valzer con la “societa’ civile” e le aperture a De Magistris, nonche’ la candidatura a Bologna del leader dell’ArciGay, Franco Grillini, non impediscono a Di Pietro e Piffari di proseguire le trattative per la candidatura in Lombardia dell’ex leghista Alessandro Ce’, segno che l’ex pm per ora intende continuare a far convivere nel suo partito l’anima girotondina e quella “dorotea”
    • l’emorragia al centro per Di Pietro sembra destinata a proseguire. Dopo Pino Pisicchio, Aurelio Misiti, Giacinto Russo e Giuseppe Astore, un altro parlamentare di estrazione centrista ha infatti rotto con Di Pietro: e’ il deputato torinese, Gaetano Porcino. L’ex esponente della Margherita ha deciso di lasciare l’Idv dopo che Di Pietro si e’ rimangiato l’impegno di candidare suo figlio di appena 21 anni (del tutto digiuno di politica) alle regionali in Piemonte.
    • forte dissenso interno che si sta organizzando parallelamente a De Magistris ma con contenuti assai piu’ radicali e potenzialmente dirompenti. I ribelli si sono dati un coordinamento nazionale che si chiama “La Base Idv” e nasce dalla confluenza di movimenti locali, l’emiliano “Parole civili”, il romano “Comitati per la glasnost” e il varesino “L’altra Italia dei valori”
    • circa 1200 iscritti dislocati quasi in tutta Italia

    • il 20 dicembre si sono di nuovo riuniti a Bologna per il cosiddetto “Baraccano 2” e hanno ribadito le loro richieste: primarie aperte per scegliere il leader del partito; vicepresidenza affidata alla mozione congressuale di minoranza; direzione nazionale di 100 delegati eletti dal congresso; tesoriere laureato e di comprovata professionalita’ (ovvero basta con Silvana Mura); regole certe sulle iscrizioni e fine delle diffuse pratiche truffaldine (spesso al partito puo’ iscriversi solo chi e’ gradito ai gerarchetti locali); immediato reintegro dei militanti sospesi o espulsi. Richieste forti, tali da minare alla base la leadership dipietrista

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