IDV: Luisa Capelli nel Lazio da indipendente. Giulio Cavalli minacciato dalla mafia.

Novità in casa IDV. De Magistris è felice della rinnovata alleanza fra il partito e il PD. Nell’intervista di Luca Telese pubblicata da Il Fatto Quotidiano non manca di sottolineare come il merito sia di Di Pietro, che ha condotto la trattativa in prima persona.

Ecco il grave limite di IDV: la decisione di allearsi con il PD è stata presa dal vertice, il vertice ha condotto la trattativa, il vertice si è preso il merito della sua buona riuscita. Tutto passa per Di Pietro. IDV è Di Pietro. Una cosa sua.

De Magistris avverte: non basta allearsi per sciogliere i nodi. Non bastano le alleanze pre-elettorali. L’accordo non è un accordo nazionale. Campania e Calabria restano fuori. De Magistris dice che la causa è il PD e  le sue divisioni interne. E suggerisce due nomi: per la Calabria, Pippo Callipo, imprenditore, ex presidente di Confindustria, ora candidato a Presidente della Regione con il sostegno di IDV; e Raffaele Cantone, ex magistrato, PM della DDA di Napoli, l’uomo che ha condannato Sandokan, il re dei Casalesi. De Magistris però aggiunge un auspicio: che si giunga finalmente a creare una coalizione fra IDV e il movimentismo, sia esso Popolo Viola, siano le Liste a 5 Stelle di Beppe Grillo. Eccolo, il piano che ha in mente. Tenere Di Pietro in sella, ma rendere IDV trasparente come la vorrebbero quelli che ne sono rimasti fuori e che nulla hanno condiviso della gestione familistica, patrimonialistica, personalistica data da Di Pietro al partito. Fondere IDV con i movimenti, ispirando il nuovo soggetto ai principi della democrazia partecipata, sottraendo al PD il gergo delle primarie aperte, realizzado diversamente a mezzo web il progetto della partecipazione capillare. Un’idea che in realtà coltivano in molti. Ad esempio, la Base IDV, il gruppo dei dissidenti, che al Congresso del 5-6-7 Febbraio presenterà una mozione di opposizione a quella di Di Pietro. In quella circostanza, la Base IDV e De Magistris – ma anche Sonia Alfano – si incontreranno e quasi certamente avranno occasione per confrontarsi con il gruppo dei cosiddetti “cacicchi”. Solo allora si potrà dire se De Magistris ha la possibilità di far convergere tutta IDV verso quel modello. Solo allora si potrà sperare nel veder maturare una forza politica che conduca, a livello nazionale, nelle aule parlamentari, le battaglie condotte dai movimenti.

Intanto si scoprono alcuni nomi dei candidati per IDV alle Regionali. Nel Lazio, si candida come indipendente, per sottolineare ancora una volta la sua distanza verso dinamiche partitiche alquanto discutibili, Luisa Capelli, editrice, da anni impegnata nella politica, ma mai inglobata nelle gerarchie di partito:

Fondatrice (nel 1994), direttrice editoriale e amministratrice unica della Meltemi Editore, per la casa editrice ha svolto le funzioni di editor, curatrice, traduttrice e redattrice. Dal 2005 insegna all’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” “Economia e gestione delle imprese editoriali”, dopo aver svolto per anni attività di docenza in seminari e master universitari sulle tematiche relative alla sua professione (fonte Wikipedia).

Luisa Capelli è estremamente sensibile ai temi delle Libertà Digitali, di cui ne ha fatto il centro del suo impegno politico. Secondo Luisa, “la conoscenza in Rete” è da considerarsi “come un bene comune e un diritto di cittadinanza, riconoscendone il valore di sistema estensivo del mondo relazionale e informazionale della nostra società”.

In questa sfida siamo tutti coinvolti: singoli cittadini, imprese, istituzioni; ma appare evidente come siano necessari e impellenti orientamenti politici chiari che non contrastino solo a parole, o con prese di posizione occasionali connesse all’opposizione sugli ennesimi legge, decreto o progetto di legge (dalla Hadopi in Francia, al Digital Millennium Copyright Act negli Stati Uniti, alla pletora di provvedimenti approvati o in arrivo in Italia), strategie di limitazione, censura, soffocamento della libertà della Rete presenti, pur con diversa aggressività, ovunque nel mondo […] L’impegno che considero non più rinviabile, almeno per me, oltre a promuovere e sostenere ogni iniziativa di contrasto alle politiche nazionali che minano le libertà di Internet, come quelle che ci hanno spinto a indire lo sciopero dei blogger il 14 luglio scorso, a sottoscrivere la “Carta dei Cento“, a lanciare l’appello “Libera rete in libero Stato” lo scorso mese di dicembre, ad aderire alla nuova iniziativa in cantiere dei Corsari della rete e a quelle programmate dai pirati per il prossimo futuro, è quello di intraprendere un’azione propositiva sui due terreni nei quali ho la possibilità di esprimere più che una protesta (fonte: Luisa Capelli, I liberi, la rete, la politica).

Luisa Capelli individua due aspetti sui quali condurre un’azione politca decisa:

  • l’individuazione, in accordo con gli autori, di forme di accesso libero e gratuito ai contenuti che ne garantiscano la permanenza nel tempo e non “recinzione” e che coesistano con la vendita dei file digitali dei libri a prezzi competitivi con il mercato delle fotocopie;
  • l’elaborazione di un piano di politiche attive che non si limitino alla difesa della neutralità della Rete, ma stimolino la partecipazione dei cittadini alle discussioni e deliberazioni pubbliche, alla condivisione dei contenuti, alla disponibilità e democratizzazione delle informazioni della Pubblica Amministrazione, a partire dai contenuti della Carta per l’Innovazione, la creatività e l’accesso alla conoscenza sottoscritta a Barcellona nel novembre scorso.

In Lombardia, invece, viene candidato Giulio Cavalli, su proposta dello stesso De Magistris: Giulio Cavalli (Milano, 26 giugno 1977) è un attore, scrittore e regista italiano. E’ considerato una delle nuove voci del teatro di narrazione civile degli ultimi anni in Italia; fra i suoi spettacoli, (Re) Carlo (non) torna dalla battaglia di Poitiers, dedicato alla vicenda del G8 a Genova nel 2001 e alla morte di Carlo Giuliani, e Linate 8 ottobre 2001: la strage, ma è con Do ut Des, spettacolo teatrale su riti e conviti mafiosi, che Cavalli si è attirato le ire della Mafia. Proprio in questi giorni è stato raggiunto da telefonate minatorie, addirittura gli è stato recapitato un priettile e un messaggio intimidatorio è stato inviato alla banca presso la quale ha organizzato la raccolta fondi per la sua campagna elettorale. Recitava più o meno così: “La mafia controlla la filiale Intesa San Paolo di Via Palmanova”. Un fatto che ha dell’inquietante. Forse vogliono solo spaventare. Ma è indubbio che la candidatura di un uomo che dice ciò che pensa è alquanto scomoda. Anche all’interno di IDV.

individuare, in accordo con gli autori, forme di accesso libero e gratuito ai contenuti che ne garantiscano la permanenza nel tempo e non “recinzione” e che coesistano con la vendita dei file digitali dei libri a prezzi competitivi con il mercato delle fotocopie